DECRETO-LEGGE 19 Maggio 2020, n. 34 [ Decreto Rilancio ] — Titolo II — Sostegno alle imprese e all’economia
Capo I — Misure di sostegno (Artt. 24–52)

Art. 24 — Disposizioni in materia di versamento dell’IRAP

  1. Non e’ dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale
    sulle attivita’ produttive relativa al periodo di imposta in corso al
    31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto
    per il medesimo periodo di imposta. Non e’ altresi’ dovuto il
    versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle
    attivita’ produttive relativa al periodo di imposta successivo a
    quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista
    dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della
    Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del
    decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento e’
    comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo
    stesso periodo d’imposta.
  2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai soggetti, diversi da
    quelli che determinano il valore della produzione netta secondo gli
    articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
    nonche’ dai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico
    delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con ricavi di cui all’articolo
    85, comma 1, lettere a) e b), dello stesso testo unico delle imposte
    sui redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo
    testo unico non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta
    precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del
    presente decreto-legge.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
    dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della
    Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro
    temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
    nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.
  4. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
    finanze e’ istituito un fondo con una dotazione di 448 milioni di
    euro finalizzato a ristorare alle Regioni e alle Province autonome le
    minori entrate derivanti dal presente articolo non destinate
    originariamente a finanziare il fondo sanitario nazionale. Al riparto
    del fondo di cui al periodo precedente tra Regioni e Province
    autonome si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore
    del presente decreto legge previa intesa in sede di Conferenza
    Permanente per i rapporti tra lo Staro, le Regioni e le Province
    Autonome di Trento e Bolzano.
  5. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 3.952
    milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo
    265.

Art. 25 — Contributo a fondo perduto

  1. Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza
    epidemiologica “Covid-19”, e’ riconosciuto un contributo a fondo
    perduto a favore dei soggetti esercenti attivita’ d’impresa e di
    lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, di cui
    al testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, di seguito
    testo unico delle imposte sui redditi.
  2. Il contributo a fondo perduto di cui al comma 1 non spetta, in
    ogni caso, ai soggetti la cui attivita’ risulti cessata alla data di
    presentazione dell’istanza di cui al comma 8, agli enti pubblici di
    cui all’articolo 74, ai soggetti di cui all’articolo 162-bis del
    testo unico delle imposte sui redditi e ai contribuenti che hanno
    diritto alla percezione delle indennita’ previste dagli articoli 27,
    e 38 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, nonche’ ai
    lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di
    diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti
    legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.
  3. Il contributo spetta esclusivamente ai titolari di reddito
    agrario di cui all’articolo 32 del citato testo unico delle imposte
    sui redditi, nonche’ ai soggetti con ricavi di cui all’articolo 85,
    comma 1, lettere a) e b), del medesimo testo unico delle imposte sui
    redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo
    testo unico delle imposte sui redditi non superiori a 5 milioni di
    euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto.
  4. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che
    l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020
    sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei
    corrispettivi del mese di aprile 2019. Al fine di determinare
    correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di
    effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione
    dei servizi. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei
    requisiti di cui al presente comma ai soggetti che hanno iniziato
    l’attivita’ a partire dal 1° gennaio 2019 nonche’ ai soggetti che, a
    far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio
    fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai
    predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla
    data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.
  5. L’ammontare del contributo a fondo perduto e’ determinato
    applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del
    fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare
    del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:
    a) venti per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati
    al comma 3 non superiori a quattrocentomila euro nel periodo
    d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore
    del presente decreto;
    b) quindici per cento per i soggetti con ricavi o compensi
    indicati al comma 3 superiori a quattrocentomila euro e fino a un
    milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso
    alla data di entrata in vigore del presente decreto;
    c) dieci per cento per i soggetti con ricavi o compensi indicati
    al comma 3 superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di
    euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto.
  6. L’ammontare del contributo a fondo perduto e’ riconosciuto,
    comunque, ai soggetti di cui al comma 1, beneficiari del contributo
    ai sensi dei commi 3 e 4, per un importo non inferiore a mille euro
    per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle
    persone fisiche.
  7. Il contributo di cui al presente articolo non concorre alla
    formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non
    rileva altresi’ ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109,
    comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre
    alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto
    legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
  8. Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti
    interessati presentano, esclusivamente in via telematica, una istanza
    all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei
    requisiti definiti dai precedenti commi. L’istanza puo’ essere
    presentata, per conto del soggetto interessato, anche da un
    intermediario di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del
    Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322 delegato al
    servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate o ai servizi
    per la fatturazione elettronica. L’istanza deve essere presentata
    entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica
    per la presentazione della stessa, come definita con il provvedimento
    del direttore dell’Agenzia delle entrate, di cui al comma 10.
  9. L’istanza di cui al comma 8 contiene anche l’autocertificazione
    che i soggetti richiedenti, nonche’ i soggetti di cui all’articolo
    85, commi 1 e 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,
    non si trovano nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del
    medesimo decreto legislativo n. 159 del 2011. Per la prevenzione dei
    tentativi di infiltrazioni criminali, con protocollo d’intesa
    sottoscritto tra il Ministero dell’interno, il Ministero
    dell’economia e delle finanze e l’Agenzia delle entrate sono
    disciplinati i controlli di cui al libro II del decreto legislativo
    n. 159 del 2011 anche attraverso procedure semplificate fermo
    restando, ai fini dell’erogazione del contributo di cui al presente
    articolo, l’applicabilita’ dell’art. 92 commi 3 e seguenti del citato
    decreto legislativo n. 159 del 2011, in considerazione dell’urgenza
    connessa alla situazione emergenziale. Qualora dai riscontri di cui
    al periodo precedente emerga la sussistenza di cause ostative,
    l’Agenzia delle entrate procede alle attivita’ di recupero del
    contributo ai sensi del successivo comma 12. Colui che ha rilasciato
    l’autocertificazione di regolarita’ antimafia e’ punito con la
    reclusione da due anni a sei anni. In caso di avvenuta erogazione del
    contributo, si applica l’articolo 322-ter del codice penale.
    L’Agenzia delle entrate e il Corpo della Guardia di finanza stipulano
    apposito protocollo volto a regolare la trasmissione, con procedure
    informatizzate, dei dati e delle informazioni di cui al comma 8,
    nonche’ quelle relative ai contributi erogati, per le autonome
    attivita’ di polizia economico-finanziaria di cui al decreto
    legislativo n. 68 del 2001.
  10. Le modalita’ di effettuazione dell’istanza, il suo contenuto
    informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro
    elemento necessario all’attuazione delle disposizioni del presente
    articolo sono definiti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia
    delle entrate.
  11. Sulla base delle informazioni contenute nell’istanza di cui al
    comma 8, il contributo a fondo perduto e’ corrisposto dall’Agenzia
    delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente
    bancario o postale intestato al soggetto beneficiario. I fondi con
    cui elargire i contributi sono accreditati sulla contabilita’
    speciale intestata all’Agenzia delle entrate n.1778 “Fondi di
    Bilancio”. L’Agenzia delle entrate provvede al monitoraggio delle
    domande presentate ai sensi del comma 8 e dell’ammontare complessivo
    dei contributi a fondo perduto richiesti e ne da’ comunicazione con
    cadenza settimanale al Dipartimento della Ragioneria generale dello
    Stato.
  12. Per le successive attivita’ di controllo dei dati dichiarati si
    applicano gli articoli 31 e seguenti del decreto del Presidente della
    Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Qualora il contributo sia in
    tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato
    superamento della verifica antimafia, l’Agenzia delle entrate
    recupera il contributo non spettante, irrogando le sanzioni in misura
    corrispondente a quelle previste dall’articolo 13, comma 5, del
    decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 e gli interessi dovuti
    ai sensi dell’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica
    29 settembre 1973, n. 602, in base alle disposizioni di cui
    all’articolo 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004, n.
    311. Si rendono applicabili le disposizioni di cui all’articolo 27,
    comma 16, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonche’, per quanto
    compatibili, anche quelle di cui all’articolo 28 del decreto 31
    maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
    luglio 2010, n. 122. Per le controversie relative all’atto di
    recupero si applicano le disposizioni previste dal decreto
    legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
  13. Qualora successivamente all’erogazione del contributo,
    l’attivita’ d’impresa o di lavoro autonomo cessi o le societa’ e gli
    altri enti percettori cessino l’attivita’, il soggetto firmatario
    dell’istanza inviata in via telematica all’Agenzia delle entrate ai
    sensi del comma 8 e’ tenuto a conservare tutti gli elementi
    giustificativi del contributo spettante e a esibirli a richiesta agli
    organi istruttori dell’amministrazione finanziaria. In questi casi,
    l’eventuale atto di recupero di cui al comma 12 e’ emanato nei
    confronti del soggetto firmatario dell’istanza.
  14. Nei casi di percezione del contributo in tutto o in parte non
    spettante si applica l’articolo 316-ter del codice penale.
  15. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 6.192
    milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo
    265.

