Assegno di Maternità dei Comuni [2021]

Che cos’è

L’Assegno di Maternità di Base, anche detto “Assegno di Maternità dei Comuni”, è una prestazione assistenziale concessa dai Comuni e pagata dall’INPS ex art. 74 dlgs 26 marzo 2001, n. 51.

Chi può richiederlo

L’assegno può essere richiesto dalla madre del bimbo, in possesso dei seguenti requisiti all’atto della presentazione della domanda:

  • residenza nel territorio dello Stato al momento della nascita del bambino o al momento dell’ingresso in affidamento o in adozione nella propria famiglia anagrafica;
  • residenza nel Comune al momento della presentazione della domanda;
  • trovarsi in una delle seguenti condizioni:
    - cittadina italiana o di uno dei paesi dell’Unione Europea;
    - cittadina non comunitaria in possesso dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
    - cittadina non comunitaria in possesso di regolare permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • non aver superato il valore ISEE di riferimento per l’anno in corso;
  • il figlio, se non è nato in Italia o non è cittadino di uno stato dell’ Unione Europea, deve essere in possesso del permesso di soggiorno, ossia deve essere iscritto sul permesso di soggiorno di uno dei genitori;
  • la richiedente non deve avere alcuna copertura previdenziale oppure deve averla entro un determinato importo fissato annualmente. Inoltre non deve essere già beneficiaria di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
  • in caso di decesso della madre del neonato (o della donna che ha ricevuto il minore in adozione o in affidamento preadottivo), dal padre che abbia riconosciuto il figlio (o dal coniuge della donna adottiva o affidatoria) a condizione che il minore si trovi presso la famiglia anagrafica del richiedente e sia soggetto alla sua potestà (o comunque non affidato a terzi);
  • in caso di affidamento esclusivo al padre o di abbandono del neonato da parte della madre, dal padre sempreché il figlio si trovi presso la sua famiglia anagrafica e sia soggetto alla sua potestà (o comunque non affidato a terzi) e la madre risulti residente o soggiornante in Italia al momento del parto (in tale ipotesi l’assegno spetta al padre in via esclusiva);
  • in caso di separazione legale tra i coniugi, dall’adottante o dall’affidatario preadottivo a condizione che il minore rientri nella famiglia anagrafica del richiedente e che l’assegno non sia stato già concesso alla madre adottiva o affidataria;
  • nei casi di adozione speciale di cui all’art.44, comma 3, legge 184/1983, dall’adottante non coniugato a condizione che il minore si trovi presso la famiglia anagrafica dell’adottante e sia soggetto alla sua potestà e comunque non in affidamento presso terzi;
  • in caso di minore non riconosciuto o non riconoscibile dai genitori, dalla persona affidataria (in forza di un provvedimento del giudice) a condizione che il minore rientri nella sua famiglia anagrafica.

Importo dell’assegno

L’ importo per il 2021 è pari a € 348,12 per 5 mesi, pari ad importo complessivo massimo di € 1.740,60 (come comunicato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri con comunicato in GU del 6 aprile 2019).

Limite Isee

Il valore massimo dell’ISEE previsto per il 2021 e’ pari a € 17.416,66.

Come e quando presentare la domanda

La domanda va presentata perentoriamente entro 6 mesi dalla data del parto, dell’adozione o dell’affidamento pre-adottivo, presso il Comune di residenza (al quale compete la verifica della sussistenza dei requisiti di legge per la concessione delle prestazione ex artt. 17 e seguenti del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2000) o presso le sedi dei Centri di Assistenza Fiscale accreditati con il Comune di residenza.

Documentazione da allegare

  • fotocopia della certificazione ISEE completa di Dichiarazione Sostitutiva Unica (ISEE ordinario valido per prestazioni agevolate rivolte a minorenni);
  • fotocopia del permesso di soggiorno della richiedente;
  • fotocopia del permesso di soggiorno del bambino; in mancanza di esso alla data di presentazione della domanda, la richiedente dovrà presentarla all’Ufficio non appena ne entrerà in possesso;
  • fotocopia della carta di identità o valido documento di identità e del codice fiscale della richiedente;
  • fotocopia delle coordinate bancarie intestate alla richiedente (codice IBAN).

Cumulabilità dell’assegno

L’assegno non è cumulabile con altri trattamenti previdenziali, tranne se si ha diritto a percepire dal comune la quota differenziale.

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX