DECRETO-LEGGE 19 Maggio 2020, n. 34 [ Decreto Rilancio ] — Titolo I — Salute e sicurezza (Artt. 1 -23)

Art. 1 — Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale

  1. Per l’anno 2020, al fine di rafforzare l’offerta sanitaria e
    sociosanitaria territoriale, necessaria a fronteggiare l’emergenza
    epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-Cov-2
    soprattutto in una fase di progressivo allentamento delle misure di
    distanziamento sociale, con l’obiettivo di implementare e rafforzare
    un solido sistema di accertamento diagnostico, monitoraggio e
    sorveglianza della circolazione di SARS-CoV-2, dei casi confermati e
    dei loro contatti al fine di intercettare tempestivamente eventuali
    focolai di trasmissione del virus, oltre ad assicurare una presa in
    carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento
    domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e
    dei pazienti in isolamento fiduciario, le regioni e le province
    autonome adottano piani di potenziamento e riorganizzazione della
    rete assistenziale. I piani di assistenza territoriale contengono
    specifiche misure di identificazione e gestione dei contatti, di
    organizzazione dell’attivita’ di sorveglianza attiva effettuata a
    cura dei Dipartimenti di Prevenzione in collaborazione con i medici
    di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di
    continuita’ assistenziale nonche’ con le Unita’ speciali di
    continuita’ assistenziale, indirizzate a un monitoraggio costante e a
    un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della
    relativa identificazione, dell’isolamento e del trattamento. I
    predetti piani sono recepiti nei programmi operativi richiamati
    dall’articolo 18, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e
    sono monitorati congiuntamente a fini esclusivamente conoscitivi dal
    Ministero della salute e dal Ministero dell’economia e delle finanze
    in sede di monitoraggio dei citati programmi operativi. Le regioni e
    le province autonome organizzano inoltre le attivita’ di sorveglianza
    attiva e di monitoraggio presso le residenze sanitarie assistite e le
    altre strutture residenziali, anche garantendo la collaborazione e la
    consulenza di medici specialisti in relazione alle esigenze di salute
    delle persone assistite, con le risorse umane strumentali e
    finanziarie disponibili a legislazione vigente.
  2. Qualora, per le esigenze di cui al comma 1, occorra disporre
    temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili
    esigenze connesse alla gestione dell’isolamento contagiati da
    SARS-CoV-2, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, comma 7,
    del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le regioni e le province autonome
    possono stipulare contratti di locazione di strutture alberghiere
    ovvero di altri immobili aventi analoghe caratteristiche di
    idoneita’, con effetti fino al 31 dicembre 2020.
  3. Le aziende sanitarie, tramite i distretti, provvedono ad
    implementare le attivita’ di assistenza domiciliare integrata o
    equivalenti, per i pazienti in isolamento anche ospitati presso le
    strutture individuate ai sensi del comma 2, garantendo adeguato
    supporto sanitario per il monitoraggio e l’assistenza dei pazienti,
    nonche’ il supporto per le attivita’ logistiche di ristorazione e di
    erogazione dei servizi essenziali, con effetti fino al 31 dicembre
    2020.
  4. Le regioni e le province autonome, per garantire il massimo
    livello di assistenza compatibile con le esigenze di sanita’ pubblica
    e di sicurezza delle cure in favore dei soggetti contagiati
    identificati attraverso le attivita’ di monitoraggio del rischio
    sanitario, nonche’ di tutte le persone fragili la cui condizione
    risulta aggravata dall’emergenza in corso, incrementano e indirizzano
    le azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare, sia con
    l’obiettivo di assicurare le accresciute attivita’ di monitoraggio e
    assistenza connesse all’emergenza epidemiologica, sia per rafforzare
    i servizi di assistenza domiciliare integrata per i pazienti in
    isolamento domiciliare o quarantenati nonche’ per i soggetti cronici,
    disabili, con disturbi mentali, con dipendenze patologiche, non
    autosufficienti, con bisogni di cure palliative, di terapia del
    dolore, e in generale per le situazioni di fragilita’ tutelate ai
    sensi del Capo IV del decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli
    essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto
    legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”, pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale, Serie Generale, n. 65 del 18.03.2017 — S.O. n. 15. A tal
    fine, nel rispetto dell’autonomia regionale in materia di
    organizzazione dei servizi domiciliari, le regioni e le province
    autonome sono autorizzate ad incrementare la spesa del personale nei
    limiti indicati al comma 10.
  5. Al fine di rafforzare i servizi infermieristici, con
    l’introduzione altresi’ dell’infermiere di famiglia o di comunita’,
    per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti
    infettati da SARS-CoV-2 identificati COVID-19, anche supportando le
    Unita’ speciali di continuita’ assistenziale e i servizi offerti
    dalle cure primarie, nonche’ di tutti i soggetti di cui al comma 4,
    le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, in deroga
    all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
    possono, in relazione ai modelli organizzativi regionali, utilizzare
    forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e
    continuativa, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre
    2020, con infermieri che non si trovino in costanza di rapporto di
    lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie
    pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto
    unita’ infermieristiche ogni 50.000 abitanti. Per le attivita’
    assistenziali svolte e’ riconosciuto agli infermieri un compenso
    lordo di 30 euro ad ora, inclusivo degli oneri riflessi, per un monte
    ore settimanale massimo di 35 ore. Per le medesime finalita’, a
    decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio
    Sanitario Nazionale, possono procedere al reclutamento di infermieri
    in numero non superiore ad 8 unita’ ogni 50.000 abitanti, attraverso
    assunzioni a tempo indeterminato e comunque nei limiti di cui al
    comma 10.
  6. Al fine di garantire una piu’ ampia funzionalita’ delle Unita’
    speciali di continuita’ assistenziale di cui all’articolo 4-bis del
    decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ autorizzata per l’anno 2020
    l’ulteriore spesa di 61 milioni di euro a valere sul finanziamento
    sanitario corrente stabilito per l’anno 2020. Per la funzionalita’
    delle Unita’ speciali di continuita’ assistenziale di cui al periodo
    precedente e’ consentito anche ai medici specialisti ambulatoriali
    convenzionati interni di far parte delle stesse. In considerazione
    del ruolo attribuito alle predette Unita’ speciali di continuita’
    assistenziali, ogni Unita’ e’ tenuta a redigere apposita
    rendicontazione trimestrale dell’attivita’ all’ente sanitario di
    competenza che la trasmette alla regione di appartenenza. Il
    Ministero della salute e il Ministero dell’economia e finanze, in
    sede di monitoraggio dei Piani di cui al comma 1, possono richiedere
    le relative relazioni.
  7. Ai fini della valutazione multidimensionale dei bisogni dei
    pazienti e dell’integrazione con i servizi sociali e socio sanitari
    territoriali, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale
    a supporto delle Unita’ speciali di continuita’ assistenziale di cui
    all’articolo 4-bis del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito
    con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, possono
    conferire, in deroga all’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo
    2001, n. 165, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre
    2020, incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione
    coordinata e continuativa, a professionisti del profilo di assistente
    sociale, regolarmente iscritti all’albo professionale, in numero non
    superiore ad un assistente sociale ogni due Unita’ per un monte ore
    settimanale massimo di 24 ore. Per le attivita’ svolte e’
    riconosciuto agli assistenti sociali un compenso lordo orario di 30
    euro, inclusivo degli oneri riflessi.
  8. Per garantire il coordinamento delle attivita’ sanitarie e
    sociosanitarie territoriali, cosi’ come implementate nei piani
    regionali, le regioni e le province autonome provvedono
    all’attivazione di centrali operative regionali, che svolgano le
    funzioni in raccordo con tutti i servizi e con il sistema di
    emergenza-urgenza, anche mediante strumenti informativi e di
    telemedicina.
  9. Per la presa in carico precoce dei pazienti affetti da COVID-19
    e per garantire il massimo livello di assistenza ai pazienti fragili,
    la cui condizione risulta aggravata dall’emergenza in corso, il fondo
    di cui all’articolo 46 dell’Accordo collettivo nazionale 23
    marzo 2005 e successive modificazioni e integrazioni per la
    disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale e’
    complessivamente incrementato nell’anno 2020 dell’importo di 10
    milioni di euro per la retribuzione dell’indennita’ di personale
    infermieristico di cui all’articolo 59, comma 1, lettera b), del
    medesimo Accordo collettivo nazionale. A tal fine e’ autorizzata
    l’ulteriore spesa di 10 milioni di euro a valere sul finanziamento
    sanitario corrente stabilito per l’anno 2020.
  10. Le regioni e le province autonome sono autorizzate, anche in
    deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente, ad
    incrementare la spesa di personale, per l’anno 2020 per l’attuazione
    dei commi 4, 5, 6, 7 e 8 e a decorrere dal 2021 per l’attuazione dei
    commi 4, 5 e 8 fino agli importi indicati nella tabella di cui
    all’allegato B, che forma parte integrante del presente decreto, a
    valere sulle risorse di cui al comma 11.
  11. Per l’attuazione dei commi 2, 3, 4, e 8 e’ autorizzata, per
    l’anno 2020, la spesa di 838.737.983 euro. Per l’attuazione dei commi
    5, 6 e 7 e’ autorizzata, per l’anno 2020, rispettivamente la spesa di
    332.640.000 euro, 61.000.000 euro e di 14.256.000 euro, per un totale
    di 407.896.000 euro. Per l’attuazione del comma 9 e’ autorizzata, per
    l’anno 2020, la spesa di 10.000.000 euro. A tal fine e’
    conseguentemente incrementato, per l’anno 2020, il livello del
    finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
    concorre lo Stato per un importo complessivo di 1.256.633.983 euro.
    Al finanziamento di cui al presente articolo accedono tutte le
    regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, in deroga alle
    disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali
    il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario
    corrente, sulla base delle quote di accesso al fabbisogno sanitario
    indistinto corrente rilevate per l’anno 2020 per un importo pari a
    1.184.362.779 euro, per dare attuazione a quanto previsto nei commi
    da 1 a 7 e 9 del presente articolo e sulla base delle necessita’
    legate alla distribuzione delle centrali operative a livello
    regionale per un importo pari a 72.271.204 euro, ai sensi di quanto
    previsto dal comma 8 del presente articolo. La ripartizione
    complessiva delle somme di cui al presente articolo pari a
    1.256.633.983 euro e’ riportata nella tabella di cui all’allegato A
    che costituisce parte integrante del presente decreto. Per le
    finalita’ di cui al comma 5, a decorrere dall’anno 2021, all’onere
    complessivo di 480.000.000 euro si provvede a valere sul livello del
    finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
    concorre lo Stato per l’anno di riferimento. Le regioni e le province
    autonome e gli enti dei rispettivi servizi sanitari regionali
    provvedono alla rendicontazione delle spese sostenute nell’apposito
    centro di costo “COV-20”, di cui all’articolo 18 del decreto legge 17
    marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile
    2020, n. 27. Per le finalita’ di cui ai commi 4 e 8, a decorrere
    dall’anno 2021, all’onere complessivo di 766.466.017 euro si provvede
    a valere sul livello finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale
    standard cui concorre lo Stato per l’anno di riferimento. Agli oneri
    derivanti dal presente comma pari a 1.256.633.983 euro per l’anno
    2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 2 — Riordino della rete ospedaliera in emergenza COVID-19