Art. 26 — Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni

  1. Le misure previste dal presente articolo si applicano, in
    conformita’ a tutti i criteri e le condizioni ivi previsti, agli
    aumenti di capitale delle societa’ per azioni, societa’ in
    accomandita per azioni, societa’ a responsabilita’ limitata, anche
    semplificata, societa’ cooperative, -societa’ europee di cui al
    regolamento (CE) n. 2157/2001 e societa’ cooperative europee di cui
    al regolamento (CE) n. 1435/2003, aventi sede legale in Italia,
    escluse quelle di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle
    imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della
    Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e quelle che esercitano attivita’
    assicurative, qualora la societa’ regolarmente costituita e iscritta
    nel registro delle imprese, soddisfi le seguenti condizioni:
    a) presenti un ammontare di ricavi di cui all’articolo 85, comma 1,
    lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi approvato
    con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
    relativo al periodo d’imposta 2019, superiore a cinque milioni di
    euro, ovvero dieci milioni di euro nel caso della misura prevista al
    comma 12, e fino a cinquanta milioni di euro; nel caso in cui la
    societa’ appartenga ad un gruppo, si fa riferimento al valore dei
    citati ricavi su base consolidata, al piu’ elevato grado di
    consolidamento, non tenendo conto dei ricavi conseguiti all’interno
    del gruppo;
    b) abbia subito, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19
    nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva
    dell’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a)
    e b), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto
    del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, rispetto
    allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al
    33%; nel caso in cui la societa’ appartenga ad un gruppo, si fa
    riferimento al valore dei citati ricavi su base consolidata, al piu’
    elevato grado di consolidamento, non tenendo conto dei ricavi
    conseguiti all’interno del gruppo;
    c) abbia deliberato ed eseguito dopo l’entrata in vigore del
    presente decreto legge ed entro il 31 dicembre 2020 un aumento di
    capitale a pagamento e integralmente versato; per l’accesso alla
    misura prevista dal comma 12 l’aumento di capitale non e’ inferiore a
    250.000 euro.
  2. Ai fini delle misure previste ai commi 8 e 12 la societa’
    soddisfa altresi’ le seguenti condizioni:
    a) alla data del 31 dicembre 2019 non rientrava nella categoria
    delle imprese in difficolta’ ai sensi del Regolamento (UE) n.
    651/2014, del regolamento (UE) n. 702/2014 del 25 giugno 2014 e del
    Regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014;
    b) si trova in situazione di regolarita’ contributiva e fiscale;
    c) si trova in regola con le disposizioni vigenti in materia di
    normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione
    degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
    d) non rientra tra le societa’ che hanno ricevuto e,
    successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli
    aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
    e) non si trova nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67
    decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
    f) nei confronti degli amministratori, dei soci e del titolare
    effettivo non e’ intervenuta condanna definitiva, negli ultimi cinque
    anni, per reati commessi in violazione delle norme per la repressione
    dell’evasione in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto
    nei casi in cui sia stata applicata la pena accessoria di cui
    all’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n.
    7.
    g) solo nel caso di accesso alla misura di cui al comma 12, il
    numero di occupati e’ inferiore a 250 persone.
  3. L’efficacia delle misure previste dal presente articolo e’
    subordinata, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato
    sul funzionamento dell’Unione europea, all’autorizzazione della
    Commissione europea.
  4. Ai soggetti che effettuano conferimenti in denaro, in una o piu’
    societa’, in esecuzione dell’aumento del capitale sociale di cui al
    comma 1, lettera c), spetta un credito d’imposta pari al 20 per
    cento.
  5. L’investimento massimo del conferimento in denaro sul quale
    calcolare il credito d’imposta non puo’ eccedere euro 2.000.000. La
    partecipazione riveniente dal conferimento deve essere posseduta fino
    al 31 dicembre 2023. La distribuzione di riserve, di qualsiasi tipo,
    prima di tale data da parte della societa’ oggetto del conferimento
    in denaro comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo del
    contribuente di restituire l’ammontare detratto, unitamente agli
    interessi legali. L’agevolazione spetta all’investitore che ha una
    certificazione della societa’ conferitaria che attesti di non aver
    superato il limite dell’importo complessivo agevolabile di cui al
    comma 20 ovvero, se superato, l’importo per il quale spetta il
    credito d’imposta. Non possono beneficiare del credito d’imposta le
    societa’ che controllano direttamente o indirettamente la societa’
    conferitaria, sono sottoposte a comune controllo o sono collegate con
    la stessa ovvero sono da questa controllate.
  6. I commi 4 e 5 si applicano anche agli investimenti effettuati in
    stabili organizzazioni in Italia di imprese con sede in Stati membri
    dell’Unione europea o in Paesi appartenenti allo Spazio economico
    europeo, nel rispetto di quanto previsto al comma 1. I commi 4 e 5 si
    applicano altresi’ quando l’investimento avviene attraverso quote o
    azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio
    residenti nel territorio dello Stato, ai sensi dell’articolo 73 del
    testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in Stati
    membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo
    spazio economico europeo, che investono in misura superiore al 50%
    nel capitale sociale delle imprese di cui al presente articolo.
  7. Il credito d’imposta di cui al comma 4 e’ utilizzabile nella
    dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
    effettuazione dell’investimento e in quelle successive fino a quando
    non se ne conclude l’utilizzo nonche’, a partire dal decimo giorno
    successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al
    periodo di effettuazione dell’investimento, anche in compensazione,
    ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
    241. Non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della
    legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge
    23 dicembre 2000, n. 388. Il credito d’imposta non concorre alla
    formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore
    della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attivita’
    produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61
    e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  8. Alle societa’ di cui al comma 1, che soddisfano le condizioni di
    cui al comma 2, e’ riconosciuto, a seguito dell’approvazione del
    bilancio per l’esercizio 2020, un credito d’imposta pari al 50% delle
    perdite eccedenti il 10 per cento del patrimonio netto, al lordo
    delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30 per cento
    dell’aumento di capitale di cui al comma 1, lettera c), e comunque
    nei limiti previsti dal comma 20. La distribuzione di qualsiasi tipo
    di riserve prima del 1° gennaio 2024 da parte della societa’ ne
    comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituire
    l’importo, unitamente agli interessi legali.
  9. Il credito d’imposta di cui al comma 8 e’ utilizzabile in
    compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
    luglio 1997, n. 241, a partire dal decimo giorno successivo a quello
    di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di
    effettuazione dell’investimento. Non si applicano i limiti di cui
    all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di
    cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Il credito
    d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle
    imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini
    dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e non rileva ai
    fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo
    unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
    1986, n. 917.
  10. Per la fruizione dei crediti di imposta previsti dal presente
    articolo e’ autorizzata la spesa nel limite complessivo massimo di 2
    miliardi di euro per l’anno 2021. A tal fine, nello stato di
    previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito,
    per il medesimo anno, un apposito Fondo.
  11. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
    adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
    presente decreto-legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’ di
    applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine di
    assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al precedente comma
    10.
  12. Ai fini del sostegno e rilancio del sistema
    economico-produttivo italiano, e’ istituito il fondo denominato «
    Fondo Patrimonio PMI”» (di seguito anche il “Fondo”), finalizzato a
    sottoscrivere entro il 31 dicembre 2020, entro i limiti della
    dotazione del Fondo, obbligazioni o titoli di debito di nuova
    emissione, con le caratteristiche indicate ai commi 14 e 16 (di
    seguito “gli strumenti finanziari “), emessi dalle societa’ di cui al
    comma 1, che soddisfano le condizioni di cui al comma 2, per un
    ammontare massimo pari al minore importo tra tre volte l’ammontare
    dell’aumento di capitale di cui al comma 1, lettera c), e il 12,5 per
    cento dell’ammontare dei ricavi di cui al comma 1, lettera a).
    Qualora la societa’ sia beneficiaria di finanziamenti assistiti da
    garanzia pubblica in attuazione di un regime di aiuto ai sensi del
    paragrafo 3.2 della Comunicazione della Commissione europea recante
    un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
    dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, ovvero di aiuti
    sotto forma di tassi d’interesse agevolati in attuazione di un regime
    di aiuto ai sensi del paragrafo 3.3 della stessa Comunicazione, la
    somma degli importi garantiti, dei prestiti agevolati e
    dell’ammontare degli Strumenti Finanziari sottoscritti non supera il
    maggiore tra il 25 per cento dell’ammontare dei ricavi di cui al
    comma 1, lettera a), il doppio dei costi del personale della societa’
    relativi al 2019, come risultanti dal bilancio ovvero da dati
    certificati se l’impresa non ha approvato il bilancio; il fabbisogno
    di liquidita’ della societa’ per i diciotto mesi successivi alla
    concessione della misura di aiuto, come risultante da una
    autocertificazione del rappresentante legale. Gli Strumenti
    Finanziari possono essere emessi in deroga ai limiti di cui
    all’articolo 2412, primo comma, del codice civile.
  13. La gestione del Fondo e’ affidata all’Agenzia nazionale per
    l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa Spa -
    Invitalia, o a societa’ da questa interamente controllata (di seguito
    anche “il Gestore”)
  14. Gli Strumenti Finanziari sono rimborsati decorsi sei anni dalla
    sottoscrizione. La societa’ emittente puo’ rimborsare i titoli in via
    anticipata decorsi tre anni dalla sottoscrizione. Gli Strumenti
    Finanziari sono immediatamente rimborsati in caso di informazione
    antimafia interdittiva. Nel caso in cui la societa’ emittente sia
    assoggettata a fallimento o altra procedura concorsuale, i crediti
    del Fondo per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi
    sono soddisfatti dopo i crediti chirografari e prima di quelli
    previsti dall’articolo 2467 del codice civile.
  15. La societa’ emittente assume l’impegno di:
    a) non deliberare o effettuare, dalla data dell’istanza e fino
    all’integrale rimborso degli Strumenti Finanziari, distribuzioni di
    riserve e acquisti di azioni proprie o quote e di non procedere al
    rimborso di finanziamenti dei soci;
    b) destinare il finanziamento a sostenere costi di personale,
    investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti
    produttivi e attivita’ imprenditoriali che siano localizzati in
    Italia;
    c) fornire al Gestore un rendiconto periodico, con i contenuti, la
    cadenza e le modalita’ da quest’ultimo indicati, al fine di
    consentire la verifica degli impegni assunti ai sensi del presente
    comma e definiti ai sensi del decreto di cui al comma 16.
  16. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
    concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definite
    caratteristiche, condizioni e modalita’ del finanziamento e degli
    Strumenti Finanziari. Gli interessi maturano con periodicita’ annuale
    e sono corrisposti in unica soluzione alla data di rimborso. Nel
    decreto sono altresi’ indicati gli obiettivi al cui conseguimento
    puo’ essere accordata una riduzione del valore di rimborso degli
    Strumenti Finanziari.
  17. L’istanza e’ trasmessa al Gestore secondo il modello uniforme
    da questo reso disponibile sul proprio sito Internet, corredata della
    documentazione ivi indicata. Il Gestore puo’ prevedere ai fini della
    verifica della sussistenza dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 la
    presentazione di dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorieta’ ai
    sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28
    dicembre 2000, n. 445. Qualora il rilascio dell’informativa antimafia
    non sia immediatamente conseguente alla consultazione della banca
    dati unica prevista dall’articolo 96 del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159, ferma restando la richiesta di informativa
    antimafia da parte del Gestore, le istanze di accesso agli interventi
    del Fondo sono integrate da una dichiarazione sostitutiva dell’atto
    di notorieta’ ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente
    della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il legale
    rappresentante attesta, sotto la propria responsabilita’, di non
    trovarsi nelle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del decreto
    legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Il Gestore, tenuto conto dello
    stato di emergenza sanitaria, puo’ procedere alla attuazione di
    quanto previsto dal presente articolo anche prima dei termini
    previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.Il Gestore
    procede, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze
  18. Il Gestore, verificata la sussistenza dei requisiti di cui ai
    commi 1 e 2, l’esecuzione dell’aumento di capitale di cui al comma 1,
    lettera c), la conformita’ della deliberazione di emissione degli
    Strumenti Finanziari a quanto previsto dal presente articolo e al
    decreto di cui al comma 16, e l’assunzione degli impegni di cui al
    comma 15, procede, entro i limiti della dotazione del Fondo, alla
    sottoscrizione degli stessi e al versamento del relativo apporto
    nell’anno 2020.
  19. Il Fondo ha una dotazione iniziale pari a 4 miliardi di euro
    per l’anno 2020. Per la gestione del Fondo e’ autorizzata l’apertura
    di apposita contabilita’ speciale. Il Gestore e’ autorizzato a
    trattenere dalle disponibilita’ del Fondo le risorse necessarie per
    le proprie spese di gestione nel limite massimo per operazione dell’1
    per cento del valore nominale degli Strumenti Finanziari
    sottoscritti, e comunque per un importo complessivo non superiore a 5
    milioni di euro per l’anno 2020.
  20. I benefici previsti ai commi 4 e 8, si cumulano fra di loro e
    con eventuali altre misure di aiuto, da qualunque soggetto erogate,
    di cui la societa’ ha beneficiato ai sensi del paragrafo 3.1 della
    Comunicazione della Commissione europea recante un “Quadro temporaneo
    per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale
    emergenza del COVID-19”. L’importo complessivo lordo delle suddette
    misure di aiuto non eccede per ciascuna societa’ di cui al comma 1
    l’ammontare di 800.000 euro, ovvero 120.000 euro per le imprese
    operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura o 100.000 euro
    per le imprese operanti nel settore della produzione primaria di
    prodotti agricoli. Non si tiene conto di eventuali misure di cui la
    societa’ abbia beneficiato ai sensi del regolamento della Commissione
    n.1407/2013, del regolamento della Commissione n.702/2014 e del
    regolamento della Commissione n.717/2013 ovvero ai sensi del
    regolamento (UE) n. 651/2014, del regolamento(UE) n. 702/2014 del 25
    giugno 2014 e del regolamento (UE) n. 1388/2014 del 16 dicembre 2014.
    Ai fini della verifica del rispetto dei suddetti limiti la societa’
    ottiene dai soggetti indicati ai commi 4 e 6 secondo periodo,
    l’attestazione della misura dell’incentivo di cui si e’ usufruito. La
    societa’ presenta una dichiarazione sostitutiva dell’atto di
    notorieta’ ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della
    Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il legale
    rappresentante attesta, sotto la propria responsabilita’, che le
    misure previste ai commi, 4 e 8 sommate con le misure di aiuto, da
    qualunque soggetto erogate, di cui la societa’ ha beneficiato, ai
    sensi del paragrafo 3.1 della Comunicazione della Commissione europea
    recante un “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a
    sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 non
    superano i limiti suddetti. Con il medesimo atto il legale
    rappresentante dichiara, altresi’, di essere consapevole che l’aiuto
    eccedente detti limiti e’ da ritenersi percepito indebitamente e
    oggetto di recupero ai sensi della disciplina dell’Unione europea.
  21. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi
    dell’articolo 265.

