Assegno di ricollocazione

L’assegno di ricollocazione è una misura di politica attiva — gestita da ANPAL — (introdotta per la prima volta nell’ordinamento italiano con gli artt. 23 e 24 del d.lgs. 150/2015) che mira a promuovere il reinserimento delle persone disoccupate nel mercato del lavoro e di prevenire la disoccupazione di lungo periodo.

Si tratta in concreto di una dotazione finanziaria/economica che la persona può spendere presso i centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro e gli ulteriori soggetti accreditati, per ricevere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro.

L’importo dell’assegno non viene, quindi, riconosciuto alla persona ma all’ente che la prende in carico e solo nel caso in cui riesca effettivamente a ricollocarla a seguito di un’offerta di lavoro congrua.

Il valore dell’assegno è definito, in fase di presentazione della domanda, dal sistema informativo AdR predisposto da ANPAL, in funzione dell’indice di profilazione della persona e del tipo di contratto utilizzato per l’assunzione. Varia da un minimo di 250 €a un massimo di 5.000 €.

L’assegno di ricollocazione è rilasciato a tutte le persone disoccupate che ricevono la NASpI da almeno 4 mesi e che ne facciano richiesta, purché non siano:

  • impegnate in analoghe misure di politica attiva erogate dalle Regioni e Province autonome (solitamente tali misure sono denominate contratto/assegno di ricollocazione, accompagnamento al lavoro o dote lavoro);
  • coinvolte in misure di politica attiva finanziate da un soggetto pubblico (quali corsi di formazione per l’inserimento lavorativo, corsi di formazione per l’adempimento dell’obbligo formativo, tirocini extracurriculari, servizio civile);
  • destinatarie di un finanziamento pubblico per l’avvio di un’attività di lavoro.

La persona destinataria dell’assegno è libera:

  • di aderire o no alla misura;
  • di rivolgersi al centro per l’impiego o a un soggetto accreditato per usufruire del servizio di assistenza intensiva;
  • di scegliere un soggetto erogatore nel territorio di domicilio o in un’altra regione.

Una volta che la persona ha scelto il Centro per l’Impiego o il soggetto accreditato dove utilizzarlo, beneficerà di un servizio personalizzato per la ricerca intensiva di una nuova occupazione volto al reinserimento nel mondo del lavoro in tempi brevi.

Il servizio si compone di due prestazioni principali:

  • assistenza alla persona e tutoraggio: prevede l’assegnazione di un tutor per sostenere in modo continuativo la persona in tutte le attività necessarie alla sua ricollocazione, a partire dalla definizione e condivisione di un programma personalizzato per la ricerca attiva di lavoro;
  • ricerca intensiva di opportunità occupazionali attraverso la promozione del profilo professionale della persona verso i potenziali datori di lavoro, la selezione dei posti vacanti, l’assistenza alla preselezione e alle prime fasi di inserimento in azienda.

Il servizio si conclude dopo 180 giorni. Può essere prorogato per altri 180 giorni in caso di assunzione con un contratto di lavoro di almeno 6 mesi.

In caso di contratto di lavoro inferiore a 6 mesi (secondo quanto previsto per le regioni meno sviluppate) il servizio è sospeso e può riprende al termine del contratto di lavoro con un assegno decurtato dell’eventuale importo già riscosso.

La platea dei potenziali destinatari dell’assegno di ricollocazione è stata recentemente ampliata, ai beneficiari del Reddito di Inclusione e i lavoratori coinvolti nell’accordo di ricollocazione nelle ipotesi di cassa integrazione guadagno per riorganizzazione aziendale e crisi (le modalità per la richiesta dell’assegno di ricollocazione da parte di queste due categorie non sono ancora operative e saranno definite in una fase successiva).

Il requisito essenziale al fine di poter percepire l’assegno di ricollocazione è la perdita del posto di lavoro subordinato.

Allo scadere del quarto mese di disoccupazione il percettore NASpI matura il diritto a richiedere l’assegno di ricollocazione.