  1. Le regioni e le province autonome, al fine di rafforzare
    strutturalmente il Servizio sanitario nazionale in ambito
    ospedaliero, tramite apposito piano di riorganizzazione volto a
    fronteggiare adeguatamente le emergenze pandemiche, come quella da
    COVID-19 in corso, garantiscono l’incremento di attivita’ in regime
    di ricovero in Terapia Intensiva e in aree di assistenza ad alta
    intensita’ di cure, rendendo strutturale la risposta all’aumento
    significativo della domanda di assistenza in relazione alle
    successive fasi di gestione della situazione epidemiologica correlata
    al virus Sars-CoV-2, ai suoi esiti e a eventuali accrescimenti
    improvvisi della curva pandemica. I piani di riorganizzazione di cui
    al presente comma, come approvati dal Ministero della salute secondo
    la metodologia di cui al comma 8, sono recepiti nei programmi
    operativi di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 17 marzo
    2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020,
    n. 27 e sono monitorati congiuntamente, a fini esclusivamente
    conoscitivi, dal Ministero della salute e dal Ministero dell’economia
    e delle finanze in sede di monitoraggio dei citati programmi
    operativi. Ai fini del presente comma e nel rispetto dei principi di
    separazione e sicurezza dei percorsi, e’ resa, altresi’, strutturale
    sul territorio nazionale la dotazione di almeno 3.500 posti letto di
    terapia intensiva. Per ciascuna regione e provincia autonoma, tale
    incremento strutturale determina una dotazione pari a 0,14 posti
    letto per mille abitanti.
  2. Le regioni e le province autonome programmano una
    riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva, con
    relativa dotazione impiantistica idonea a supportare le
    apparecchiature di ausilio alla ventilazione, mediante adeguamento e
    ristrutturazione di unita’ di area medica, prevedendo che tali
    postazioni siano fruibili sia in regime ordinario, sia in regime di
    trattamento infettivologico ad alta intensita’ di cure. In relazione
    all’andamento della curva pandemica, per almeno il 50 per cento dei
    posti letto di cui al presente comma, si prevede la possibilita’ di
    immediata conversione in posti letti di terapia intensiva, mediante
    integrazione delle singole postazioni con la necessaria
    strumentazione di ventilazione e monitoraggio. Al funzionamento dei
    predetti posti letto, a decorrere dal 2021, si provvede con le
    risorse umane programmate a legislazione vigente.
  3. Allo scopo di fronteggiare l’emergenza pandemica, e comunque
    fino al 31 dicembre 2020, si rendono disponibili, per un periodo
    massimo di 4 mesi dalla data di attivazione, 300 posti letto di
    terapia intensiva, suddivisi in 4 strutture movimentabili, ciascuna
    delle quali dotata di 75 posti letto, da allocare in aree
    attrezzabili preventivamente individuate da parte di ciascuna regione
    e provincia autonoma.
  4. Le regioni e le province autonome, che abbiano individuato
    unita’ assistenziali in regime di ricovero per pazienti affetti dal
    COVID-19, nell’ambito delle strutture ospedaliere, provvedono a
    consolidare la separazione dei percorsi rendendola strutturale e
    assicurano la ristrutturazione dei Pronto Soccorso con
    l’individuazione di distinte aree di permanenza per i pazienti
    sospetti COVID-19 o potenzialmente contagiosi, in attesa di diagnosi.
  5. Le regioni e le province autonome sono autorizzate a
    implementare i mezzi di trasporto dedicati ai trasferimenti secondari
    per i pazienti COVID-19, per le dimissioni protette e per i trasporti
    interospedalieri per pazienti non affetti da COVID-19. Per
    l’operativita’ di tali mezzi di trasporto, le regioni e le province
    autonome possono assumere personale dipendente medico,
    infermieristico e operatore tecnico, con decorrenza 15 maggio 2020. A
    tal fine, il limite di spesa regionale per l’anno 2020 e’ riportato
    nella colonna 6 della tabella di riparto di cui all’Allegato C, che
    forma parte integrante del presente decreto.
  6. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le
    seguenti modifiche:
    a) all’articolo 1, comma 1, le parole: “destinate alla
    remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale
    sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio
    sanitario nazionale” sono sostituite dalle seguenti: “da destinare
    prioritariamente alla remunerazione delle prestazioni correlate alle
    particolari condizioni di lavoro del personale dipendente delle
    aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale”; dopo le
    parole “del personale del comparto sanita’” sono inserite le
    seguenti: “nonche’, per la restante parte, i relativi fondi
    incentivanti”; dopo le parole: “in deroga all’articolo 23, comma 2
    del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75” sono inserite le
    seguenti: “e ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in
    materia di spesa di personale”;
    b) all’articolo 1, comma 2, infine, sono aggiunte le seguenti le
    parole: “Tali importi possono essere incrementati, fino al doppio
    degli stessi, dalle regioni e dalle province autonome, con proprie
    risorse disponibili a legislazione vigente, fermo restando
    l’equilibrio economico del sistema sanitario della regione e della
    provincia autonoma, per la remunerazione delle prestazioni di cui al
    comma 1, ivi incluse le indennita’ previste dall’articolo 86, comma
    6, del CCNL 2016–2018 del 21 maggio 2018”.
  7. Per le finalita’ di cui ai commi 1 e 5, terzo periodo, del
    presente articolo e per le finalita’ di cui all’articolo 2-bis, commi
    1, lettera a) e 5, e all’ articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo
    2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile
    2020, n. 27, le Regioni e le province autonome sono autorizzate ad
    incrementare la spesa di personale, per l’anno 2020, anche in deroga
    ai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia, nel limite
    massimo di 240.975.000 euro, da ripartirsi, per il medesimo anno
    2020, a livello regionale come indicato nelle colonne 3 e 5 della
    tabella di cui all’allegato C, che forma parte integrante del
    presente decreto. All’onere di 240.975.000 euro si provvede a valere
    sul livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale
    standard cui concorre lo Stato per l’anno 2020. Nei piani di cui al
    comma 1, le regioni e le province autonome indicano le unita’ di
    personale aggiuntive rispetto alle vigenti dotazioni organiche da
    assumere o gia’ assunte, ai sensi degli articoli 2-bis e 2-ter del
    decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Per le finalita’ di cui ai commi 1
    e 5, secondo periodo, del presente articolo, a decorrere dal 1°
    gennaio 2021, le Regioni e le province autonome sono autorizzate ad
    incrementare la spesa di personale nel limite massimo di 347.060.000
    euro, anche in deroga ai vincoli previsti dalla legislazione vigente
