Confermato per tutto il 2021 anche il bonus mobili, la detrazione Irpef al 50% introdotta dalla L. n. 90/2013 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Per avere la detrazione è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.

Per ottenere il bonus è necessario che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Non è fondamentale, invece, che le spese siano sostenute prima di quelle dell’arredo dell’immobile. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, o dalla comunicazione preventiva alla Asl, quando obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, come confermato dall’ Agenzia delle Entrate nella Circ. n. 13/E/2019.

Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condomini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti.

La detrazione va calcolata su un importo massimo non più di 10.000 euro ma di 16.000, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

La detrazione del 50% su un limite massimo di 16.000 euro va ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

Il bonus spetta per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 per l’acquisto di:

  • mobili nuovi come cucine, letti, armadi, librerie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. Escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio il parquet), tende e tendaggi ed altri complementi d’arredo;
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+, (A o superiore per i forni e lavasciuga), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica come frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Il bonus mobili può essere fruito anche da quei contribuenti che procedono alla sostituzione della caldaia, a condizione che optino per la detrazione del 50%, invece di quella del 65% sul risparmio energetico, in quanto trattasi di intervento comunque di natura straordinaria, come precisato dalla Circ. n. 3/E/2016 dell’ Agenzia delle Entrate).

Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito, da cui risulti: causale del versamento, codice fiscale di chi acquista i mobili e numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il pagamento è effettuato.

Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento (Circ. n. 29/E/2013 dell’ Agenzia delle Entrate).

La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate (bonifico bancario o postale o pagamento mediante carta di debito o credito che contenga tutti i dati previsti dalla normativa: causale del versamento, codice fiscale di chi acquista i mobili e numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il pagamento è effettuato) e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento.

Tra i documenti da conservare per avere il bonus mobili abbiamo l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

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