Il primo passo consiste nella iscrizione al portale unico delle persone in cerca di occupazione ANPAL — adr.anpal.gov.it (Sicilia: https://codr-2017.ciapiweb.org). Oppure potrà rivolgersi presso uno dei patronati convenzionati con ANPAL. Questo passaggio è lo snodo cruciale della misura: se una persona non ha un lavoro e non ritiene di iscriversi al portale per la profilazione, e quindi non ritiene di entrare in un percorso guidato, tale persona non potrà vantare alcun diritto di utilizzo della misura.

Il potenziale destinatario può decidere di richiedere l’assegno e potrà scegliere la sede operativa del soggetto erogatore presso il quale vorrà ricevere il “servizio di assistenza alla ricollocazione”.

Il soggetto erogatore potrà essere sia il Centro per l’Impiego (CpI) sia un ente accreditato ai servizi per il lavoro a livello nazionale o regionale. Quest’ultimo potrà essere individuato dal percettore consultando l’albo nazionale dei soggetti accreditati ai servizi per il lavoro disponibile nel sito Anpal.

Il CPI, che ha la competenza esclusiva per il rilascio dell’assegno, entro sette giorni dovrà rilasciare o meno l’assegno, dopo avere effettuato le necessarie verifiche. In caso affermativo, il cittadino ha l’onere di recarsi dal soggetto erogatore prescelto, nella data dell’appuntamento. In questo caso, sarà sospeso il Patto di servizio Personalizzato eventualmente sottoscritto dal destinatario con il CPI competente.

Al momento dell’iscrizione si riceve una classe di profilazione che permetterà in seguito a capire il grado di occupabilità della persona (profilo di occupabilità) e quindi anche l’importo dell’assegno di ricollocazione (tanto più alto è il grado di occupabilità della persona tanto più basso sarà l’importo dell’assegno di ricollocazione, e viceversa).

Dal momento dell’iscrizione, il disoccupato, nei successivi 60 giorni dovrà essere convocato dal centro pubblico per l’impiego, che, a sua volta, farà una attività anche questa fondamentale, ossia, chiamerà la persona presso i propri uffici e proporrà la stipula di un patto di servizio, un accordo cioè nel quali sono fissate alcune attività e alcune condizioni minime:

  • la prima sarà quella di individuare un responsabile di questa attività, cioè un referente fisico per il disoccupato con cui interagire durante tutto il periodo di validità del patto.
  • Poi sarà definito in concreto il profilo personale di occupabilità, cioè quanto la persona è occupabile in relazione al proprio curriculum, alle proprie esperienze ed alle proprie caratteristiche professionali.
  • Quindi saranno definiti gli atti di ricerca attiva del lavoro che devono essere compiuti, cosa va fatto per trovare un nuovo lavoro: contatti con il referente, modalità con cui si svolgerà la ricerca e disponibilità del richiedente a partecipare alle misure proposte dall’operatore per aumentare la sua occupabilità, ad esempio la disponibilità a partecipare ad iniziative formative.

Una volta firmato il patto di servizio, quindi, la persona in cerca di occupazione deve attivarsi per eseguire le misure che sono state concordate: se queste misure non producono i risultati sperati e quindi continua lo stato di disoccupazione, allora, 4 mesi dopo che è iniziata la percezione della Naspi (il trattamento di sostegno al reddito spettante in caso di disoccupazione involontaria), entra in gioco l’assegno di collocazione: questo è il momento in cui, pur avendo rispettato tutte le condizioni preliminari, in concreto diventa attuale il diritto alla percezione dell’assegno.

L’assegno di ricollocazione in sostanza è una somma di denaro che, come detto in precedenza, cambia in proporzione al profilo di occupabilità della persona e quindi, quanto più è difficile il reinserimento occupazionale tanto più è alta la somma dell’assegno: tale somma di denaro potrà essere spesa dalla persona disoccupata presso l’operatore da lui prescelto. L’ assegno non è infatti denaro che va al percettore ma è un buono, un incentivo economico da spendere presso i centri per l’impiego o i soggetti accreditati per trovare un nuovo posto di lavoro.