    in materia di spesa di personale, da ripartirsi, a decorrere
    dall’anno 2021, a livello regionale come indicato nelle colonne 6 e 7
    della tabella di cui all’allegato C, che forma parte integrante del
    presente decreto.
  8. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto,
    le regioni e le province autonome presentano il piano di cui al comma
    1, comprensivo di tutte le misure di cui ai commi successivi, al
    Ministero della salute, che provvede ad approvarlo entro trenta
    giorni dalla ricezione. E’ ammessa per una sola volta la richiesta di
    chiarimenti o integrazioni da parte del Ministero, cui la regione o
    la provincia autonoma da’ riscontro entro i successivi dieci giorni,
    durante i quali il termine di approvazione e’ sospeso. Decorso il
    termine di cui al primo periodo, senza l’adozione di un provvedimento
    negativo espresso da parte del Ministero, il piano si intende
    approvato. Nel caso di mancata presentazione del piano da parte della
    regione o della provincia autonoma oppure nel caso di adozione di un
    provvedimento negativo espresso da parte del Ministero, il piano e’
    adottato dal Ministero della salute nel successivo termine di trenta
    giorni, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
    le regioni e le province autonome.
  9. Per l’attuazione dei commi 1, 2, 3, 4 e 5, primo periodo, del
    presente articolo, per l’anno 2020 e’ autorizzata la spesa
    complessiva di 1.467.491.667 euro, di cui 1.413.145.000 euro in
    relazione a quanto previsto dai commi 1, 2, 4 e 5, primo periodo, e
    54.346.667 euro in relazione a quanto previsto dal comma 3. A tal
    fine e’ istituito per l’anno 2020 apposito capitolo nello stato di
    previsione del Ministero della salute per l’importo di 1.467.491.667
    euro. Per far fronte ai successivi oneri di manutenzione delle
    attrezzature per posto letto, dei pronto soccorso e dei mezzi di
    trasporto, a decorrere dall’anno 2021 all’onere complessivo di
    25.025.250 euro si provvede a valere sul livello del finanziamento
    del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per
    l’anno di riferimento. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
    variazioni di bilancio.
  10. Per l’attuazione dei commi 5, terzo periodo, e 7, nonche’ al
    fine di integrare le risorse per le finalita’ di cui al comma 6,
    lettera a), per l’anno 2020 e’ autorizzata la spesa complessiva di
    430.975.000 euro, di cui 190.000.000 euro per il comma 6, lettera a),
    e 240.975.000 euro per i commi 5 terzo periodo, e 7. A tale fine, e’
    corrispondentemente incrementato per pari importo, per l’anno 2020,
    il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale
    standard cui concorre lo Stato. Al finanziamento di cui al presente
    comma accedono tutte le regioni e province autonome di Trento e di
    Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per
    le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al
    finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso
    al fabbisogno sanitario indistinto corrente rilevate per l’anno 2020
    e per gli importi indicati nell’Allegato C, che costituisce parte
    integrante del presente decreto. Le regioni e le province autonome e
    gli enti dei rispettivi servizi sanitari regionali provvedono alla
    rendicontazione delle spese sostenute nell’anno 2020 nell’apposito
    centro di costo “COV-20”, di cui all’art. 18 del decreto legge 18 del
    2020 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020. A
    decorrere dall’anno 2021, all’onere pari a 347.060.000 euro, relativo
    alla spesa per il personale aggiuntivo di cui al comma 7 del presente
    articolo, si provvede a valere sul livello finanziamento del
    fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per
    l’anno di riferimento. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
    variazioni di bilancio.
  11. A seguito dell’approvazione da parte del Ministero della salute
    di ciascun piano di riorganizzazione di cui al comma 1, considerata
    l’urgenza, gli importi di cui al comma 9 relativi all’anno 2020, pari
    a complessivi 1.467.491.667 euro, sono trasferiti alla contabilita’
    speciale intestata al Commissario straordinario per l’attuazione e il
    coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il
    contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, e si compongono di
    1.413.145.000 euro, da ripartire a livello regionale secondo la
    Tabella di cui all’Allegato D, e di 54.346.667 euro per le strutture
    movimentabili di cui al comma 3. Il Commissario Straordinario
    procedera’, nell’ambito dei poteri conferitigli dall’articolo 122 del
    decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, a dare attuazione ai piani,
    garantendo la massima tempestivita’ e l’omogeneita’ territoriale, in
    raccordo con ciascuna regione e provincia autonoma.
  12. Per l’attuazione del piano di cui al comma 1, il Commissario di
    cui al comma 11 puo’ delegare l’esercizio dei poteri a lui attribuiti
    ai sensi e per gli effetti dell’articolo 122 del decreto legge 17
    marzo 2020, n. 18 a ciascun Presidente di regione o di provincia
    autonoma che agisce conseguentemente in qualita’ di commissario
    delegato. L’incarico di commissario delegato per l’attuazione del
    piano di cui al comma 1 e’ svolto a titolo gratuito, nel rispetto
    delle direttive impartite e delle tempistiche stabilite dal
    Commissario straordinario.
  13. Le opere edilizie strettamente necessarie a perseguire le
    finalita’ di cui al presente articolo possono essere eseguite in
    deroga alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della
    Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, delle leggi regionali, dei piani
    regolatori e dei regolamenti edilizi locali, nonche’, sino al termine
    dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in
    data 31 gennaio 2020 e delle successive eventuali proroghe, agli
    obblighi del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011,
    n. 151. Il rispetto dei requisiti minimi antincendio si intende
    assolto con l’osservanza delle disposizioni del decreto legislativo 9
    aprile 2008, n. 81. I lavori possono essere iniziati contestualmente
    alla presentazione della istanza o della denunzia di inizio di
    attivita’ presso il comune competente.
  14. La proprieta’ delle opere realizzate dal Commissario e’ delle
    aziende del Servizio sanitario nazionale presso le quali sono
    realizzate. Qualora la regione abbia gia’ provveduto in tutto o in
    parte alla realizzazione delle opere anteriormente al presente
    decreto-legge il Commissario e’ autorizzato a finanziarle a valere
    sulle risorse di cui al presente articolo e nei limiti delle stesse”
  15. Agli oneri derivanti dai commi 9 e 10 pari a 1.898.466.667 di
    euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 3 — Modifica all’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27