Art. 27 — Patrimonio destinato

  1. Al fine di attuare interventi e operazioni di sostegno e
    rilancio del sistema economico-produttivo italiano in conseguenza
    dell’emergenza epidemiologica da “Covid-19”, CDP S.p.A. e’
    autorizzata a costituire un patrimonio destinato denominato
    “Patrimonio Rilancio”, (di seguito il “Patrimonio Destinato”) a cui
    sono apportati beni e rapporti giuridici dal Ministero dell’economia
    e delle finanze. Il Patrimonio Destinato puo’ essere articolato in
    comparti. Il Patrimonio Destinato e ciascuno dei suoi comparti sono
    rispettivamente composti dai beni e dai rapporti giuridici attivi e
    passivi ad essi apportati, nonche’ dai beni e dai rapporti giuridici
    di tempo in tempo generati o comunque rivenienti dalla gestione delle
    loro rispettive risorse, ivi inclusi i mezzi finanziari e le
    passivita’ rivenienti dalle operazioni di finanziamento. Il
    Patrimonio Destinato, o ciascuno dei suoi comparti, e’ autonomo e
    separato, a tutti gli effetti, dal patrimonio di CDP S.p.A. e dagli
    altri patrimoni separati costituiti dalla stessa. Il Patrimonio
    Destinato e ciascuno dei suoi comparti rispondono esclusivamente
    delle obbligazioni dai medesimi assunte, nei limiti dei beni e
    rapporti giuridici agli stessi apportati, ovvero generati o
    rivenienti dalla gestione. Sul Patrimonio Destinato non sono ammesse
    azioni dei creditori di CDP S.p.A. o nell’interesse degli stessi e,
    allo stesso modo, sul patrimonio di CDP S.p.A. non sono ammesse
    azioni dei creditori del Patrimonio Destinato o nell’interesse degli
    stessi. Le disposizioni del presente articolo non attribuiscono alle
    imprese diritti o interessi legittimi rispetto all’intervento del
    Patrimonio Destinato in loro favore.
  2. Gli apporti del Ministero dell’economia e delle finanze sono
    effettuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
    Gli apporti sono esenti dall’imposta di registro, dall’imposta di
    bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta
    indiretta, nonche’ da ogni altro tributo o diritto. In caso di beni e
    rapporti giuridici diversi dai titoli di Stato, i relativi valori di
    apporto e di iscrizione nella contabilita’ del Patrimonio Destinato
    sono determinati sulla scorta della relazione giurata di stima
    prodotta da uno o piu’ soggetti di adeguata esperienza e
    qualificazione professionale. A fronte di tali apporti, sono emessi
    da CDP, a valere sul Patrimonio Destinato e in favore del Ministero
    dell’economia e delle finanze, strumenti finanziari di partecipazione
    prevedendo che la loro remunerazione sia condizionata all’andamento
    economico del Patrimonio Destinato. Puo’ essere restituita al
    Ministero dell’economia e delle finanze, con delibera del consiglio
    di amministrazione di CDP S.p.A., su richiesta del Ministero
    dell’economia e delle finanze, la quota degli apporti che risulti
    eventualmente eccedente, sulla base dei criteri di valutazione della
    congruita’ del patrimonio previsti dal decreto di cui al comma 5,
    rispetto alle finalita’ di realizzazione dell’affare per cui e’
    costituito il Patrimonio Destinato come risultante dal piano
    economico-finanziario del Patrimonio Destinato, tempo per tempo
    aggiornato. Le modalita’ della restituzione sono stabilite nel
    decreto di cui al comma 5. I beni e i rapporti giuridici apportati
    sono intestati a CDP per conto del Patrimonio Destinato e sono
    gestiti da CDP a valere su di esso in conformita’ al presente
    articolo, al decreto di cui al comma 5 e al Regolamento del
    Patrimonio Destinato.
  3. Il Patrimonio Destinato e’ costituito con deliberazione
    dell’assemblea di CDP S.p.A. che, su proposta del consiglio di
    amministrazione, identifica, anche in blocco, i beni e i rapporti
    giuridici compresi nel Patrimonio Destinato. Con la medesima
    deliberazione il revisore legale di CDP S.p.A. e’ incaricato della
    revisione dei conti del Patrimonio Destinato. La deliberazione e’
    depositata e iscritta ai sensi dell’articolo 2436 del codice civile.
    Non si applica l’articolo 2447-quater, comma 2, del codice civile.
    Per ogni successiva determinazione, ivi incluse la modifica del
    Patrimonio Destinato, la costituzione di comparti e la relativa
    allocazione di beni e rapporti giuridici, nonche’ quelle concernenti
    l’apporto di ulteriori beni e rapporti giuridici da parte del
    Ministero dell’economia e delle finanze o di altri soggetti pubblici
    si procede con deliberazione del consiglio di amministrazione di CDP
    S.p.A. Ai fini della gestione del Patrimonio Destinato, il consiglio
    di amministrazione di CDP S.p.A. e’ integrato dai membri indicati
    dall’articolo 7, comma 1, lettere c), d) ed f), della legge 13 maggio
    1983, n. 197. Il consiglio di amministrazione di CDP S.p.A. definisce
    un sistema organizzativo e gestionale improntato alla massima
    efficienza e rapidita’ di intervento del Patrimonio Destinato, anche
    in relazione all’assetto operativo e gestionale e al modello dei
    poteri delegati. Il valore del Patrimonio Destinato, o di ciascuno
    dei comparti, puo’ essere superiore al dieci per cento del patrimonio
    netto di CDP S.p.A. Di esso non si tiene conto in caso di
    costituzione di altri patrimoni destinati da parte di CDP S.p.A.
  4. Le risorse del Patrimonio Destinato sono impiegate per il
    sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano. Il
    Patrimonio Destinato opera nelle forme e alle condizioni previste dal
    quadro normativo dell’Unione Europea sugli aiuti di Stato adottato
    per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da “Covid-19” ovvero a
    condizioni di mercato. Gli interventi del Patrimonio Destinato hanno
    ad oggetto societa’ per azioni, anche con azioni quotate in mercati
    regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa che:
    a) hanno sede legale in Italia;
    b) non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo;
    c) presentano un fatturato annuo superiore a euro cinquanta
    milioni.
  5. I requisiti di accesso, le condizioni, criteri e modalita’ degli
    interventi del Patrimonio Destinato sono definiti con decreto del
    Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello
    Sviluppo Economico. Qualora necessario, gli interventi del Patrimonio
    Destinato sono subordinati all’approvazione della Commissione europea
    ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
    europea. In via preferenziale il Patrimonio Destinato effettua i
    propri interventi mediante sottoscrizione di prestiti obbligazionari
    convertibili, la partecipazione ad aumenti di capitale, l’acquisto di
    azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni
    strategiche. Nella individuazione degli interventi, il decreto tiene
    in considerazione l’incidenza dell’impresa con riferimento allo
    sviluppo tecnologico, alle infrastrutture critiche e strategiche,
    alle filiere produttive strategiche, alla sostenibilita’ ambientale e
    alle altre finalita’ di cui al comma 86 della legge n. 169 del 2019,
    alla reta logistica e dei rifornimenti, ai livelli occupazionali e
    del mercato del lavoro. Possono essere effettuati interventi relativi
    a operazioni di ristrutturazione di societa’ che, nonostante
    temporanei squilibri patrimoniali o finanziari, siano caratterizzate
    da adeguate prospettive di redditivita’
  6. CDP S.p.A. adotta il Regolamento del Patrimonio Destinato nel
    rispetto dei criteri di cui al presente articolo e di quanto previso
    dal decreto di cui al comma 5. L’efficacia del Regolamento e’
    sospensivamente condizionata all’approvazione del Ministro
    dell’economia e delle finanze. Il Regolamento disciplina, tra
    l’altro, le procedure e attivita’ istruttorie e le operazioni
    funzionali al reperimento della provvista. La remunerazione di CDP
    S.p.A. a valere sul Patrimonio Destinato e’ pari ai costi sostenuti
    da CDP S.p.A. per la gestione del Patrimonio Destinato. Per il
    Patrimonio Destinato, che non contribuisce al risultato di CDP
    S.p.A., e’ redatto annualmente un rendiconto separato predisposto
    secondo i principi contabili internazionali IFRS e allegato al
    bilancio di esercizio di CDP S.p.A. I beni e i rapporti giuridici
    acquisiti per effetto degli impieghi del Patrimonio Destinato sono
    intestati a CDP S.p.A. per conto del Patrimonio Destinato e sono
    gestiti da CDP S.p.A. in conformita’ al presente articolo e al
    Regolamento del Patrimonio Destinato.
  7. Per il finanziamento delle attivita’ del Patrimonio Destinato o
    di singoli comparti e’ consentita, anche in deroga all’articolo 2412
    del codice civile, l’emissione, a valere sul Patrimonio Destinato o
    su singoli comparti, di titoli obbligazionari o altri strumenti
    finanziari di debito. A tali emissioni non si applicano gli articoli
    da 2415 a 2420 del codice civile e, per ciascuna emissione, puo’
    essere nominato un rappresentante comune dei portatori dei titoli, il
    quale ne cura gli interessi e, in loro rappresentanza esclusiva,
    esercita i poteri stabiliti in sede di nomina e approva le
    modificazioni delle condizioni dell’operazione. Delle obbligazioni
    derivanti dalle operazioni di finanziamento risponde unicamente il
    Patrimonio Destinato. Non si applicano il divieto di raccolta del
    risparmio tra il pubblico previsto dall’articolo 11, comma 2, del
    decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e la relativa
    regolamentazione di attuazione, ne’ i limiti quantitativi alla
    raccolta previsti dalla normativa vigente.
  8. Sulle obbligazioni del Patrimonio Destinato, in caso di
    incapienza del Patrimonio medesimo, e’ concessa la garanzia di ultima
    istanza dello Stato. Con il decreto del Ministro dell’economia e
    delle finanze di cui al comma 5 sono stabiliti criteri, condizioni e
    modalita’ di operativita’ della garanzia dello Stato. La garanzia
    dello Stato e’ allegata allo stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze, di cui all’articolo 31 della legge 31
    dicembre 2009, n. 196. Puo’ essere altresi’ concessa con decreto del
    Ministro dell’economia e delle finanze che ne determina criteri,
    condizioni e modalita’, la garanzia dello Stato a favore dei
    portatori dei titoli emessi ai sensi del comma 7 nel limite massimo
    di euro 20 miliardi.
  9. Le operazioni di impiego e di investimento effettuate da CDP a
    valere sul Patrimonio Destinato e tutti gli atti ad esse
    funzionalmente collegati non attivano eventuali clausole contrattuali
    e/o statutarie di cambio di controllo o previsioni equipollenti che
    dovessero altrimenti operare.
  10. Il decreto di cui al comma 5 puo’ prevedere ai fini della
    verifica della sussistenza dei requisiti di accesso la presentazione
    di dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorieta’ ai sensi
    dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28
    dicembre 2000, n. 445. Qualora il rilascio dell’informativa
    antimafia, ove richiesta, non sia immediatamente conseguente alla
    consultazione della banca dati unica prevista dall’articolo 96 del
    decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le istanze di accesso
    agli interventi del Fondo sono integrate da una dichiarazione
    sostitutiva dell’atto di notorieta’ ai sensi dell’articolo 47 del
    decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con
    la quale il legale rappresentante attesta, sotto la propria
    responsabilita’, di non trovarsi nelle condizioni ostative di cui
    all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. CDP
    puo’ procedere alla attuazione di quanto previsto dal presente
    articolo anche prima dei termini previsti dal decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159. Il rilascio della informazione antimafia
    interdittiva comporta la risoluzione del contratto di finanziamento
    ovvero il recesso per tutte le azioni sottoscritte o acquistate, alle
    condizioni stabilite, anche in deroga agli articoli 2437 e seguenti
    del codice civile, nel decreto di cui al comma 5.
  11. Al fine di assicurare l’efficacia e la rapidita’ d’intervento e
    di rafforzare i presidi di legalita’, CDP S.p.A. puo’ stipulare
    protocolli di collaborazione e di scambio di informazioni con
    istituzioni e amministrazioni pubbliche, ivi incluse le autorita’ di
    controllo, regolazione e vigilanza e con l’autorita’ giudiziaria.
  12. In relazione alla gestione del Patrimonio Destinato, CDP S.p.A.
    e i propri esponenti aziendali operano con la dovuta diligenza
    professionale. Le operazioni di impiego effettuate nonche’ le
    garanzie concesse e gli atti e i pagamenti effettuati in esecuzione
    di tali operazioni o mediante impiego delle risorse finanziarie
    provenienti da tali operazioni, a valere sul Patrimonio Destinato,
    purche’ realizzati in conformita’ al relativo Regolamento, non sono
    soggetti all’azione revocatoria di cui all’articolo 67 del regio
    decreto 16 marzo 1942, n. 267, e di cui all’articolo 166 del decreto
    legislativo 12 gennaio 2019, n. 14.
  13. I redditi e il valore della produzione del Patrimonio Destinato
    e dei suoi comparti sono esenti da imposte. Il Patrimonio Destinato e
    i suoi comparti non sono soggetti a ritenute e a imposte sostitutive
    delle imposte sui redditi sui proventi a qualsiasi titolo percepiti.
    Tutti gli atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e formalita’
    relativi alle operazioni, sotto qualsiasi forma, effettuate dal
    Patrimonio Destinato e dai suoi comparti, alla loro esecuzione,
    modificazione ed estinzione, alle garanzie anche reali di qualunque
    tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate, sono escluse
    dall’imposta sul valore aggiunto, dall’imposta sulle transazioni
    finanziarie, dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle
    imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta,
    nonche’ ogni altro tributo o diritto. Gli interessi e gli altri
    proventi dei titoli emessi dal Patrimonio Destinato e dai suoi
    comparti sono soggetti al regime dell’imposta sostitutiva delle
    imposte sui redditi di cui al d.lgs. 1° aprile 1996, n. 239 e d.lgs.
    21 novembre 1997, n. 461, nella misura applicabile ai titoli di cui
    all’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29
    settembre 1973, n. 601.
  14. Il Patrimonio Destinato cessa decorsi dodici anni dalla
    costituzione. La durata del Patrimonio Destinato puo’ essere estesa o
    anticipata con delibera del consiglio di amministrazione di CDP
    S.p.A., su richiesta del Ministero dell’economia e delle finanze.
    L’eventuale cessazione anticipata, in tutto o con riferimento a
    singoli comparti, ha luogo sulla base dell’ultimo rendiconto
    approvato e della gestione medio tempore intercorsa fino alla data di
    cessazione. Alla cessazione del Patrimonio Destinato ovvero di
    singoli comparti, e’ approvato dal Consiglio di Amministrazione di
    CDP S.p.A. un rendiconto finale che, accompagnato da una relazione
    del Collegio Sindacale e del soggetto incaricato della revisione
    legale, e’ depositato presso l’Ufficio del Registro delle Imprese. La
    liquidazione del Patrimonio Destinato ovvero di singoli comparti e il
    trasferimento al Ministero dell’economia e delle finanze degli
    eventuali residui della gestione avvengono secondo le modalita’
    individuate nel Regolamento del Patrimonio Destinato. I trasferimenti
    di cui al presente comma sono esenti dall’imposta di registro,
    dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni
    altra imposta indiretta, nonche’ da ogni altro tributo o diritto.
  15. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono
    essere integrati e modificati termini e condizioni contenuti nel
    presente articolo al fine di tenere conto della disciplina europea in
    materia di aiuti di Stato tempo per tempo applicabile.
  16. Ai fini dell’espletamento delle attivita’ connesse al presente
    articolo, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ affidare,
    con apposito disciplinare, un incarico di studio, consulenza,
    valutazione e assistenza nel limite massimo complessivo di euro
    100.000 per l’anno 2020.
  17. Ai fini degli apporti di cui al comma 2, e’ autorizzata per
    l’anno 2020 l’assegnazione a CDP di titoli di Stato, nel limite
    massimo di 44 miliardi di euro, appositamente emessi. Detti titoli
    non concorrono a formare il limite delle emissioni nette per l’anno
    2020 stabilito dalla legge di bilancio e dalle successive modifiche.
    Ai fini della registrazione contabile dell’operazione, a fronte del
    controvalore dei titoli di Stato assegnati, il corrispondente importo
    e’ iscritto su apposito capitolo dello stato di previsione del
    Ministero dell’economia e delle finanze ed e’ regolato mediante
    pagamento commutabile in quietanza di entrata sul pertinente capitolo
    dello stato di previsione dell’entrata relativo all’accensione di
    prestiti. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo si
    provvede ai sensi dell’articolo 265.
  18. E’ autorizzata l’apertura di apposito conto corrente di
    tesoreria centrale fruttifero su cui confluiscono le disponibilita’
    liquide del Patrimonio destinato. La remunerazione del conto, da
    allineare al costo delle emissioni di titoli di Stato nel periodo di
    riferimento, e le caratteristiche del suo funzionamento sono
    disciplinate in dettaglio nel decreto di cui al comma 5.

