Prestazioni per ciechi civili [2021]

Tra le varie categorie di invalidi, i ciechi civili sono stati tra i primi ad avere un intervento legislativo di tutela. Risale infatti al 1948 il primo assegno mensile a loro riconosciuto; a tale legge seguirono la L. n. 632/1954, la L. n. 66/1962 e quindi la L. n. 382/1970 che è quella che regolamenta la materia ancora oggi.

Sono considerati ciechi civili i soggetti la cui cecità, congenita o contratta, non sia dovuta a causa di guerra, di infortunio sul lavoro o di servizio.

Le categorie di ciechi civili

  • ciechi assoluti, con residuo visivo pari a 0 in entrambi gli occhi anche con eventuale correzione; a costoro l’INPS eroga la pensione di inabilità e l’indennità di accompagnamento;
  • ciechi parziali, con residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione (ciechi ventesimisti); a costoro l’INPS eroga la pensione e l’indennità speciale;
  • ciechi decimisti, con residuo visivo compreso tra 1/10 e 1/20 in entrambi gli occhi con eventuale correzione. Questa categoria è stata abolita con la l. 66/1962, che ha mantenuto la corresponsione della relativa indennità soltanto per i ciechi decimisti che già ne erano in godimento (assegno per decimisti), salvo revoca per superamento dei limiti di reddito. Oggi ai decimisti è data solo la facoltà di iscrizione nelle liste del collocamento obbligatorio.

Le domande per la concessione delle prestazioni economiche devono essere trasmesse telematicamente all’INPS e l’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’ accertamento sanitario dell’invalidità.

Le provvidenze economiche decorrono dal 1° giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda per l’ accertamento sanitario dell’invalidità.

Da sottolineare, inoltre, che i ciechi civili sono destinatari anche di agevolazioni pensionistiche.

La Pensione per Ciechi Assoluti (non ricoverati)

Il primo requisito importante per ottenere la prestazione in oggetto è la cittadinanza italiana o dell’Unione europea o essere cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornati di lungo periodo.

Per tutti, italiani e stranieri, è fondamentale avere la residenza nel territorio dello Stato Italiano.

La pensione di inabilità è concessa ai ciechi assoluti dal 18° anno di età in poi. I minori sono esclusi dal diritto: l’ art. 5 della L. n. 508/1988 stabilisce che ai ciechi assoluti di età inferiore ai 18 anni sia corrisposta, invece della pensione, solo l’indennità di accompagnamento.

La pensione in oggetto spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali: per l’anno 2021 il limite di reddito è 16.982,49 € (come per le prestazioni economiche di invalidità civile anche per la pensione non reversibile dei ciechi assoluti si prende in considerazione solo il reddito personale e non quello familiare).

L’importo della pensione per ciechi assoluti, nell’anno 2021, è di 310,48 € mensili, per 13 mensilità. Tale importo si riferisce ai ciechi assoluti non ricoverati: ai ricoverati spetta l’importo previsto per i ciechi parziali (nel 2021: 287,09 €).

La pensione per i ciechi assoluti, a differenza della pensione di invalidità civile, al compimento dei 67 anni non si trasforma in assegno sociale, quindi continua ad essere erogata come prima.

E’ compatibile con tutte le pensioni dirette di invalidità e con tutte le prestazioni dirette concesse per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio.

La pensione di inabilità di cieco civile è incompatibile con la pensione sociale o l’assegno sociale.

In caso di concessione di pensione di invalidità civile in qualità di cieco a titolare di assegno o pensione sociale, si dovrà procedere alla revoca di quest’ultima prestazione e al recupero di quanto già corrisposto sugli arretrati spettanti per la pensione di cieco civile.

Nei casi in cui la prestazione concessa ai ciechi civili sia di importo inferiore alla pensione sociale o all’assegno sociale, tali ultime prestazioni sono dovute per quota differenziale (msg. Inps n. 326/2001).

Ai ciechi assoluti non ricoverati oltre alla maggiorazione di 10,33 euro stabilita per i minori di anni 65 previste, a domanda, alle condizioni reddituali previste dall’ art. 70, co. 6, L. n. 388/2000, spetta anche un incremento della maggiorazione fino a 341,54 euro: si tratta del c.d incremento al milione concesso dal compimento dei 18 anni (salvo diversamente indicato) alle condizioni reddituali previste dall’ art. 38, L. n. 448/2001. L’incremento assorbe eventuali ulteriori maggiorazioni già riconosciute al titolare.

Le prestazioni che abbiamo visto spettano anche in favore dei ciechi assoluti ricoverati, ma in questo caso la pensione è di importo leggermente minore, uguale a quello della pensione del cieco parziale, mentre l’incremento al milione può arrivare sino a 364,93 euro.

Per i ciechi assoluti ultra 65enni ricoverati la maggiorazione e l’incremento al milione si applicano, ma in misura differente.