  1. All’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il
    comma 5 e’ sostituito dal seguente:
    “5. Gli incarichi di cui al presente articolo possono essere
    conferiti anche ai medici specializzandi iscritti regolarmente
    all’ultimo e penultimo anno di corso della scuola di specializzazione
    per la durata di 6 mesi. Tali incarichi sono prorogabili, previa
    definizione dell’accordo di cui al settimo periodo dell’articolo 1,
    comma 548-bis, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e in ragione del
    perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020. Nei
    casi di cui al precedente periodo, l’accordo tiene conto delle
    eventuali e particolari esigenze di recupero, all’interno della
    ordinaria durata legale del corso di studio, delle attivita’
    formative teoriche e assistenziali necessarie al raggiungimento degli
    obiettivi formativi previsti. Il periodo di attivita’ svolto dai
    medici specializzandi esclusivamente durante lo stato di emergenza e’
    riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento
    del diploma di specializzazione. I medici specializzandi restano
    iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e continuano a
    percepire il trattamento economico previsto dal contratto di
    formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in
    proporzione all’attivita’ lavorativa svolta.”.

Art. 4 — Misure urgenti per l’avvio di specifiche funzioni assistenziali per l’emergenza COVID-19

  1. Per far fronte all’emergenza epidemiologica COVID-19,
    limitatamente al periodo dello stato di emergenza di cui alla
    delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, anche in deroga
    al limite di spesa di cui all’articolo 45, comma 1-ter, del decreto
    legge 26 ottobre 2019, n. 124 convertito, con modificazioni, dalla
    legge 19 dicembre 2019, n. 157, e in deroga all’articolo 8-sexies,
    comma 1-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, le
    regioni, ivi comprese quelle in piano di rientro, e le province
    autonome di Trento e Bolzano possono riconoscere alle strutture
    inserite nei piani adottati in attuazione dell’articolo 3, comma 1,
    lettera b), del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, la remunerazione
    di una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi
    correlati all’allestimento dei reparti e alla gestione dell’emergenza
    COVID 19 secondo le disposizioni dei predetti piani e un incremento
    tariffario per le attivita’ rese a pazienti COVID. Il riconoscimento
    avviene in sede di rinegoziazione per l’anno 2020 degli accordi e dei
    contratti di cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30
    dicembre 1992, n. 502, per le finalita’ emergenziali previste dai
    predetti piani.
  2. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
    Ministro dell’economia e delle finanze, previa Intesa con la
    Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
    province autonome di Trento e Bolzano, sono stabilite le modalita’ di
    determinazione della specifica funzione assistenziale e l’incremento
    tariffario di cui al comma 1 in modo da garantire la compatibilita’
    con il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per l’anno
    2020 e con le risorse previste per l’attuazione dell’articolo 3,
    comma 6, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18.
  3. La specifica funzione assistenziale per i maggiori costi
    correlati all’allestimento dei reparti e alla gestione dell’emergenza
    COVID-19 e l’incremento tariffario per le attivita’ rese a pazienti
    COVID, come individuati nel decreto di cui al comma 2, sono
    riconosciuti, limitatamente al periodo dello stato di emergenza di
    cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020,
    anche agli enti del Servizio sanitario nazionale di cui all’articolo
    19, lettera c), della legge n. 23 giugno 2011, n. 118,
    compatibilmente con il fabbisogno sanitario riconosciuto per l’anno
    2020.
  4. Nella vigenza dell’accordo rinegoziato ai sensi del comma 1, gli
    enti del servizio sanitario nazionale corrispondono agli erogatori
    privati, a titolo di acconto e salvo conguaglio a seguito di apposita
    rendicontazione da parte degli erogatori privati, un corrispettivo,
    su base mensile, per le prestazioni rese ai sensi del presente
    articolo, fino ad un massimo del 90 per cento dei dodicesimi
    corrisposti o comunque dovuti per l’anno 2020.
  5. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al comma 2, le
    regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono
    riconoscere alle strutture private accreditate destinatarie di
    apposito budget per l’anno 2020 e che vedono altresi’ una temporanea
    sospensione delle attivita’ ordinarie in funzione anche di quanto
    previsto dall’articolo 5-sexies, comma 1, del decreto legge 17 marzo
    2020, n. 18, la remunerazione a titolo di acconto, su base mensile, e
    salvo conguaglio a seguito di apposita rendicontazione da parte degli
    erogatori privati, fino a un massimo del 90 per cento del volume di
    attivita’ riconosciuto nell’ambito degli accordi e dei contratti di
    cui all’articolo 8-quinquies del decreto legislativo 30 dicembre
    1992, n. 502 stipulati per il 2020.
  6. L’articolo 32 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, e’
    abrogato.

Art. 5 — Incremento delle borse di studio degli specializzandi

  1. Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione
    specialistica dei medici di cui all’articolo 37 del decreto
    legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e’ autorizzata l’ulteriore spesa
    di 105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 109,2
    milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024. A tale
    fine, e’ corrispondentemente incrementato, per i medesimi anni, il
    livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard
    cui concorre lo Stato. Agli oneri derivanti dal presente comma si
    provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 6 — Deroghe alle riduzioni di spesa per la gestione del settore
informatico in ragione dell’emergenza da COVID-19

  1. In considerazione delle funzioni che e’ chiamato ad assolvere
    per la gestione dello stato di emergenza di cui alla delibera del
    Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e dell’individuazione
    quale soggetto attuatore ai sensi dell’articolo 1 dell’ordinanza del
    Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio 2020, n.
    630, al Ministero della salute non si applicano, per l’anno 2020, le
    riduzioni di spesa di cui all’articolo 1, commi 610 e 611, della
    legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Art. 7 — Metodologie predittive dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione

  1. Il Ministero della salute, nell’ambito dei compiti di cui
    all’articolo 47-ter del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e,
    in particolare, delle funzioni relative a indirizzi generali e di
    coordinamento in materia di prevenzione, diagnosi, cura e
    riabilitazione delle malattie, nonche’ di programmazione tecnico
    sanitaria di rilievo nazionale e indirizzo, coordinamento,
    monitoraggio dell’attivita’ tecnico sanitaria regionale, puo’
    trattare, ai sensi dell’articolo 2-sexies, comma 2, lettera v), del
    decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e nel rispetto del
    Regolamento UE 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27
    aprile 2016, dati personali, anche relativi alla salute degli
    assistiti, raccolti nei sistemi informativi del Servizio sanitario
    nazionale, nonche’ dati reddituali riferiti all’interessato e al suo
    nucleo familiare per lo sviluppo di metodologie predittive
    dell’evoluzione del fabbisogno di salute della popolazione, secondo
    le modalita’ di cui al decreto del Ministro della salute 7 dicembre
    2016, n. 262.
  2. Con decreto del Ministro della salute, avente natura
    regolamentare, da adottarsi previo parere del Garante per la
    protezione dei dati personali, sono individuati i dati personali,
    anche inerenti alle categorie particolari di dati di cui all’articolo
    9 del Regolamento UE 2016/679, che possono essere trattati, le
    operazioni eseguibili, le modalita’ di acquisizione dei dati dai
    sistemi informativi dei soggetti che li detengono e le misure
    appropriate e specifiche per tutelare i diritti degli interessati,
    nonche’ i tempi di conservazione dei dati trattati.