Art. 28 — Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda

  1. Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure
    di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica
    da COVID-19, ai soggetti esercenti attivita’ d’impresa, arte o
    professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro
    nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta
    nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di
    locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non
    abitativo destinati allo svolgimento dell’attivita’ industriale,
    commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o
    all’esercizio abituale e professionale dell’attivita’ di lavoro
    autonomo.
  2. Il credito d’imposta di cui al comma 1, in caso di contratti di
    servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi
    di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento
    dell’attivita’ industriale, commerciale, artigianale, agricola, di
    interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale
    dell’attivita’ di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30 per
    cento dei relativi canoni.
  3. Il credito di imposta di cui ai commi 1 e 2 spetta alle
    strutture alberghiere e agrituristiche indipendentemente dal volume
    di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.
  4. Il credito d’imposta di cui al comma 1 spetta anche agli enti
    non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti
    religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di
    locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non
    abitativo destinati allo svolgimento dell’attivita’ istituzionale.
  5. Il credito d’imposta di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e’ commisurato
    all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a
    ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e per le strutture
    turistico ricettive con attivita’ solo stagionale con riferimento a
    ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno. Ai soggetti locatari
    esercenti attivita’ economica, il credito d’imposta spetta a
    condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei
    corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per
    cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
  6. Il credito d’imposta di cui ai commi precedenti e’ utilizzabile
    nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
    sostenimento della spesa ovvero in compensazione, ai sensi
    dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
    successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. Il credito
    d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle
    imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini
    dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e non rileva ai
    fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo
    unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
  7. Al credito d’imposta di cui al presente articolo non si applicano
    i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre
    2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000,
    n. 388.
  8. Il credito d’imposta di cui al presente articolo non e’
    cumulabile con il credito d’imposta di cui all’articolo 65 del
    decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, in relazione alle medesime spese
    sostenute.
  9. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto
    dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della
    Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro
    temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia
    nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.
  10. Agli oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 1.424,1
    milioni di euro, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 29 — Incremento fondo per il sostegno alle locazioni

  1. Al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla
    diffusione del contagio da COVID-19, il Fondo nazionale per il
    sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione di cui all’articolo
    11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’ incrementato di ulteriori
    140 milioni di euro per l’anno 2020.
  2. L’erogazione delle risorse di cui al comma 1 viene effettuata
    nei termini, nonche’ secondo le modalita’ e i coefficienti indicati
    dall’articolo 65, commi 2- ter e 2-quater, del decreto-legge 17 marzo
    2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
    2020, n. 27.
  3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1 si provvede ai
    sensi dell’articolo 265.

Art. 30 — Riduzione degli oneri delle bollette elettriche

  1. Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorita’ di
    regolazione per energia reti e ambiente dispone, con propri
    provvedimenti, la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze
    elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici,
    con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto
    e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite
    massimo delle risorse di cui al comma 3, che costituiscono tetto di
    spesa.
  2. Per le finalita’ e nei limiti fissati dal comma 1, l’Autorita’
    ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in
    via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa di cui al comma 1,
    le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica
    nonche’ le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da
    applicare tra il 1° maggio e il 31 luglio 2020, in modo che:
    a) sia previsto un risparmio, parametrato al valore vigente
    nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse
    applicate per punto di prelievo;
    b) per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3
    kW, la spesa effettiva relativa alle due voci di cui al comma 1 non
    superi quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo
    trimestre dell’anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia
    prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di
    potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW.
  3. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa
    di 600 milioni di euro per l’anno 2020. Ai relativi oneri si provvede
    ai sensi dell’articolo 265. Il Ministero dell’economia e finanze e’
    autorizzato a versare detto importo sul Conto emergenza COVID-19
    istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali nella
    misura del cinquanta per cento entro 90 giorni dalla data di entrata
    in vigore del presente decreto e, per il restante cinquanta per
    cento, entro il 30 novembre 2020. L’Autorita’ assicura, con propri
    provvedimenti, l’utilizzo di tali risorse a compensazione della
    riduzione delle tariffe di distribuzione e misura di cui ai commi 1 e
    2 e degli oneri generali di sistema.

Art. 31 — Rifinanziamento fondi

  1. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 8
    aprile 2020, n. 23, e’ incrementato di 30.000 milioni di euro per
    l’anno 2020, di cui 1.700 milioni di euro destinati alla sezione
    speciale istituita dall’articolo 35, comma 5.
  2. Il Fondo di garanzia di cui all’articolo 2, comma 100, lettera
    a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e’ incrementato di 3.950
    milioni di euro per l’anno 2020.
  3. Sono assegnati all’ISMEA ulteriori 250 milioni di euro per
    l’anno 2020. Le predette risorse sono versate sul conto corrente di
    tesoreria centrale di cui all’articolo 13 del citato decreto-legge 8
    aprile n. 23 del 2020, per essere utilizzate in base al fabbisogno
    finanziario derivante dalla gestione delle garanzie.
  4. Al Fondo di garanzia per la prima casa, di cui all’articolo 1,
    comma 48, lettera c), della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
    assegnati 100 milioni di euro nell’anno 2020.
  5. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi
    dell’articolo 265.