L’assegno sarà riconosciuto al soggetto erogatore scelto, prevalentemente a risultato occupazionale conseguito (quindi, nota bene: non si tratta di un nuovo importo economico spettante al lavoratore, che come detto già percepisce la Naspi da alcuni mesi, ma di un incentivo economico spettante ai servizi accreditati [Centro per impiego o, soprattutto, soggetti privati accreditati], che viene riconosciuto nel caso in cui essi riescano a ricollocare, attraverso il sistema dell’assegno di ricollocazione, che ora vedremo, il lavoratore disoccupato percettore della Naspi da almeno 4 mesi).

L’importo dell’assegno di ricollocazione viene calcolato sulla base della tipologia di contratto (a tempo indeterminato, compreso l’apprendistato e tempo determinato maggiore o uguale a 6 mesi) e della distanza della persona dal mercato del lavoro, ossia in base al Profilo di occupabilità.

Pertanto — in caso di successo occupazionale — l’ammontare riconosciuto al soggetto erogatore sarà:

  • Contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato) da 1000 a 5000 €;
  • Contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi da 500 a 2.500 €;
  • Contratto a termine compreso superiore o uguale a 3 mesi e fino a 6 mesi (3 mesi per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) da 250 a 1250 €.

La scelta dell’operatore non è completamente libera:

  • innanzitutto c’è un criterio temporale: va effettuata entro 2 mesi dalla percezione dell’assegno, a pena di decadenza sia dell’assegno sia dell’ammortizzatore sociale in godimento.
  • inoltre, anche la scelta dell’operatore dell’operatore (pubblico o privato) da cui fruire il servizio è vincolata: infatti la legge ammette come possibili erogatori del servizio di reinserimento lavorativo le strutture pubbliche e gli operatori privati che siano stati preventivamente accreditati, o dalla regione o dall’Anpal.

Una volta che il lavoratore ha scelto l’operatore accreditato, entro i 6 mesi successivi alla scelta si farà erogare il servizio. A tal riguardo la legge definisce alcuni contenuti minimi del servizio:

  • il primo contenuto minimo è quello che l’operatore affianchi alla persona un tutor; è una figura che in qualche modo somiglia al referente che si incontra nel momento in cui si va al centro per l’impiego, ma qui il compito è diverso, ed è quello di curare l’erogazione in concreto del servizio.
  • Poi va fatto un programma di ricerca intensiva della nuova occupazione, specificando anche quale è l’area nella quale si attuerà questo programma.
  • Accanto al programma di ricerca intensiva verrà stipulato anche un programma di riqualificazione professionale che sia mirato ad aumentare l’occupabilità della persona.
  • Il disoccupato deve impegnarsi sia a svolgere le attività proposte dal tutor, sia, soprattutto, ad accettare eventuali proposte di lavoro che possano definirsi congrue secondo la normativa vigente. Se congrua l’attività non potrà essere rifiutata, pena la perdita della misura e dell’ammortizzatore sociale.
  • L’operatore, inoltre, avrà un compito di controllo: dovrà infatti comunicare al centro per l’impiego e all’Anpal l’eventuale rifiuto ingiustificato della persona a svolgere una delle attività individuate dal tutor o ad accettare una proposta di lavoro congrua.

​Il servizio si conclude dopo 180 giorni, salvo che non si proroghi la durata di altri 180 giorni in caso di assunzione con un contratto di lavoro di almeno 6 mesi.

In caso di contratto di lavoro inferiore a 6 mesi (secondo quanto previsto dall’Assegno di ricollocazione per le regioni meno sviluppate) il servizio è sospeso.

Al termine della sospensione, riprenderà con un assegno decurtato dell’eventuale importo già riscosso.

Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183)

Legge 10 dicembre 2014, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonche’ in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attivita’ ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro)

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