Art. 8 — Proroga validita’ delle ricette limitative dei farmaci classificati in fascia A

  1. Limitatamente al periodo emergenziale, per i pazienti gia’ in
    trattamento con medicinali classificati in fascia A soggetti a
    prescrizione medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e
    RNRL), di cui agli articoli 91 e 93 del decreto legislativo 24 aprile
    2006, n. 219, non sottoposti a Piano Terapeutico o Registro di
    monitoraggio AIFA, nei casi in cui sia prevista dalla regione o dalla
    provincia autonoma competente una modalita’ di erogazione attraverso
    la distribuzione per conto (DPC), su cui si indirizza per un uso il
    piu’ possibile esteso, la validita’ della ricetta e’ prorogata per
    una durata massima di ulteriori 30 giorni.
  2. Per i pazienti gia’ in trattamento con i medicinali di cui al
    comma 1, con ricetta scaduta e non utilizzata, la validita’ e’
    prorogata per una durata di 60 giorni dalla data di scadenza.
  3. Per le nuove prescrizioni da parte del centro o dello
    specialista dei medicinali di cui al comma 1, a partire dalla data di
    entrata in vigore del presente decreto, la validita’ della ricetta e’
    estesa a una durata massima di 60 giorni per un numero massimo di 6
    pezzi per ricetta, necessari a coprire l’intervallo temporale di 60
    giorni e tenuto conto del fabbisogno individuale, fatte salve le
    disposizioni piu’ favorevoli gia’ previste, tra cui quelle per le
    patologie croniche e per le malattie rare, di cui all’articolo 26 del
    decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto
    2014, n.114.
  4. La proroga automatica della ricetta di cui al presente articolo
    non si applica nei casi in cui il paziente presenta un peggioramento
    della patologia di base o un’intolleranza o nel caso in cui il
    trattamento con medicinali di cui al comma 1 preveda il monitoraggio
    di parametri ai fini della prescrizione; in tali casi deve essere
    contattato il centro o lo specialista di riferimento, secondo le
    indicazioni fornite dalle singole regioni e dalle province autonome.
  5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, si applicano anche
    ai medicinali classificati in fascia A, soggetti a prescrizione
    medica limitativa ripetibile e non ripetibile (RRL e RNRL), non
    sottoposti a Piano Terapeutico o Registro di monitoraggio AIFA, e
    distribuiti tramite il canale della farmaceutica convenzionata.

Art. 9 — Proroga piani terapeutici

  1. I piani terapeutici che includono la fornitura di ausili,
    dispositivi monouso e altri dispositivi protesici, di cui al decreto
    del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, per
    incontinenza, stomie e alimentazione speciale, laringectomizzati, per
    la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie
    respiratorie e altri prodotti correlati a qualsivoglia
    ospedalizzazione a domicilio, in scadenza durante lo stato di
    emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio
    2020, sono prorogati per ulteriori 90 giorni. Le Regioni adottano
    procedure accelerate ai fini delle prime autorizzazioni dei nuovi
    piani terapeutici.

Art. 10 — Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27

  1. Al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 22-bis, comma 1, le parole: “di medici, personale
    infermieristico” sono sostituite dalle seguenti: “degli esercenti le
    professioni sanitarie”; la rubrica e’ sostituita dalla seguente:
    “Iniziativa di solidarieta’ in favore dei famigliari degli esercenti
    le professioni sanitarie e operatori socio-sanitari.”;
    b) all’articolo 47, comma 1, primo periodo, dopo le parole: “e
    socio — sanitario” sono aggiunte le seguenti: “e nei Centri
    riabilitativi ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale”.
  2. All’articolo 16, comma 1, della legge 19 agosto 2016, n. 166, la
    lettera d-bis), introdotta dall’articolo 71-bis, comma 1, lettera a),
    del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27, e’ sostituita dalla
    seguente:
    d-ter) dei prodotti tessili e di abbigliamento, dei mobili e dei
    complementi di arredo, dei giocattoli, dei materiali per l’edilizia
    inclusi i materiali per la pavimentazione, degli elettrodomestici ad
    uso civile ed industriale, nonche’ dei televisori, personal computer,
    tablet, e-reader e altri dispositivi per la lettura in formato
    elettronico, non piu’ commercializzati o non idonei alla
    commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che
    non ne modificano l’idoneita’ all’utilizzo o per altri motivi
    similari;”.

Art. 11 — Misure urgenti in materia di Fascicolo sanitario elettronico

  1. All’articolo 12 del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
    sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 1, dopo le parole: “l’assistito” sono inserite le
    seguenti: “, riferiti anche alle prestazioni erogate al di fuori del
    Servizio sanitario nazionale”;
    b) al comma 2, ultimo periodo, dopo le parole: “comma 7”, sono
    aggiunte le seguenti: “ovvero tramite il Portale nazionale di cui al
    comma 15-ter”;
    c) il comma 3 e’ sostituito dal seguente: “Il FSE e’ alimentato con
    i dati degli eventi clinici presenti e trascorsi di cui al comma 1 in
    maniera continuativa e tempestiva, senza ulteriori oneri per la
    finanza pubblica, dai soggetti e dagli esercenti le professioni
    sanitarie che prendono in cura l’assistito sia nell’ambito del
    Servizio sanitario nazionale e dei servizi socio-sanitari regionali
    sia al di fuori degli stessi, nonche’, su iniziativa dell’assistito,
    con i dati medici in possesso dello stesso. Il sistema del FSE
    aggiorna contestualmente anche l’indice di cui al comma 15-ter.”;
    d) il comma 3-bis e’ abrogato;
    e) al comma 4, dopo la parola “regionali”, sono inserite le
    seguenti: “e da tutti gli esercenti le professioni sanitarie” e, dopo
    le parole “l’assistito”, sono aggiunte le seguenti: “secondo le
    modalita’ di accesso da parte di ciascuno dei predetti soggetti e da
    parte degli esercenti le professioni sanitarie, nonche’ nel rispetto
    delle misure di sicurezza definite ai sensi del comma 7”;
    f) al comma 15-ter, punto 3), sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    — dopo le parole “per la trasmissione telematica”, sono inserite le
    seguenti: “, la codifica e la firma remota”;
    — le parole: “alimentazione e consultazione” sono sostituite con le
    seguenti: “alimentazione, consultazione e conservazione, di cui
    all’articolo 44 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”;
    g) al comma 15-ter, dopo il punto 4), sono aggiunti i seguenti:
    “4-bis) l’istituzione dell’Anagrafe Nazionale dei consensi e
    relative revoche, da associarsi agli assistiti risultanti in ANA,
    comprensiva delle informazioni relative all’eventuale soggetto
    delegato dall’assistito secondo la normativa vigente in materia e nel
    rispetto delle modalita’ e delle misure di sicurezza stabilite,
    previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, dal
    decreto di cui al punto 3) del presente comma;
    4-ter) la realizzazione dell’Indice Nazionale dei documenti dei
    FSE, da associarsi agli assistiti risultanti in ANA, al fine di
    assicurare in interoperabilita’ le funzioni del FSE, secondo le
    modalita’ e le misure di sicurezza stabilite, previo parere del
    Garante per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al
    punto 3) del presente comma;
    4-quater) la realizzazione del Portale Nazionale FSE, secondo le
    modalita’ e le misure di sicurezza stabilite, previo parere del
    Garante per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al
    punto 3) del presente comma, anche attraverso l’interconnessione con
    i corrispondenti portali delle regioni e province autonome, per
    consentire, tramite le funzioni dell’Indice Nazionale, l’accesso on
    line al FSE da parte dell’assistito e degli operatori sanitari
    autorizzati, secondo modalita’ determinate ai sensi del comma 7. Tale
    accesso e’ fornito in modalita’ aggregata, secondo quanto disposto
    dalla Determinazione n. 80 del 2018 dell’Agenzia per l’Italia
    Digitale.”;
    h) al comma 15-septies, dopo le parole: “di farmaceutica” sono
    inserite le seguenti: “, comprensivi dei relativi piani terapeutici,
    “ e dopo le parole: “specialistica a carico del Servizio sanitario
    nazionale,” sono aggiunte le seguenti: “nonche’ le ricette e le
    prestazioni erogate non a carico del SSN,” e, dopo la parola
    “integrativa”, sono aggiunte le seguenti: “, nonche’ i dati di cui
    all’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175,
    comprensivi dei dati relativi alla prestazione erogata e al relativo
    referto, secondo le modalita’ stabilite, previo parere del Garante
    per la protezione dei dati personali, dal decreto di cui al punto 3)
    del comma 15-ter, che individuera’ le misure tecniche e organizzative
    necessarie a garantire la sicurezza del trattamento e i diritti e le
    liberta’ degli interessati,”;
    i) dopo il comma 15-septies, sono aggiunti i seguenti commi:
    “15-octies. Le specifiche tecniche dei documenti del FSE e del
    dossier farmaceutico, definiti con i decreti attuativi del comma 7,
    sono pubblicate sul portale del nazionale FSE, previo parere del
    Garante per la protezione dei dati personali.
    15-nonies. Ai fini dell’alimentazione dei FSE attraverso
    l’infrastruttura nazionale di cui al comma 15-ter, previo parere del
    Garante per la protezione dei dati personali, con il decreto di cui
    al punto 3) del comma 15-ter, sono stabilite le modalita’ tecniche
    con le quali:
    a) il Sistema Informativo Trapianti del Ministero della salute di
    cui alla legge 1 aprile 1999, n. 91, rende disponibile ai FSE i dati
    relativi al consenso o al diniego alla donazione degli organi e
    tessuti;
    b) le Anagrafi vaccinali regionali rendono disponibili ai FSE i
    dati relativi alla situazione vaccinale;
    c) il Centro Unico di prenotazione di ciascuna regione e provincia
    autonoma rende disponibili ai FSE i dati relativi alle
    prenotazioni.”.