Art. 32 — Disposizioni in materia di Garanzia cartolarizzazione sofferenze — GACS

  1. In relazione alle operazioni di cartolarizzazione per le quali
    sia stata concessa o sara’ richiesta la concessione della garanzia
    dello Stato ai sensi del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, il
    Ministero dell’economia e delle finanze, su istanza documentata della
    societa’ cessionaria, previa istruttoria della societa’ di cui
    all’articolo 13, comma 1, del citato decreto-legge n. 18 del 2016, e’
    autorizzato ad acconsentire alle modifiche del regolamento dei titoli
    o dei contratti dell’operazione, concordate tra le parti
    dell’operazione, che prevedano la sospensione per una o piu’ date di
    pagamento dei meccanismi di subordinazione e di differimento dei
    pagamenti dovuti ai soggetti incaricati della riscossione dei crediti
    ceduti, condizionati ad obiettivi di performance, purche’ tali date
    di pagamento cadano tra la data di entrata in vigore del presente
    decreto ed il 31 luglio 2021, le modifiche non comportino un
    peggioramento del rating dei Titoli senior e la temporanea
    sospensione sia motivata dal rallentamento dei recuperi causato delle
    misure normative introdotte per fronteggiare l’emergenza
    epidemiologica COVID-19.
  2. La societa’ di cui all’articolo 13, comma 1, del citato
    decreto-legge n. 18 del 2016, provvede alle attivita’ di cui al
    presente articolo a valere sulle risorse disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 33 — Sottoscrizione e comunicazioni di contratti finanziari e assicurativi in modo semplificato

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 4 del decreto-legge
    8 aprile 2020, n. 23, per i contratti bancari, ai fini dell’articolo
    23 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e delle
    disposizioni di attuazione degli articoli 95 e 98-quater del medesimo
    decreto legislativo n. 58 del 1998, fatte salve le previsioni sulle
    tecniche di conclusione dei contratti mediante strumenti informativi
    o telematici, i contratti conclusi nel periodo compreso tra la data
    di entrata in vigore del presente decreto ed il termine dello stato
    di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio
    2020 soddisfano il requisito e hanno l’efficacia di cui all’articolo
    20, comma 1-bis, primo periodo, del decreto legislativo 7 marzo 2005,
    n. 82, anche se il cliente esprime il proprio consenso mediante il
    proprio indirizzo di posta elettronica non certificata o con altro
    strumento idoneo, a condizione che questi siano accompagnati da copia
    di un documento di riconoscimento in corso di validita’ del
    contraente, facciano riferimento ad un contratto identificabile in
    modo certo e siano conservati insieme al contratto medesimo con
    modalita’ tali da garantirne la sicurezza, l’integrita’ e
    l’immodificabilita’. Il requisito della consegna di copia del
    contratto e della documentazione informativa obbligatoria e’
    soddisfatto anche mediante la messa a disposizione del cliente di
    copia del testo del contratto e della documentazione informativa
    obbligatoria su supporto durevole; l’intermediario consegna al
    cliente copia del contratto e della documentazione informativa
    obbligatoria alla prima occasione utile successiva al termine dello
    stato di emergenza. Fino al termine dello stato di emergenza
    deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, il
    cliente puo’ usare il medesimo strumento impiegato per esprimere il
    consenso al contratto anche per esercitare i diritti previsti dalla
    legge o dal contratto stesso.
  2. La disciplina di cui al comma 1 si applica, altresi’, ai fini
    dell’articolo 165 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e
    dell’articolo 1888 del codice civile.

Art. 34 — Disposizioni in materia di Buoni fruttiferi postali

  1. Al fine di assicurare maggiori risorse per il sostegno al
    finanziamento per la realizzazione degli investimenti a supporto
    dell’economia del Paese nonche’ prevedere l’adozione di procedure
    semplificate in linea con le misure di prevenzione della diffusione
    del virus Covid-19 di cui alla normativa vigente in materia, i
    contratti relativi al servizio di collocamento dei buoni fruttiferi
    postali dematerializzati, a decorrere dalla data di entrata in vigore
    del presente decreto e fino al termine del periodo di emergenza
    deliberato dal Consiglio dei Ministri in data 31 gennaio 2020,
    possono essere stipulati anche mediante telefonia vocale in deroga
    all’articolo 2, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica
    14 marzo 2001, n. 144, previo accertamento con le medesime modalita’
    della identita’ del sottoscrittore, purche’ il consenso del
    sottoscrittore reso telefonicamente sia attestato mediante
    registrazione vocale, con modalita’ tali da garantirne la sicurezza,
    l’integrita’ e l’immodificabilita’, custodita dal proponente. Prima
    che il sottoscrittore sia vincolato dal contratto di collocamento
    concluso telefonicamente gli dovranno essere fornite le informazioni
    previste dalla normativa vigente in materia di commercializzazione a
    distanza di servizi finanziari ai consumatori di cui al decreto
    legislativo 6 settembre 2005, n. 206, ivi comprese le informazioni
    relative all’esercizio del diritto di recesso. Successivamente alla
    conclusione del contratto relativo al servizio di collocamento viene
    in ogni caso trasmessa senza ritardo al sottoscrittore copia cartacea
    del contratto relativo al servizio di collocamento, comprensivo delle
    condizioni generali di contratto. Il cliente puo’ usare il medesimo
    strumento impiegato per esprimere il consenso al contratto anche per
    esercitare il diritto di recesso, nel rispetto dei termini previsti
    dal citato decreto legislativo n. 206 del 2005, sulla
    commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori.
    Il termine per il diritto di recesso decorre dalla ricezione della
    copia cartacea, a seguito di trasmissione o spedizione per posta. Per
    l’esercizio degli altri diritti previsti dalla legge o dal contratto
    stesso, il sottoscrittore puo’ usare il medesimo strumento impiegato
    per la conclusione del contratto fino al termine del periodo di
    emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio
    2020.
  2. Resta salva l’applicazione, in quanto compatibili, delle
    previsioni del citato decreto legislativo n. 206 del 2005, in materia
    di commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai
    consumatori, ivi incluso l’articolo 67-quaterdecies sul pagamento dei
    servizi finanziari offerti a distanza.
  3. I buoni fruttiferi postali il cui termine di prescrizione cade
    nel periodo di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in
    data 31 gennaio 2020 sono esigibili dai sottoscrittori o dagli aventi
    causa entro due mesi successivi al termine del predetto stato di
    emergenza.

Art. 35 — Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali

  1. Al fine di preservare la continuita’ degli scambi commerciali
    tra aziende e di garantire che i servizi di assicurazione del credito
    commerciale continuino ad essere disponibili per le imprese colpite
    dagli effetti economici dell’epidemia Covid-19, SACE S.p.A. concede
    in favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a
    breve termine autorizzate all’esercizio del ramo credito che abbiano
    aderito mediante apposita convenzione approvata con il decreto di cui
    al comma 3, una garanzia pari al 90 per cento degli indennizzi
    generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali maturati
    dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31
    dicembre 2020 ed entro il limite massimo di 2000 milioni di euro; la
    garanzia e’ prestata in conformita’ con la normativa europea in tema
    di aiuti di Stato e nel rispetto dei criteri e delle condizioni
    previste dai commi seguenti.
  2. Sulle obbligazioni di SACE S.p.A. derivanti dalle garanzie
    disciplinate dal comma 1, e’ accordata di diritto la garanzia dello
    Stato a prima richiesta e senza regresso, la cui operativita’ sara’
    registrata da SACE S.p.A. con gestione separata. La garanzia dello
    Stato e’ esplicita, incondizionata, irrevocabile. SACE S.p.A. svolge
    anche per conto del Ministero dell’economia e delle finanze le
    attivita’ relative all’escussione della garanzia e al recupero dei
    crediti, che puo’ altresi’ delegare alle imprese di assicurazione del
    ramo credito. SACE S.p.A. opera con la dovuta diligenza
    professionale. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
    possono essere impartiti a SACE S.p.A. indirizzi sulla gestione
    dell’attivita’ di rilascio delle garanzie e sulla verifica, al fine
    dell’escussione della garanzia dello Stato, del rispetto dei suddetti
    indirizzi e dei criteri e condizioni previsti dal presente articolo.
  3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
    emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente
    decreto, sono stabilite ulteriori modalita’ attuative e operative, ed
    eventuali elementi e requisiti integrativi, per l’esecuzione delle
    operazioni di cui al presente articolo.
  4. L’efficacia della garanzia e’ subordinata all’approvazione della
    Commissione Europea ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul
    Funzionamento dell’Unione Europea.
  5. Per le finalita’ di cui al presente articolo e’ istituita
    nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 1, comma 14, del
    decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 una sezione speciale, con autonoma
    evidenza contabile a copertura delle garanzie relative alle imprese
    di assicurazione del ramo credito con una dotazione stabilita ai
    sensi dell’articolo 31, comma 1, alimentata, altresi’, con le risorse
    finanziarie versate dalle compagnie di assicurazione a titolo di
    remunerazione della garanzia al netto dei costi di gestione sostenuti
    da SACE S.p.A. per le attivita’ svolte ai sensi del presente articolo
    e risultanti dalla contabilita’ di SACE S.p.A., salvo conguaglio
    all’esito dell’approvazione del bilancio.

Art. 36 — Partecipazione al Fondo di Garanzia pan europeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE)

  1. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
    stipulare con la Banca europea per gli Investimenti gli accordi
    necessari a consentire la partecipazione italiana al Fondo di
    Garanzia pan europeo, costituito dal Gruppo Banca Europea per gli
    Investimenti per il sostegno agli Stati membri nel fronteggiare la
    crisi derivante dalla pandemia COVID-19. In attuazione dei predetti
    accordi il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
    concedere la garanzia dello Stato, incondizionata e a prima
    richiesta, a favore della Banca Europea per gli investimenti. Il
    Ministero dell’economia e delle finanze e’ altresi’ autorizzato a
    stipulare l’accordo con la Commissione europea concernente le
    modalita’ di pagamento della controgaranzia che gli Stati membri
    possono prestare quale contributo dello strumento europeo di sostegno
    temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di
    emergenza (SURE) a seguito dell’epidemia da COVID — 19 e a rilasciare
    la relativa garanzia dello Stato.
  2. Per le finalita’ di cui al comma 1, e’ istituito un fondo nello
    stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con
    una dotazione di 1.000 milioni di euro per l’anno 2020. Annualmente,
    con la legge di bilancio, sulla base dell’evoluzione delle misure di
    cui al comma 1, possono essere stanziate ulteriori risorse a presidio
    delle garanzie dello Stato o per il rimborso delle linee di
    liquidita’ concesse dalla Banca europea degli investimenti in caso di
    escussione ai sensi degli accordi stipulati nell’ambito del Fondo di
    garanzia pan europeo di cui al comma 1. Per la gestione del fondo di
    cui al presente comma e’ autorizzata l’apertura di un apposito conto
    corrente di tesoreria centrale.
  3. Agli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1.000 milioni di
    euro, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 37 — Partecipazione dell’Italia all’International Finance Facility for Immunization

  1. E’ autorizzata l’estensione della partecipazione dell’Italia
    all’International Finance Facility for Immunization (IFFIm), prevista
    dall’articolo 1, comma 99, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, con
    un contributo globale di euro 150 milioni, da erogare con versamenti
    annuali fino al 2030, valutati in euro 30 milioni a decorrere
    dall’anno 2026. E’, inoltre, autorizzato il versamento aggiuntivo
    all’IFFIm per l’anno 2020 di euro 5 milioni, per il finanziamento
    della Coalition for Epidemic Preparedness (CEPI).
  2. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede, quanto a 30
    milioni di euro annui dal 2026 al 2030, mediante corrispondente
    riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica,
    di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,
    n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,
    n. 307, e, quanto a 5 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
    corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
    parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020–2022,
    nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della
    missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’economia e delle finanze.

