Assegno di natalità (Bonus Bebè) [2021]

Il Bonus bebè, chiamato anche assegno di natalità, è l’assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, in affido preadottivo o adottato tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021 ai sensi dell’articolo 23-quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, come da Messaggio INPS n.918 del 03/03/2021.

L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

Inizialmente era possibile fare domande per questa misura fino a fine 2017, ma successivamente il bonus è stato prorogato per tutto il 2018 (v. Circ. Inps 50/2018) ma per un periodo temporale ridotto: il bonus in questione spetta ormai solo per il primo anno di vita del bimbo o per il primo anno dopo l’adozione. Tale misura, poi, è stata ulteriormente prorogata con l’art. 23-quater del DL 119/2018 convertito con L. N. 136/2018 (v. circolare Inps 85/2019) mantenendo per i nuovi nati o adottati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, la stessa durata annuale già prevista per i nati o adottati del 2018.

La legge di bilancio 2021 ha infine prorogato l’assegno di natalità per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre dello stesso anno fino al compimento del primo anno di età o del primo anno di ingresso in famiglia a seguito dell’adozione del bambino.

Figli successivi

La novità del bonus bebè 2019 è che dopo il primo figlio, la prestazione si alza. In particolare, per i figli successivi al primo, nati o adottati tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2019, l’importo dell’assegno è aumentato del 20%, e quindi diventa rispettivamente di 96 e 192 € (a seconda se si sia in possesso di un Isee inferiore a 7.000 € o invece inferiore a 25.000 €).

La maggiorazione si applica anche in caso di parti plurimi. Ad esempio, se nascono 2 figli (e non ce ne sono già altri in famiglia) per uno viene erogato l’importo base, mentre per l’altro quello maggiorato del 20%.

Se i gemelli sono 3, gli importi maggiorati sono 2.

Se invece i gemelli sono 2 ma ci sono già altri figli, entrambi gli importi sono maggiorati.

In questi casi occorre ricordarsi che va presentata una domanda per ogni nuovo arrivato.

Tuttavia la maggiorazione non viene riconosciuta per gli affidamenti, perché, precisa l’Inps, la norma parla di figlio nato o adottato.

Maggiorazione del 20% in caso di figlio, nato o adottato nel 2020, successivo al primo

Analogamente a quanto previsto dal decreto-legge n. 119/2018 per gli eventi avvenuti nel 2019, la legge di Bilancio 2020 prevede il riconoscimento di una maggiorazione del 20% dell’importo dell’assegno in caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020.

Importo

Fino al 2019 le famiglie che potevano effettuare la richiesta dovevano avere il requisito del modello Isee non superiore a 25.000 euro; tale requisito è stato abrogato per nel 2020, e da tale momento non è previsto un limite di reddito, ma importi dell’assegno di natalità modulati in base all’Isee familiare.

E quindi la legge di Bilancio 2020 (art. 1, co. 340, L. n. 160/2019) ha previsto nuovi e diversi importi annui della prestazione in base alle seguenti fasce di ISEE:

  • in presenza di ISEE non superiore a 7.000 € annui l’assegno di natalità è pari a 1.920 € annui o 2.304 € annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, a 160 € al mese (primo figlio) o 192 € al mese (figlio successivo al primo);
  • se l’ISEE è superiore a 7.000 € annui, ma non superiore a 40.000 €, l’assegno di natalità è pari a 1.440 € annui o 1.728 € annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 120 € al mese (primo figlio) o 144 € al mese (figlio successivo al primo);
  • qualora l’ISEE sia superiore a 40.000 € l’assegno di natalità è pari a 960 € annui o 1.152 € annui in caso di figlio successivo al primo; ossia, rispettivamente, 80 € al mese (primo figlio) o 96 € al mese (figlio successivo al primo).

In ogni caso, la durata massima di erogazione dell’assegno è stabilita in 12 mensilità.

Pagamenti

Il pagamento del Bonus Bebè, si riferisce al mese precedente: ad esempio a Giugno pagano il Bonus del mese di Maggio e così via…

Generalmente, il Bonus Bebe’ viene pagato ogni 30 giorni, ma la data può essere variabile. Può variare da persona a persona e da situazione a situazione.

E’ sempre importante ricordare che, ad inizio anno si deve rinnovare il modello ISEE , per non rischiare di vedersi sospeso il beneficio.

Inoltre sempre ad inizio anno, l’Inps può tardare o saltare il pagamento di alcune mensilità, per poi pagare il tutto (arretrati compresi) con i pagamenti successivi. Se la data di pagamento tarda a comparire, significa che l’INPS sta elaborando ancora la disposizione dei pagamenti e quindi non c’è da preoccuparsi.