Art. 12 — Accelerazione dell’acquisizione delle informazioni relative alle nascite e ai decessi

  1. Ai fini dell’accelerazione dell’acquisizione delle informazioni
    relative alle nascite e ai decessi di cui all’articolo 62, comma 6,
    lettera c), del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante
    Codice dell’amministrazione digitale, le strutture sanitarie, i
    medici, i medici necroscopi o altri sanitari delegati, inviano al
    Sistema Tessera Sanitaria del Ministero dell’economia e delle finanze
    i dati:
    a) dell’avviso di decesso di cui all’articolo 72, comma 3, del
    decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;
    b) del certificato necroscopico di cui all’articolo 74, comma 2,
    del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;
    c) della denuncia della causa di morte di cui all’articolo 1 del
    regolamento di polizia mortuaria di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285;
    d) dell’attestazione di nascita di cui all’articolo 30, comma 1,
    del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396;
    e) della dichiarazione di nascita di cui all’articolo 30, comma 2,
    del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.
  2. La trasmissione dei dati di cui al comma 1 esonera i soggetti
    interessati all’ulteriore invio ai Comuni di ulteriore attestazione
    cartacea.
  3. Il Sistema Tessera Sanitaria rende immediatamente disponibili,
    senza registrarli, i dati di cui al comma 1:
    a) all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per
    le finalita’ di cui all’articolo 62, comma 6, lettera c) del decreto
    legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione
    digitale;
    b) tramite Posta elettronica certificata (PEC), ai Comuni non
    ancora collegati alla ANPR;
    c) all’ISTAT.
  4. Con uno o piu’ decreti del Ministero dell’economia e delle
    finanze, di concerto con il Ministero della salute e con il Ministero
    dell’interno, previo parere del Garante per la protezione dei dati
    personali, sono definiti i dati di cui al presente articolo e le
    relative modalita’ tecniche di trasmissione.
  5. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni
    interessate provvedono allo svolgimento delle attivita’ del presente
    articolo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili
    a legislazione vigente.

Art. 13 — Rilevazioni statistiche dell’ISTAT connesse all’emergenza
epidemiologica da COVID-19

  1. In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e
    della necessita’ e urgenza di disporre di statistiche ufficiali
    tempestive, affidabili e complete sul sistema economico e produttivo
    nazionale e sui fenomeni sociali, epidemiologici e ambientali, anche
    a supporto degli interventi di contrasto all’emergenza sanitaria e di
    quelli finalizzati alla gestione della fase di ripresa, ai sensi
    dell’articolo 9, paragrafo 2, lettera g), e dell’articolo 89 del
    Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del
    27 aprile 2016, nonche’ dell’articolo 2-sexies, comma 2, lettera cc)
    del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, l’Istituto nazionale
    di statistica (ISTAT), in qualita’ di titolare del trattamento, anche
    in contitolarita’ con altri soggetti che fanno parte o partecipano al
    Sistema statistico nazionale, che verranno indicati nelle direttive
    di cui al comma 2, e’ autorizzato, fino al termine dello stato di
    emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 31
    gennaio 2020 e per i dodici mesi successivi, a trattare dati
    personali, anche inerenti alle particolari categorie di dati e
    relativi a condanne penali e reati, di cui agli articoli 9 e 10 del
    Regolamento (UE) 2016/679, nel rispetto delle misure e delle garanzie
    individuate nelle direttive di cui al comma 2, per effettuare
    rilevazioni, anche longitudinali, elaborazioni e analisi statistiche
    anche presso gli interessati sul territorio nazionale, volte alla
    comprensione della situazione economica, sociale ed epidemiologica
    italiana.
  2. I trattamenti di cui al comma 1, riferiti ai dati personali di
    cui agli articoli 9 e 10 del Regolamento (UE) 2016/679, sono
    individuati in una o piu’ specifiche direttive del presidente
    dell’ISTAT, adottate previo parere del Garante per la protezione dei
    dati personali, e sono svolti nel rispetto delle pertinenti
    disposizioni del decreto legislativo n. 196 del 2003 e delle Regole
    deontologiche per trattamenti a fini statistici o di ricerca
    scientifica effettuati nell’ambito del Sistema statistico nazionale,
    di cui all’allegato A4 al medesimo decreto legislativo, nonche’ del
    decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
  3. Nelle direttive di cui al comma 2 sono indicati gli specifici
    scopi perseguiti, i tipi di dati, le operazioni eseguibili e le
    misure e le garanzie adottate per tutelare i diritti fondamentali e
    le liberta’ degli interessati, le fonti amministrative utilizzate,
    anche mediante tecniche di integrazione, e i tempi di conservazione.
  4. L’ISTAT fornisce agli interessati le informazioni di cui agli
    articoli 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 anche in forma
    sintetica. Le informazioni agli interessati sono pubblicate in
    maniera completa e facilmente consultabili sul sito istituzionale
    dell’ISTAT.
  5. I dati trattati nell’ambito delle indagini statistiche di cui al
    presente articolo, privi di ogni riferimento che permetta
    l’identificazione diretta delle unita’ statistiche, possono essere
    comunicati, per finalita’ scientifiche, ai soggetti di cui al comma 1
    dell’articolo 5-ter del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nei
    limiti e secondo le modalita’ ivi previste, nonche’ ai soggetti che
    fanno parte o partecipano al Sistema statistico nazionale secondo
    quanto previsto dalle pertinenti disposizioni del decreto legislativo
    n. 196 del 2003 e delle Regole deontologiche per trattamenti a fini
    statistici o di ricerca scientifica effettuati nell’ambito del
    Sistema statistico nazionale, di cui all’allegato A4 del medesimo
    decreto legislativo, nonche’ del decreto legislativo 6 settembre
    1989, n. 322. La diffusione dei dati trattati nell’ambito delle
    indagini statistiche di cui al presente articolo e’ autorizzata solo
    in forma anonima e aggregata.
  6. L’ISTAT fa fronte alle attivita’ di cui al presente articolo con
    le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a
    legislazione vigente.