Art. 38 — Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative

  1. Per il rafforzamento, sull’intero territorio nazionale, degli
    interventi in favore delle start-up innovative, alla misura di cui al
    decreto del Ministro dello sviluppo economico 24 settembre 2014,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 264
    del 13 novembre 2014, sono destinate risorse aggiuntive pari a euro
    100 milioni per l’anno 2020, destinate al rifinanziamento delle
    agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato.
  2. Per sostenere le start up innovative, come definite
    dall’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
    anche attraverso nuove azioni volte a facilitare l’incontro tra le
    stesse imprese e gli ecosistemi per l’innovazione, per l’anno 2020
    sono destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start up
    innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto
    finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di
    incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri
    soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese
    innovative. Le predette agevolazioni sono concesse ai sensi del
    regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre
    2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato
    sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis», alle
    condizioni e con le modalita’ e i termini definiti con decreto del
    Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro 60 giorni dalla
    data di entrata in vigore del presente decreto.
  3. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, al Fondo di
    sostegno al venture capital, istituito ai sensi dell’articolo 1,
    comma 209, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono assegnate
    risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020
    finalizzate a sostenere investimenti nel capitale, anche tramite la
    sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, nonche’
    mediante l’erogazione di finanziamenti agevolati, la sottoscrizione
    di obbligazioni convertibili, o altri strumenti finanziari di debito
    che prevedano la possibilita’ del rimborso dell’apporto effettuato, a
    beneficio esclusivo delle start-up innovative di cui all’articolo 25
    del citato decreto-legge n. 179 del 2012 e delle PMI innovative di
    cui all’articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33. Con
    decreto del Ministro dello Sviluppo economico, da adottarsi entro 60
    giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
    individuate le modalita’ di attuazione delle agevolazioni previste
    dal presente comma, ivi compreso il rapporto di co-investimento tra
    le risorse di cui al presente comma e le risorse di investitori
    regolamentati o qualificati.
  4. Al fine di incentivare le attivita’ di ricerca e sviluppo per
    fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19,
    all’articolo 1, comma 200, lettera c), della legge 27 dicembre 2019,
    n. 160, dopo le parole: «universita’ e istituti di ricerca» sono
    aggiunte le seguenti: «nonche’ con start-up innovative, di cui
    all’articolo 25 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221».
  5. Il termine di permanenza nella sezione speciale del registro
    delle imprese delle start-up innovative di cui all’articolo 25 del
    citato decreto-legge n. 179 del 2012, e’ prorogato di 12 mesi.
    Eventuali termini previsti a pena di decadenza dall’accesso a
    incentivi pubblici e per la revoca dei medesimi sono prorogati di 12
    mesi. Ai fini del presente comma, la proroga della permanenza nella
    sezione speciale del registro delle imprese non rileva ai fini della
    fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive previste dalla
    legislazione vigente.
  6. Ai fini del rilascio delle garanzie del Fondo di cui
    all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996,
    n. 662, in favore delle start-up innovative come definite
    dall’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
    e delle PMI innovative previste dell’articolo 4 del decreto-legge 24
    gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    marzo 2015, n. 33, e’ riservata una quota pari a 200 milioni di euro
    a valere sulle risorse gia’ assegnate al Fondo, alla quale le
    predette imprese accedono sulla base delle modalita’, tempo per tempo
    vigenti, ivi incluse le disposizioni applicabili previste
    dall’articolo 13 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23.
  7. Al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo l’articolo
    29 e’ inserito il seguente:
    «Art. 29-bis (Incentivi in «de minimis» all’investimento in
    start-up innovative)
    1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
    disposizione, in alternativa a quanto previsto dall’articolo 29,
    dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si detrae un
    importo pari al 50 per cento della somma investita dal contribuente
    nel capitale sociale di una o piu’ start-up innovative direttamente
    ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del
    risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative.
    2. La detrazione di cui al comma 1 si applica alle sole start-up
    innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese
    al momento dell’investimento. La detrazione e’ concessa ai sensi del
    Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione europea del 18
    dicembre 2013 sugli aiuti de minimis.
    3. L’investimento massimo detraibile non puo’ eccedere, in
    ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 100.000 e deve essere
    mantenuto per almeno tre anni; l’eventuale cessione, anche parziale,
    dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la
    decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire
    l’importo detratto, unitamente agli interessi legali.».
  8. All’articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015 n. 33, dopo
    il comma 9-bis, e’ inserito il seguente:
    “9-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
    disposizione, dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche si
    detrae un importo pari al cinquanta per cento della somma investita
    dal contribuente nel capitale sociale di una o piu’ PMI innovative
    direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento
    collettivo del risparmio che investano prevalentemente in PMI
    innovative; la detrazione si applica alle sole PMI innovative
    iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese al momento
    dell’investimento ed e’ concessa ai sensi del Regolamento (UE) n.
    1407/2013 della Commissione europea del 18 dicembre 2013 sugli aiuti
    de minimis. L’investimento massimo detraibile non puo’ eccedere, in
    ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 100.000 e deve essere
    mantenuto per almeno tre anni; l’eventuale cessione, anche parziale,
    dell’investimento prima del decorso di tale termine, comporta la
    decadenza dal beneficio e l’obbligo per il contribuente di restituire
    l’importo detratto, unitamente agli interessi legali.”.
  9. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
    con il Ministro dell’economia e delle finanze, entro sessanta giorni
    dalla data di entrata in vigore del presente articolo, sono
    individuate le modalita’ di attuazione delle agevolazioni previste
    dai commi 7 e 8.
  10. All’articolo 26-bis, comma 1, lettera b), del decreto
    legislativo 25 luglio 1998, n. 286, le parole “di almeno euro
    1.000.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una societa’
    costituita e operante in Italia mantenuto per almeno due anni ovvero
    di almeno euro 500.000”, sono sostituite dalle seguenti: “di almeno
    euro 500.000 in strumenti rappresentativi del capitale di una
    societa’ costituita e operante in Italia mantenuto per almeno due
    anni ovvero di almeno euro 250.000”.
  11. Le agevolazioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo
    economico 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
    264 del 13 novembre 2014, in favore delle start up innovative
    localizzate nel territorio del cratere sismico aquilano sono altresi’
    riconosciuti alle start up innovative localizzate nel territorio dei
    comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, specificati
    negli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
    189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.
    229, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
  12. Al fine di sostenere lo sviluppo dell’industria
    dell’intrattenimento digitale a livello nazionale, e’ istituito
    presso il Ministero dello sviluppo economico il fondo per
    l’intrattenimento digitale denominato «First Playable Fund», con
    dotazione iniziale di 4 milioni di euro per l’anno 2020.
  13. Il Fondo di cui al comma 12 e’ finalizzato a sostenere le fasi
    di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla
    realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a
    fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese
    ammissibili, e per un importo compreso da 10.000 euro a 200.000 euro
    per singolo prototipo.
  14. I contributi erogati a valere sul Fondo di cui al comma 12
    vengono assegnati dietro presentazione di una domanda da parte delle
    imprese che abbiano i requisiti di ammissione di cui al successivo
    comma 16. I contributi potranno essere utilizzati esclusivamente al
    fine della realizzazione di prototipi. A tal fine si considerano come
    spese ammissibili:
    a) prestazioni lavorative svolte dal personale dell’impresa nelle
    attivita’ di realizzazione di prototipi;
    b) prestazioni professionali commissionate a liberi
    professionisti o ad altre imprese finalizzate alla realizzazione di
    prototipi;
    c) attrezzature tecniche (hardware) acquistate per la
    realizzazione dei prototipi;
    d) licenze di software acquistate per la realizzazione dei
    prototipi.
  15. In tutti i casi, il videogioco deve essere destinato alla
    distribuzione commerciale.
  16. Sono ammessi ai contributi di cui al comma 13, le imprese che:
    a) abbiano sede legale nello Spazio Economico Europeo;
    b) siano soggette a tassazione in Italia per effetto della loro
    residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in
    Italia, cui sia riconducibile il prototipo di cui al comma 13;
    c) abbiano capitale sociale minimo interamente versato e un
    patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di
    imprese costituite sotto forma di societa’ di capitale, sia nel caso
    di imprese individuali di produzione ovvero costituite sotto forma di
    societa’ di persone;
    d) siano in possesso di classificazione ATECO 58.2 o 62.
  17. L’impresa beneficiaria e’ tenuta a realizzare il prototipo di
    videogames entro il termine di 18 mesi dal riconoscimento
    dell’ammissibilita’ della domanda di cui al comma 14 da parte del
    Ministero dello sviluppo economico.
  18. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
    entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
    decreto, sono definite: le modalita’ di presentazione delle domande;
    i criteri per la selezione delle stesse; le spese ammissibili; le
    modalita’ di erogazione del contributo; le modalita’ di verifica,
    controllo e rendicontazione delle spese; le cause di decadenza e
    revoca.
  19. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo, pari a
    314 milioni di euro per l’anno 2020, e delle minori entrate valutate
    in 70,8 milioni di euro per l’anno 2021 e in 40,5 milioni di euro a
    decorrere dall’anno 2022, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 39 — Misure di rafforzamento dell’azione di recupero di aziende in crisi e potenziamento delle strutture di supporto per le crisi di impresa e per la politica industriale.

  1. Al fine di potenziare e rendere piu’ efficace l’attivita’ di
    elaborazione delle politiche industriali dei settori maggiormente
    colpiti dall’emergenza COVID-19, il Ministro dello sviluppo economico
    puo’ avvalersi, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite di spesa di euro
    300.000 per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, di consulenti ed
    esperti, individuati all’esito di una selezione comparativa mediante
    avviso pubblico, specializzati in materia di politica industriale,
    nel numero massimo di dieci unita’ per ciascun anno del periodo
    considerato, da destinare al funzionamento del nucleo di esperti di
    politica industriale di cui all’articolo 3 della legge 11 maggio
    1999, n. 140.
  2. All’articolo 3 della legge 11 maggio 1999, n. 140, comma 1,
    primo periodo, le parole: «, sentite le Commissioni parlamentari
    competenti,» sono soppresse.
  3. All’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
    dopo le parole: « e’ autorizzata la spesa di 300.000 euro» sono
    inserite le seguenti: « destinata, nella misura non superiore al 40
    per cento, allo svolgimento di attivita’ di supporto finalizzate alla
    trattazione di tematiche concernenti le procedure di amministrazione
    straordinaria di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270 e
    al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, » .
  4. Al fine di potenziare le attivita’ di prevenzione e soluzione
    delle crisi aziendali, per gli anni 2020, 2021 e 2022 il Ministro
    dello sviluppo economico puo’ avvalersi, ai sensi dell’articolo 7,
    comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite
    di spesa di 500.000 euro annui, di consulenti ed esperti, individuati
    all’esito di una selezione comparativa mediante avviso pubblico,
    specializzati in materia di politica industriale e crisi di imprese,
    nel numero massimo di dieci unita’ per ciascun anno del periodo
    considerato da destinare a supporto della struttura di cui
    all’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  5. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 4, pari ad euro 800.000 per
    ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede mediante
    corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
    parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020–2022,
    nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della
    missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando
    l’accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico.