Requisiti non economici

Per quanto riguarda invece i requisiti non economici, possono accedere al beneficio i genitori — anche affidatari — che siano conviventi col figlio e in possesso di:

  • cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni — Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero);
  • residenza in Italia.

Decorrenza

Il pagamento dell’assegno è effettuato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se la domanda è stata presentata nei termini di legge (entro i 90 giorni), il primo pagamento comprende anche l’importo delle mensilità maturate fino a quel momento.

Se la domanda è presentata oltre i termini di 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda (art. 4 del D.P.C.M. del 27/02/2015);

La domanda

La domanda di assegno va presentata, di regola, una sola volta per ciascun figlio nato o adottato o in affido preadottivo nel 2021.

In caso di parto gemellare o di ingresso in famiglia gemellare, occorre presentare una apposita domanda per ciascun minore.

Chi può presentare la domanda? Può presentare la domanda la madre, il padre del nascituro o il tutore.

Nelle ipotesi di genitore minorenne o incapace di agire, la domanda può essere presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore.

Termini

La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.

L’assegno spetta a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio .

In ogni caso, se la domanda è presentata oltre i 90 giorni, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

Durata dell’assegno

Il bonus viene erogato fino al compimento del primo anno di età o di ingresso in famiglia a seguito di adozione.

Decadenza, revoca, interruzione e presentazione di nuova domanda

L’erogazione dell’assegno è interrotta per decadenza in caso di perdita di uno dei requisiti di legge (ad esempio, in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza o di provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo ai sensi dell’articolo 25, comma 7, della legge n. 184/1983).

Il nucleo familiare beneficiario decade dall’assegno anche quando si verifichi una delle seguenti situazioni (art. 5 del D.P.C.M. del 27/02/2015):

  • decesso del figlio;
  • revoca dell’adozione;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • affidamento del minore a persona diversa dal richiedente.

L’assegno è invece revocato in presenza di motivazioni che ab origine avrebbero comportato la mancata possibilità di usufruire della prestazione. In tal caso l’INPS procederà al recupero dell’indebito.

L’erogazione dell’assegno termina al verificarsi di una delle seguenti situazioni:

  • compimento di un anno di età; compimento di un anno dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento; fine dell’affidamento temporaneo;
  • raggiungimento della maggiore età del figlio adottato.

L’INPS interromperà l’erogazione dell’assegno a decorrere dal mese successivo a quello in cui si è verificata la perdita di un requisito.

In linea di principio, nei casi di decadenza, l’utente, ove torni in possesso dei requisiti, deve presentare una nuova domanda e la decorrenza della prestazione, ove spettante, segue le regole contenute nella circolare n. 85/2019, paragrafo 12.

Il richiedente deve comunicare all’INPS la perdita di uno dei requisiti entro 30 giorni.

Se il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge o se si verifica una causa di decadenza, la domanda di assegno può essere presentata per lo stesso figlio dall’altro genitore o, in caso di affidamento temporaneo, dall’affidatario.

Documenti necessari

  • Carta di identità e codice fiscale del richiedente;
  • Codice fiscale del neonato/a;
  • Isee in corso di validità (contenente i dati del neonato/a):
  • Per gli extracomunitari occorre la carta di Soggiorno o Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • Iban;
  • Numero di cellulare e indirizzo email personale del richiedente.

La DSU

Per poter richiedere l’assegno occorre presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). E’ necessario che nel nucleo familiare indicato nella DSU sia presente il figlio nato, adottato, o in affido preadottivo per il quale si richiede l’assegno.

Il termine di validità di ogni DSU scade il 31 Dicembre. Decorso tale termine, non si può utilizzare la DSU scaduta ma occorre presentarne un’altra. Quindi, in caso di mancata presentazione di una nuova DSU, il beneficio viene sospeso finchè non si presenta una nuova DSU. Mentre il richiedente è tenuto a presentare ogni anno la DSU, per le domande in essere non va presentata una nuova domanda.

Genitore minorenne

Se il genitore che ha i requisiti per avere l’assegno è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda è presentata, in nome e per conto del genitore minorenne/incapace, dal suo legale rappresentante.

In questo caso il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore minorenne/incapace. Quindi in tale ipotesi, occorre verificare che il codice fiscale indicato nell’SR163 corrisponda al codice fiscale del genitore incapace indicato in domanda, consultando l’apposito pannello.

Bonus Bebè e IRPEF

L’assegno di natalità non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF.

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