L’Indennità di Accompagnamento per Ciechi Assoluti

Tale prestazione è inoltre svincolata da requisiti reddituali.

E’ compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa, e, per i pluriminorati è cumulabile con l’indennità di accompagnamento in favore degli invalidi civili (a condizione che dette provvidenze siano state riconosciute per minorazioni diverse) e con l’indennità di comunicazione prevista in favore dei sordomuti.

E’ incompatibile con analoghe indennità per cecità di guerra, di lavoro o di servizio, fatta salva la facoltà di opzione.

Spetta anche in caso di ricovero presso un istituto pubblico ma in misura ridotta.

L’importo stabilito per l’anno 2021 è di 938,35 €, e viene corrisposta per 12 mensilità.

Come le altre prestazioni agli invalidi civili, ciechi e sordomuti, l’indennità non è soggetta ad IRPEF.

La Pensione per Ciechi Ventesimisti (Ciechi Parziali)

Si tratta di una prestazione economica che spetta ai ciechi parziali a qualsiasi età, quindi anche di età inferiore a 18 anni: i minori ciechi civili parziali hanno diritto alla pensione (a differenza dei ciechi totali, che non hanno diritto alla pensione per ciechi assoluti ma solo alla indennità di accompagnamento) e non all’indennità di frequenza.

Tale prestazione spetta in misura intera se l’invalido non supera determinati limiti di reddito personali, che per l’anno 2021 sono stabiliti a 16.982,49 €; oltre tale limite la pensione viene corrisposta in misura ridotta.

L’importo per la prestazione in oggetto, per l’anno 2021, è di 287,09 € corrisposto per 13 mensilità.

Al contrario degli invalidi civili la pensione in oggetto spetta anche dopo i 67 anni di età.

Non è reversibile.

E’ incompatibile con la pensione sociale o l’assegno sociale. In caso di concessione di pensione di cieco civile ad un titolare di assegno o pensione sociale, si dovrà procedere alla revoca di quest’ultima prestazione e al recupero di quanto corrisposto sugli arretrati spettanti per la pensione di cieco civile

Nei casi in cui la prestazione concessa ai ciechi civili sia di importo inferiore alla pensione sociale o all’assegno sociale, tali ultime prestazioni sono dovute per quota differenziale (msg. Inps n. 326/2001).

Spetta anche in caso di ricovero gratuito a carico dello Stato.

Ai ciechi parziali ventesimisti spetta la maggiorazione di 10,33 euro stabilita per i minori di anni 65, a domanda, alle condizioni reddituali previste dall’ art. 70, co. 6, L. n. 388/2000.

Per i ciechi parziali ultra 65enni, la maggiorazione e l’incremento al milione si applicano, ma in misura differente.

L’ Indennità Speciale per i Ciechi Ventesimisti (Ciechi parziali)

Hanno altresì diritto alla prestazione cittadini italiani o dell’Unione europea o cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornati di lungo periodo, e siano residenti in Italia.

L’ importo della indennità è per l’anno 2021 pari a 231,79 € ed essa viene concessa per 12 mensilità.

L’indennità è cumulabile con la pensione e per ottenerla non è necessaria una espressa richiesta da parte dell’interessato.

E’ compatibile con l’attività lavorativa e con il ricovero presso strutture a totale carico dello Stato (al contrario degli invalidi civili, infatti, per il diritto dei ciechi civili parziali alla corresponsione dell’indennità speciale è irrilevante che l’interessato sia ricoverato gratuitamente).
In caso di pluriminorazioni è cumulabile con l’ indennità di accompagnamento a favore degli invalidi civili e l’indennità di comunicazione dei sordomuti.

L’ Assegno Vitalizio per i Ciechi Decimisti

La categoria dei decimisti è stata abolita con la L. n. 66 del 1962, che ha mantenuto la corresponsione della relativa indennità soltanto per i ciechi decimisti che già ne erano in godimento.

L’assegno per i ciechi decimisti è stato soppresso con la L. n. 508 del 1988 che ha istituito la pensione a favore dei ciechi assoluti e parziali. E’ stata però mantenuta la corresponsione a favore di coloro che ne erano già in godimento: attualmente pochissime persone sono rimaste a fruirne, infatti l’assegno è rimasto soltanto per coloro che ne erano già titolari entro il 1962.

Dal 1° gennaio 2021 l’importo è di 213,08 € mentre il limite di reddito è stato fissato in 8.164,73 €.

Attualmente a tali minorati è riconosciuta solo la facoltà dell’iscrizione nelle liste di collocamento obbligatorio.

Ai ciechi decimisti spetta la maggiorazione di 10,33 euro stabilita per i minori di anni 65, a domanda, alle condizioni reddituali previste dall’ art. 70, co. 6, L. n. 388/2000.

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