Art. 40 — Misure di sostegno alle micro, piccole e medie imprese titolari del servizio di distribuzione di carburanti nelle autostrade per il periodo di emergenza da COVID-19

  1. Alle microimprese e alle piccole e medie imprese come definite
    dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6
    maggio 2003, aventi sede in Italia, che gestiscono il servizio di
    distribuzione autostradale di carburanti, che risultavano attive ed
    in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed
    assistenziali alla data del 1° marzo 2020, in considerazione del
    mantenimento del servizio durante il periodo di emergenza sanitaria
    pur in presenza di calo considerevole della domanda di carburanti,
    puo’ essere riconosciuto, nel limite complessivo di 4 milioni di euro
    per l’anno 2020, un contributo commisurato ai contributi
    previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per
    l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di
    lavoro, dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente corrisposte
    nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020.
  2. Il contributo di cui al comma 1 non viene riconosciuto nei casi
    di gestioni dirette degli impianti di distribuzione carburanti in
    autostrada da parte delle societa’ petrolifere integrate alla
    raffinazione e alle gestioni unitarie delle attivita’ petrolifere e
    di ristorazione.
  3. Il contributo e’ erogato dal Ministero dello sviluppo economico
    su domanda dell’impresa di gestione, nel limite di spesa di cui al
    comma 1, mediante riparto proporzionale delle risorse disponibili tra
    le domande ammissibili. Con provvedimento del Ministero dello
    sviluppo economico sono individuati le modalita’ ed il termine di
    presentazione delle domande nonche’ le procedure per la concessione
    del contributo.
  4. Al fine della verifica di appartenenza alle microimprese e alle
    piccole e medie imprese per i distributori di carburanti i ricavi si
    calcolano con le modalita’ di cui all’articolo 18, comma 10, del
    Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
  5. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 4 milioni di
    euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 41 — Misure urgenti a sostegno del meccanismo dei Certificati Bianchi

  1. Ai fini della verifica del conseguimento degli obblighi previsti
    dall’articolo 4, comma 4, lettera c), e comma 5, lettera c), del
    decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 gennaio 2017,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 3
    aprile 2017, n. 78, il termine del 15 aprile 2020 previsto
    dall’articolo 103, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27, come
    prorogato dall’articolo 37, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020,
    n. 23, e’ ulteriormente prorogato al 30 novembre 2020.
    Conseguentemente, per l’anno d’obbligo 2019, l’emissione di
    Certificati Bianchi non derivanti dalla realizzazione di progetti di
    efficienza energetica di cui all’articolo 14-bis del decreto del
    Ministro dello sviluppo economico 11 gennaio 2017, pubblicato nella
    Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 3 aprile 2017, n. 78,
    decorre a partire dal 15 novembre 2020.
  2. Per le unita’ di cogenerazione entrate in esercizio dal 1
    gennaio 2019, i Certificati Bianchi previsti dal decreto del Ministro
    dello sviluppo economico 5 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale della Repubblica italiana 19 settembre 2011, n. 218, sono
    riconosciuti, subordinatamente all’esito delle verifiche di cui
    all’articolo 7 e fermo restando quanto disposto dall’articolo 4,
    comma 3, del medesimo decreto, dalla data di entrata in esercizio di
    ciascuna unita’, nei termini e per il periodo definiti dallo stesso
    decreto.

Art. 42 — Fondo per il trasferimento tecnologico e altre misure urgenti per la difesa ed il sostegno dell’innovazione

  1. Al fine di sostenere e accelerare i processi di innovazione,
    crescita e ripartenza duratura del sistema produttivo nazionale,
    rafforzando i legami e le sinergie con il sistema della tecnologia e
    della ricerca applicata, nello stato di previsione del Ministero
    dello sviluppo economico e’ istituito un fondo, denominato “Fondo per
    il trasferimento tecnologico”, con una dotazione di 500 milioni di
    euro per l’anno 2020, finalizzato alla promozione, con le modalita’
    di cui al comma 3, di iniziative e investimenti utili alla
    valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le
    imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare
    riferimento alle start-up innovative di cui all’articolo 25 del
    decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e alle PMI innovative di cui
    all’articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33.
  2. Le iniziative di cui al comma 1 sono volte a favorire la
    collaborazione di soggetti pubblici e privati nella realizzazione di
    progetti di innovazione e spin-off e possono prevedere lo
    svolgimento, da parte del soggetto attuatore di cui al comma 4, nei
    limiti delle risorse stanziate ai sensi dell’ultimo periodo del
    medesimo comma, di attivita’ di progettazione, coordinamento,
    promozione, stimolo alla ricerca e allo sviluppo attraverso l’offerta
    di soluzioni tecnologicamente avanzate, processi o prodotti
    innovativi, attivita’ di rafforzamento delle strutture e diffusione
    dei risultati della ricerca, di consulenza tecnico-scientifica e
    formazione, nonche’ attivita’ di supporto alla crescita delle
    start-up e PMI ad alto potenziale innovativo.
  3. Al fine di sostenere le iniziative di cui al comma 1, il
    Ministero dello sviluppo economico, a valere sulle disponibilita’ del
    fondo di cui al comma 1, e’ autorizzato ad intervenire attraverso la
    partecipazione indiretta in capitale di rischio e di debito, anche di
    natura subordinata, nel rispetto della disciplina europea in materia
    di aiuti di Stato ovvero delle vigenti disposizioni in materia di
    affidamento dei contratti pubblici o in materia di collaborazione tra
    amministrazioni pubbliche eventualmente applicabili. Con decreto del
    Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
    dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 60 giorni
    dall’entrata in vigore del presente decreto, sono individuati i
    possibili interventi, i criteri, le modalita’ e le condizioni per la
    partecipazione indiretta in capitale di rischio e di debito di cui al
    presente comma.
  4. Per l’attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 il
    Ministero dello sviluppo economico si avvale di ENEA — Agenzia
    nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo
    sostenibile, nell’ambito delle funzioni ad essa gia’ attribuite in
    materia di trasferimento tecnologico, previa stipula di apposita
    convenzione. A tal fine, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro
    per l’anno 2020.
  5. Per le medesime finalita’ di cui al presente articolo, ENEA e’
    autorizzata alla costituzione della fondazione di diritto privato, di
    seguito denominata “Fondazione Enea Tech”, sottoposta alla vigilanza
    del Ministero dello sviluppo economico. Lo statuto della Fondazione
    Enea Tech e’ approvato, su proposta di Enea, con decreto del Ministro
    dello sviluppo economico. Ai fini dell’istituzione e
    dell’operativita’ della Fondazione e’ autorizzata la spesa di 12
    milioni di euro per l’anno 2020.
  6. Il patrimonio della Fondazione e’ costituito dalle risorse
    assegnate ai sensi del comma 5 e puo’ essere incrementato da apporti
    di soggetti pubblici e privati. Le attivita’, oltre che dai mezzi
    propri, sono costituite da contributi di enti pubblici e privati.
    Alla fondazione possono, inoltre, esser concessi in comodato beni
    immobili facenti parte del demanio e del patrimonio disponibile e
    indisponibile dello Stato. La Fondazione promuove investimenti
    finalizzati all’integrazione e alla convergenza delle iniziative di
    sostegno in materia di ricerca e sviluppo e trasferimento
    tecnologico, favorendo la partecipazione anche finanziaria alle
    stesse da parte di imprese, fondi istituzionali o privati e di
    organismi e enti pubblici, inclusi quelli territoriali, nonche’
    attraverso l’utilizzo di risorse dell’Unione europea.
  7. Tutti gli atti connessi alle operazioni di costituzione della
    Fondazione e di conferimento e devoluzione alla stessa sono esclusi
    da ogni tributo e diritto e vengono effettuati in regime di
    neutralita’ fiscale.
  8. Ai fini del presente articolo, non trova applicazione l’articolo
    5 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175.
  9. Agli oneri di cui ai commi 1, 4 e 5 del presente articolo pari a
    517 milioni di euro per il 2020, si provvede ai sensi dell’articolo
    265.

Art. 43 — Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell’attivita’ d’impresa

  1. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico
    e’ istituito il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e
    la prosecuzione dell’attivita’ d’impresa, con una dotazione di 100
    milioni di euro per l’anno 2020.
  2. Il Fondo e’ finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione
    di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale iscritte
    nel registro di cui all’art. 185-bis del decreto legislativo 10
    febbraio 2005, n. 30, e delle societa’ di capitali, aventi un numero
    di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di
    difficolta’ economico-finanziaria come individuate sulla base dei
    criteri stabiliti dal decreto di cui al comma 5.
  3. Per le finalita’ di cui al presente articolo, il Fondo opera,
    nei limiti delle risorse di cui al comma 1, attraverso interventi nel
    capitale di rischio delle imprese che versano nelle condizioni di cui
    al comma 2, effettuati a condizioni di mercato, nel rispetto di
    quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione europea 2014/C
    19/04, recante orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a
    promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio nonche’
    attraverso misure di sostegno al mantenimento dei livelli
    occupazionali, in coordinamento con gli strumenti vigenti sulle
    politiche attive e passive del lavoro.
  4. Le imprese che versano nella condizione di cui al comma 2,
    qualora intendano avvalersi del Fondo di cui al presente articolo,
    notificano al Ministero dello sviluppo economico le informazioni
    relative a:
    a) le azioni che intendono porre in essere per ridurre gli impatti
    occupazionali, ad esempio attraverso incentivi all’uscita,
    prepensionamenti, riallocazione di addetti all’interno dell’impresa o
    del gruppo di appartenenza dell’impresa;
    b) le imprese che abbiano gia’ manifestato interesse
    all’acquisizione della societa’ o alla prosecuzione dell’attivita’
    d’impresa ovvero le azioni che intendono porre in essere per trovare
    un possibile acquirente, anche mediante attrazione di investitori
    stranieri;
    c) le opportunita’ per i dipendenti di presentare una proposta di
    acquisto ed ogni altra possibilita’ di recupero degli asset da parte
    degli stessi.
  5. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali, adottato ai sensi
    dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
    stabiliti i criteri e le modalita’ di gestione e di funzionamento del
    Fondo, nonche’ le procedure per l’accesso ai relativi interventi, nel
    rispetto di quanto previsto dal presente articolo, dando priorita’
    alle domande che impattano maggiormente sui profili occupazionali e
    sullo sviluppo del sistema produttivo.
  6. L’articolo 185-ter del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n.
    30, e’ abrogato. Il primo periodo dell’articolo 31, comma 2, del
    decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e’ abrogato.
  7. Agli oneri di cui al comma 1, pari ad euro 100 milioni di euro
    per l’anno 2020, si provvede: quanto a 30 milioni di euro per l’anno
    2020 mediante utilizzo delle risorse rinvenienti dall’abrogazione di
    cui al comma 6; quanto a 70 milioni di euro per l’anno 2020, ai sensi
    dell’articolo 265.