Art. 14 — Rifinanziamento Fondo emergenze nazionali e proroga dei termini previsti per la scadenza di stati di emergenza e contabilita’
speciali

  1. In conseguenza del perdurare delle straordinarie esigenze
    connesse allo stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei
    Ministri in data 31 gennaio 2020, per l’anno 2020, il fondo di cui
    all’articolo 44, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e’
    incrementato di 1.500 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 1.000
    milioni di euro da destinare agli interventi di competenza del
    commissario straordinario di cui all’articolo 122 del decreto-legge
    17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    aprile 2020, n. 27, e da trasferire sull’apposita contabilita’
    speciale ad esso intestata.
  2. In relazione alle effettive esigenze di spesa connesse
    all’evolversi del contesto emergenziale di cui al presente articolo,
    le risorse di cui comma 1, a seguito di apposito monitoraggio
    effettuato dai soggetti interessati, comunicato al Ministero
    dell’economia e delle finanze, possono essere rimodulate con decreto
    del Ragioniere generale dello Stato, su richiesta congiunta del Capo
    della protezione civile e del Commissario straordinario di cui
    all’articolo 122 del decreto-legge n. 18 del 2020. La rimodulazione
    puo’ disporsi, previa autorizzazione del Ministero dell’economia e
    delle finanze, anche mediante girofondi tra la contabilita’ speciale
    di cui al comma 1 e quella del bilancio autonomo della Presidenza del
    Consiglio dei ministri — Dipartimento della Protezione civile.
  3. Agli oneri derivanti dal comma 1 si provvede ai sensi
    dell’articolo 265.
  4. I termini di scadenza degli stati di emergenza, diversi da
    quello dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio
    2020 per il COVID-19, gia’ dichiarati ai sensi dell’articolo 24 del
    decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1 e delle contabilita’ speciali
    di cui all’articolo 27 del medesimo decreto legislativo n. 1 del
    2018, in scadenza entro il 31 luglio 2020 e non piu’ prorogabili ai
    sensi della vigente normativa, sono prorogati per ulteriori sei mesi.
    Alle attivita’ connesse alle proroghe di cui al presente comma si
    provvede nell’ambito delle risorse gia’ stanziate a legislazione
    vigente per i relativi stati di emergenza e conseguentemente dal
    presente comma non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza
    pubblica.

Art. 15 — Incremento risorse del Fondo nazionale per il servizio civile e disposizioni in materia di volontariato di protezione civile

  1. Al fine di garantire adeguate risorse da destinare
    all’assistenza delle persone piu’ vulnerabili e alla ricostruzione
    del tessuto sociale deteriorato dall’emergenza epidemiologica da
    COVID-19, il Fondo nazionale per il servizio civile, di cui
    all’articolo 19 della legge 8 luglio 1998, n. 230, e’ incrementato di
    20 milioni di euro per l’anno 2020.
  2. Alla copertura degli oneri derivanti dal precedente comma, si
    provvede ai sensi dell’articolo 265.
  3. Per le attivita’ di volontariato svolte in mesi per i quali sia
    percepita l’indennita’ di cui all’articolo 84, comma 1 o agli
    articoli 27, 28, 29 e 30 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, le
    disposizioni di cui all’articolo 39, comma 5 del decreto legislativo
    2 gennaio 2018, n. 1, non si applicano ai volontari lavoratori
    autonomi che, in ottemperanza alle misure adottate allo scopo di
    contrastare la diffusione del virus Covid-19, dichiarano di non aver
    svolto attivita’ lavorativa e percepiscono le suddette indennita’.

Art. 16 — Misure straordinarie di accoglienza

  1. I posti disponibili nelle strutture del Sistema di protezione di
    cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39,
    per un termine non superiore ai sei mesi successivi alla cessazione
    dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei
    Ministri del 31 gennaio 2020, possono essere utilizzati per
    l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, fermo
    restando quanto previsto dal decreto-legislativo 18 agosto 2015, n.
    142, e successive modificazioni, in materia di servizi per
    l’accoglienza. All’attuazione del presente comma, si provvede senza
    nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica con le risorse
    disponibili a legislazione vigente sui pertinenti capitoli dello
    stato di previsione del Ministero dell’interno.

Art. 17 — Modifiche all’articolo 6, comma 10, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18

  1. All’articolo 6, comma 10, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.
    18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
    dopo le parole “del presente articolo” sono inserite le seguenti “e
    per l’acquisizione a diverso titolo, ad esclusione della proprieta’,
    da parte del Dipartimento della protezione civile, del Commissario di
    cui all’articolo 122 e dei soggetti attuatori nominati ai sensi
    dell’Ordinanza del Capo dipartimento della protezione civile n. 630
    del 2020 di strutture per ospitarvi le persone in sorveglianza
    sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare “.

Art. 18 — Utilizzo delle donazioni

  1. All’articolo 99, del decreto legge 17 marzo 2020, n.18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
    sono apportate le seguenti modifiche:
    “a) dopo il comma 2, e’ aggiunto il seguente:
    “2-bis. Il Dipartimento della protezione civile puo’ destinare
    somme derivanti dalla raccolta delle donazioni liberali acquisite nei
    conti correnti bancari di cui all’articolo 99, del decreto legge 17
    marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    aprile 2020, n. 27, al fine di provvedere al pagamento delle spese
    connesse alle acquisizioni di farmaci, delle apparecchiature e dei
    dispositivi medici e di protezione individuale, previste dal comma 1,
    dell’articolo 122 del medesimo decreto-legge n. 18 del 2020, da parte
    del Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento
    delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto
    dell’emergenza epidemiologica COVID-19, in relazione allo stato di
    emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio
    2020.”
    b) al comma 3, dopo le parole “aziende, agenzie,” sono inserite le
    seguenti: “regioni e province autonome e loro enti, societa’ e
    fondazioni,”
    c) al comma 5, dopo le parole “per la quale e’” e’ aggiunta la
    seguente: “anche”.
  2. Restano valide le destinazioni e le utilizzazioni gia’ disposte
    ai fini suddetti effettuate a decorrere dalla data di apertura dei
    citati conti correnti.

Art. 19 — Funzionamento e potenziamento della Sanita’ militare

  1. Per le finalita’ di cui all’articolo 7, del decreto legge 17
    marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
    aprile 2020, n. 27, e nel rispetto di quanto ivi previsto in materia
    di modalita’, di requisiti, di procedure e di trattamento giuridico
    ed economico, per l’anno 2020 e’ autorizzato l’arruolamento
    eccezionale, a domanda, di personale della Marina militare,
    dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri in servizio
    temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno, nelle
    misure di seguito stabilite per ciascuna categoria e Forza armata:
    a) 70 ufficiali medici con il grado di tenente o grado
    corrispondente, di cui 30 della Marina militare, 30 dell’Aeronautica
    militare e 10 dell’Arma dei carabinieri;
    b) 100 sottufficiali infermieri con il grado di maresciallo, di
    cui 50 della Marina militare e 50 dell’Aeronautica militare.
  2. Le domande di partecipazione sono presentate entro quindici
    giorni dalla data di pubblicazione delle procedure di arruolamento da
    parte della Direzione generale del personale militare sul portale
    on-line del sito internet del Ministero della difesa www.difesa.it e
    gli arruolamenti sono perfezionati entro i successivi 20 giorni.
  3. I periodi di servizio prestato ai sensi del presente articolo
    nonche’ quelli prestati ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del citato
    decreto-legge n. 18 del 2020, costituiscono titolo di merito da
    valutare nelle procedure concorsuali per il reclutamento di personale
    militare in servizio permanente appartenente ai medesimi ruoli delle
    Forze armate.
  4. Per l’attuazione del comma 1 e’ autorizzata la spesa di euro
    4.682.845 per l’anno 2020 e euro3.962.407 per l’anno 2021
  5. Allo scopo di sostenere le attivita’ e l’ulteriore potenziamento
    dei servizi sanitari militari di cui all’articolo 9, del decreto
    legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
    legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ autorizzata la spesa di euro
    84.132.000 per l’anno 2020.
  6. Agli oneri derivanti dai commi 4 e 5, pari a 88.814.845 euro per
    l’anno 2020 e 3.241.969 per l’anno 2021, si provvede, quanto a
    88.814.845 euro per l’anno 2020, ai sensi dell’articolo 265 e, quanto
    a 3.962.407 per l’anno 2021, mediante corrispondente riduzione dello
    stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini
    del bilancio triennale 2020–2022, nell’ambito del programma «Fondi di
    riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato
    di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
    2020, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
    al Ministero della difesa.

Art. 20 — Misure per la funzionalita’ delle Forze armate — personale sanitario e delle sale operative

  1. Ai fini dello svolgimento, da parte del personale medico e
    paramedico e delle sale operative delle Forze armate, dei maggiori
    compiti connessi con il contrasto e il contenimento della diffusione
    del virus COVID-19, fino alla data di cessazione dello stato di
    emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020,
    e’ autorizzata, per l’anno 2020, l’ulteriore spesa complessiva di
    euro 1.000.000 per il pagamento delle prestazioni di lavoro
    straordinario.
  2. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si
    provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 21 — Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata e reclutamento straordinario di infermieri militari in servizio permanente

  1. Al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, sono apportate le
    seguenti modificazioni:

    a) dopo l’articolo 2204-bis, e’ inserito il seguente:

    “Art. 2204-ter. — (Prolungamento della ferma dei volontari in ferma prefissata)
    1. I volontari in ferma prefissata di un anno, che negli anni 2020,
    2021 e 2022 terminano il periodo di rafferma ovvero di prolungamento
    della ferma, di cui agli articoli 954, comma 1, e 2204, comma 1,
    possono essere ammessi, nei limiti delle consistenze organiche
    previste a legislazione vigente, su proposta della Forza armata di
    appartenenza e previo consenso degli interessati, al prolungamento
    della ferma per un periodo massimo di sei mesi, eventualmente
    rinnovabile solo per una volta.
    2. I volontari al termine del secondo periodo di rafferma biennale,
    di cui all’articolo 954, comma 2, che negli anni 2020, 2021 e 2022
    partecipano alle procedure per il transito in servizio permanente,
    possono essere ammessi, nei limiti delle consistenze organiche
    previste a legislazione vigente e previo consenso degli interessati,
    al prolungamento della rafferma per il tempo strettamente necessario
    al completamento dell’iter concorsuale.”.

    b) dopo l’articolo 2197-ter e’ inserito il seguente:

    “Art. 2197-ter.1.
    (Reclutamento straordinario per il ruolo dei marescialli)
    1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 682 e 760 e
    nell’ambito delle consistenze del personale di ciascuna Forza armata,
    come determinate per l’anno 2020 ai sensi dell’articolo 2207, e’
    autorizzato, per il solo anno 2020, il reclutamento, a nomina diretta
    con il grado di maresciallo o grado corrispondente, mediante concorso
    per titoli, di n. 60 marescialli in servizio permanente, di cui n. 30
    dell’Esercito italiano, n. 15 della Marina militare e n. 15
    dell’Aeronautica militare.
    2. Il concorso di cui al comma 1 e’ riservato al personale in
    servizio appartenente ai ruoli dei sergenti e dei volontari in
    servizio permanente, anche in deroga ai vigenti limiti di eta’, in
    possesso dei seguenti requisiti:
    a) laurea per la professione sanitaria infermieristica e relativa
    abilitazione professionale;
    b) non aver riportato nell’ultimo biennio sanzioni disciplinari
    piu’ gravi della consegna.
    3. Le modalita’ di svolgimento del concorso, compresi la tipologia
    e i criteri di valutazione dei titoli di merito ai fini della
    formazione della graduatoria, sono stabiliti dal bando di concorso.”.

Art. 22 — Misure per la funzionalita’ delle Forze armate — Operazione “Strade sicure”

  1. Al fine di garantire e sostenere la prosecuzione, da parte delle
    Forze armate, dello svolgimento dei maggiori compiti connessi al
    contenimento della diffusione del COVID-19 fino alla data di
    cessazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei
    ministri il 31 gennaio 2020, si dispone che:
    a) l’incremento delle 253 unita’ di personale di cui all’articolo
    74, comma 01, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ ulteriormente
    prorogato fino al 31 luglio 2020;
    b) l’intero contingente di cui all’articolo 74-ter, comma 1, del
    decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ integrato di ulteriori 500
    unita’ dalla data di effettivo impiego fino al 31 luglio 2020.
  2. Allo scopo di soddisfare le esigenze di cui al comma 1, e’
    autorizzata per l’anno 2020 l’ulteriore spesa complessiva di euro
    9.404.210, di cui euro 5.154.191 per il pagamento delle prestazioni
    di lavoro straordinario ed euro 4.250.019 per gli altri oneri
    connessi all’impiego del personale.
  3. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo si
    provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 23 — Ulteriori misure per la funzionalita’ del Ministero dell’interno, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco

  1. Al fine di adeguare le risorse necessarie al mantenimento, fino
    al 30 giugno 2020, del dispositivo di contenimento della diffusione
    del COVID-19, predisposto sulla base delle esigenze segnalate dai
    prefetti territorialmente competenti, e’ autorizzata, per l’anno
    2020, l’ulteriore spesa di euro 13.045.765 per il pagamento delle
    prestazioni di lavoro straordinario effettuate dalle Forze di
    polizia, nonche’ di euro 111.329.528 per la corresponsione
    dell’indennita’ di ordine pubblico.
  2. In considerazione del livello di esposizione al rischio di
    contagio da COVID-19, connesso allo svolgimento dei compiti
    istituzionali delle Forze di polizia, al fine di far fronte, fino al
    31 luglio 2020, alle accresciute esigenze di sanificazione e di
    disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi
    in uso alle medesime Forze, nonche’ di assicurare l’adeguato
    rifornimento dei dispositivi di protezione individuale e
    dell’equipaggiamento operativo e sanitario d’emergenza, e’
    autorizzata, per l’anno 2020, l’ulteriore spesa di euro 37.600.640.
  3. Al fine di garantire, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento dei
    compiti demandati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco in
    relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e la sicurezza del
    personale impiegato, e’ autorizzata, per l’anno 2020, la spesa
    complessiva di euro 1.391.200, di cui euro 693.120 per il pagamento
    delle prestazioni di lavoro straordinario e di euro 698.080 per
    attrezzature e materiali dei nuclei specialistici per il contrasto
    del rischio biologico, per incrementare i dispositivi di protezione
    individuali del personale operativo e i dispositivi di protezione
    collettivi e individuali del personale nelle sedi di servizio.
  4. Al fine di assicurare, fino al 31 luglio 2020, lo svolgimento
    dei compiti demandati al Ministero dell’interno, anche
    nell’articolazione territoriale delle Prefetture — U.t.G., in
    relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19, e’ autorizzata,
    per l’anno 2020, l’ulteriore spesa di euro 4.516.312, di cui euro
    838.612 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario,
    euro 750.000 per spese sanitarie, di pulizia e per l’acquisto di
    dispositivi di protezione individuale, euro 2.511.700 per acquisti di
    prodotti e licenze informatiche, ed euro 416.000 per materiale per
    videoconferenze e altri materiali.
  5. Alla copertura degli oneri di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, pari a
    euro 167.883.445 per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo
    265.
  6. L’autorizzazione di cui al comma 301, dell’articolo 1, della
    legge 27 dicembre 2017, n. 205, relativa all’invio, da parte del
    Ministero dell’interno, di personale appartenente alla carriera
    prefettizia presso organismi internazionali ed europei, e’ prorogata
    per gli anni 2021–2023, per un importo di spesa massima di 500 mila
    euro per ciascun anno dello stesso triennio 2021–2023. Al relativo
    onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello
    stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini
    del bilancio triennale 2020–2022, nell’ambito del programma «Fondi di
    riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato
    di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
    2020, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
    al Ministero dell’interno.
  7. Il Ministero dell’interno e’ autorizzato, nel limite di euro
    220.000 annui, per il biennio 2020–2021, a sottoscrivere un’apposita
    polizza assicurativa in favore del personale appartenente
    all’Amministrazione civile dell’interno, per il rimborso delle spese
    mediche e sanitarie, non coperte dall’INAIL, sostenute dai propri
    dipendenti a seguito della contrazione del virus Covid-19.
  8. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 7, pari a euro
    220.000 annui, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, si provvede
    mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 23,
    comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, iscritto nello stato
    di previsione del Ministero dell’Interno.

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