Art. 44 — Incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di Co2 g/km

  1. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 1041, della legge 30
    dicembre 2018, n. 145, e’ incrementato di 100 milioni di euro per
    l’anno 2020 e di 200 milioni di euro per l’anno 2021. Agli oneri
    derivanti dal presente comma, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 45 — Interventi per le misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID — 19 da parte dei comuni

  1. I comuni destinatari delle risorse per l’attuazione delle misure
    di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1997, n. 266, possono
    utilizzare la quota libera da impegni delle risorse ad essi gia’
    trasferite dal Ministero dello sviluppo economico per l’attuazione di
    misure di contrasto all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Art. 46 — Misure urgenti in materia di servizi postali

  1. All’articolo 108 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, sono apportate le seguenti modifiche:
    1) le parole “fino al 30 giugno 2020” sono sostituite con le
    seguenti parole: “fino al 31 luglio 2020”;
    2) dopo le parole “di cui all’articolo 3, comma 2 del decreto
    legislativo 22 luglio 1999 n. 261,” sono inserite le seguenti parole:
    “nonche’ per lo svolgimento dei servizi di notificazione a mezzo
    posta, di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890 e all’articolo 201
    del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,”;
    3) e’ aggiunto in fine il seguente periodo “Sono fatti salvi i
    comportamenti tenuti dagli operatori postali per garantire la
    continuita’ del servizio e la tutela della salute pubblica in
    occasione dello stato di emergenza.”;
    b) il comma 1-bis e’ abrogato.

Art. 47 — Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. — Invitalia

  1. Al fine di assicurare il pieno ed efficace svolgimento della
    missione societaria ed il conseguimento degli obiettivi di cui al
    piano industriale e alla normativa vigente, Invitalia S.p.A. e’
    autorizzata ad iscrivere esclusivamente nelle proprie scritture
    contabili patrimoniali gli eventuali decrementi conseguenti alle
    operazioni immobiliari di razionalizzazione e dismissione poste in
    essere, anche attraverso societa’ di nuova costituzione o a controllo
    pubblico anche indiretto. Alle operazioni di riorganizzazione e
    trasferimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 1, comma
    461, ultimo periodo della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Art. 48 — Misure per le esportazioni e l’internazionalizzazione

  1. All’articolo 72 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1:
    1) all’alinea, le parole “150 milioni” sono sostituite dalle
    seguenti: “400 milioni”;
    2) alla lettera d), le parole “di importanza minore (de minimis)”
    sono soppresse;
    b) al comma 2, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
    “b-bis) nell’ambito degli stanziamenti di cui al comma 1), il
    Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale
    puo’ stipulare con enti pubblici e privati convenzioni per
    l’acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di
    internazionalizzazione del sistema Paese”.
  2. Relativamente al fondo rotativo di cui all’articolo 2, primo
    comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, sono disposte le
    seguenti misure:
    a) le disponibilita’ del fondo sono ulteriormente incrementate di
    200 milioni di euro per l’anno 2020;
    b) con propria delibera, il Comitato agevolazioni di cui
    all’articolo 1, comma 270, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 puo’,
    in conformita’ con la normativa europea in materia di aiuti di Stato,
    elevare, fino al doppio di quelli attualmente previsti, i limiti
    massimi dei finanziamenti agevolati a valere sul fondo di cui
    all’articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n.
    251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.
    394. La presente lettera si applica alle domande di finanziamento
    presentate entro il 31 dicembre 2021;
    c) fino al 31 dicembre 2021 i finanziamenti agevolati a valere sul
    fondo di cui alla lettera b), nonche’ i cofinanziamenti e le garanzie
    concessi ai sensi dell’articolo 72, comma 1, lettera d) del
    decreto-legge n. 18 del 2020, possono eccedere gli importi massimi
    previsti dalla normativa europea in materia di aiuti de minimis,
    fermi restando gli obblighi di notifica alla Commissione europea
    stabiliti dalla predetta normativa.
    d) i finanziamenti agevolati a valere sul fondo di cui all’articolo
    2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394 sono esentati,
    a domanda del richiedente, dalla prestazione della garanzia, in
    deroga alla vigente disciplina relativa al fondo. La presente lettera
    si applica alle domande di finanziamento presentate entro il 31
    dicembre 2020.
  3. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, pari a 450 milioni di euro
    per il 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.
  4. Nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali di cui
    all’articolo 1, comma 299, della legge 27 dicembre 2019, n. 160,
    l’ICE — Agenzia per la promozione all’estero e
    l’internazionalizzazione delle imprese italiane e’ autorizzata ad
    assumere, nei limiti della dotazione organica, un contingente massimo
    di 50 unita’ di personale non dirigenziale con contratto di lavoro a
    tempo determinato della durata massima di 12 mesi, equiparato, ai
    fini economici, al personale appartenente alla terza area funzionale,
    posizione economica F1, in deroga ai limiti di cui all’articolo 9,
    comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Conseguentemente
    le assunzioni di cui all’articolo 1, comma 299, della legge 27
    dicembre 2019, n. 160 avvengono con decorrenza non antecedente alla
    scadenza dei predetti contratti di lavoro a tempo determinato. Agli
    oneri derivanti dal presente comma, pari a euro 1.665.417 per l’anno
    2020 e a euro 1.189.583 per l’anno 2021, si provvede quanto a euro
    713.750 per l’anno 2020 mediante corrispondente riduzione del fondo
    speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
    2020–2022, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali”
    della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del
    Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale e quanto a euro
    951.667 per l’anno 2020 e a euro 1.189.583 per l’anno 2021 a valere
    sulle risorse di cui all’articolo 1, comma 299, della legge 27
    dicembre 2019, n. 160.
  5. Per gli interventi necessari a completare la realizzazione del
    Tecnopolo di Bologna, anche per il potenziamento della partecipazione
    italiana a istituzioni e progetti di ricerca europei ed
    internazionali, e per il connesso potenziamento del sistema di alta
    formazione e ricerca meteo-climatica di Bologna, e’ autorizzata la
    spesa di euro 10 milioni per l’anno 2020, di euro 15 milioni per
    l’anno 2021 e di euro 15 milioni per l’anno 2022. Per le finalita’ di
    cui al presente comma, fino al 31 dicembre 2022, la Regione
    Emilia-Romagna, in qualita’ di stazione appaltante, opera con i
    poteri e con le modalita’ di cui all’articolo 4, commi 2 e 3, del
    decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 14 giugno 2019, n. 55. Agli oneri derivanti dal presente
    comma, pari a 10 milioni di euro per l’anno 2020, a 15 milioni di
    euro per l’anno 2021 e a 15 milioni di euro per l’anno 2022, si
    provvede mediante corrispondente riduzione del fondo speciale di
    parte capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2020–2022,
    nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della
    missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale.
  6. All’articolo 1, comma 587, della legge 30 dicembre 2018, n. 145,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole “11 milioni di euro per l’anno 2020
    e di 2,5 milioni di euro per l’anno 2021” sono sostituite dalle
    seguenti: “15,5 milioni per l’anno 2020, 6,5 milioni per l’anno 2021
    e 2,5 milioni per l’anno 2022”;
    b) al terzo periodo, le parole “31 dicembre 2021” sono sostituite
    dalle seguenti: “31 dicembre 2022”;
  7. Agli oneri derivanti dal comma 6, pari a euro 4,5 milioni per
    l’anno 2020, euro 4 milioni per l’anno 2021 ed euro 2,5 milioni per
    l’anno 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo
    speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
    2020–2022, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali”
    della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del
    Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2020, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale.

Art. 49 — Creazione di un polo di eccellenza per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico nel settore automotive nell’area di crisi industriale complessa di Torino

  1. Nell’ambito del programma green new deal e del Piano Transizione
    4.0, al fine di favorire i processi di transizione ecologica nei
    settori della mobilita’ sostenibile pubblica e privata e la
    competitivita’ dell’industria dell’automotive, e’ autorizzata la
    spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2020 per la realizzazione di
    un’infrastruttura di ricerca di interesse nazionale denominata
    “Centro nazionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento
    tecnologico nel campo della mobilita’ e dell’automotive” con sede a
    Torino. Il finanziamento e’ erogato nel rispetto delle condizioni di
    cui all’articolo 26 regolamento (UE) n. 651/2014.
  2. Il Centro favorisce la collaborazione con istituti di ricerca
    nazionali ed europei, garantendo l’ampia diffusione dei risultati
    delle ricerche e il trasferimento delle conoscenze, anche mediante
    attivita’ d’insegnamento e formazione. Il Centro favorisce e
    organizza attivita’ di ricerca collaborativa tra imprese e altri
    centri di ricerca, dimostratori tecnologici anche attraverso la
    realizzazione di linee pilota sperimentali per la dimostrazione di
    tecniche di produzione e per la sperimentazione di nuove forme di
    mobilita’, ivi comprese la mobilita’ elettrica, la guida autonoma e
    ulteriori applicazioni dell’Intelligenza Artificiale al settore della
    mobilita’ in genere.
  3. Con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1
    della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dello
    sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle
    Finanze, sentito il Ministro dell’Universita’ e della Ricerca, da
    pubblicare entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del
    presente decreto, sono individuati i termini e le modalita’ di
    presentazione della proposta progettuale, le modalita’ di attuazione
    dell’intervento e di realizzazione dell’infrastruttura logistica e
    per l’erogazione delle risorse finanziarie e il monitoraggio
    sull’esecuzione del progetto.
  4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 20 milioni di
    euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 50 — Proroga del termine di consegna dei beni strumentali nuovi ai fini della maggiorazione dell’ammortamento

  1. In considerazione della situazione emergenziale covid-19, il
    termine del 30 giugno 2020 previsto dall’articolo 1 del decreto-legge
    del 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge
    28 giugno 2019, n. 58, e’ prorogato al 31 dicembre 2020.

Art. 51 — Proroga dei termini dei programmi di esecuzione delle procedure di amministrazione straordinaria

  1. I termini di esecuzione dei programmi, predisposti secondo gli
    indirizzi di cui all’articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 8
    luglio 1999, n. 270, gia’ autorizzati ai sensi dell’articolo 57 del
    medesimo decreto legislativo, delle societa’ ammesse alla procedura
    di amministrazione straordinaria ai sensi del decreto-legge 23
    dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
    febbraio 2004, n. 39, anche qualora gia’ prorogati ai sensi
    dell’articolo 4, commi 4-ter e 4-septies del medesimo decreto-legge
    n. 347 del 2003, aventi scadenza successiva al 23 febbraio 2020, sono
    prorogati di sei mesi.

Art. 52 — Interventi urgenti per la salvaguardia della liquidita’ delle imprese dell’aerospazio

  1. I versamenti di quote di restituzione e di diritti di regia,
    relativi ai finanziamenti concessi ai sensi della legge 24 dicembre
    1985, n. 808 in scadenza nel 2020, sono sospesi e sono effettuati,
    senza applicazione di interessi e di sanzioni, in unica soluzione
    entro il 31 dicembre 2021 o mediante rateizzazione fino ad un massimo
    di dieci rate mensili di pari importo a decorrere dal 31 dicembre
    2021. Agli oneri derivanti dal presente comma pari a 15 milioni di
    euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.
  2. Le quote dei finanziamenti, concessi ai sensi della legge 24
    dicembre 1985, n.808 con cadenza nell’esercizio 2020 o in esercizi
    precedenti, sono erogate entro il 31 luglio 2020 alle aziende per le
    quali non risultano inadempienze rispetto ai versamenti di quote di
    restituzione e di diritti di regia dovuti fino alla data del 31
    dicembre 2019; alle imprese che diano corso a tali adempimenti
    successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto,
    e comunque entro il 30 settembre 2020, nei limiti delle relative
    disponibilita’ di bilancio le quote vengono erogate entro tre mesi
    dal completamento degli adempimenti.

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