Assegno di Maternità dei Comuni [2021]

Che cos’è

E’ un contributo concesso dal comune di residenza ma erogato dall’INPS e destinato, per ogni figlio nato, alle donne che non beneficiano di alcun trattamento economico per la maternità o che ne beneficiano per un importo inferiore rispetto all’assegno.

Viene anche concesso per ogni minore in adozione o affidamento preadottivo purché non abbia superato i 6 anni di età al momento dell’adozione o dell’affidamento.

Aggiornamento: l’INPS ha rilasciato la Circ. n. 36 del 24 febbraio 2021, con la quale comunica e conferma la rivalutazione, per l’anno 2021, della misura degli assegni familiari e di maternità dei comuni e dei requisiti economici necessari per ottenerli.

Chi può richiederlo

  • la madre deve avere il bambino nella propria scheda anagrafica, convivere effettivamente con lui;
  • residenza nel territorio dello Stato al momento della nascita del bambino o al momento dell’ingresso in affidamento o in adozione nella propria famiglia anagrafica;
  • residenza nel Comune al momento della presentazione della domanda;
  • trovarsi in una delle seguenti condizioni:
    - cittadina italiana o di uno dei paesi dell’Unione Europea;
    - cittadina non comunitaria in possesso dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
    - cittadina non comunitaria in possesso di regolare permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • non aver superato il valore ISEE di riferimento per l’anno in corso;
  • il figlio, se non è nato in Italia o non è cittadino di uno stato dell’ Unione Europea, deve essere in possesso del permesso di soggiorno, ossia deve essere iscritto sul permesso di soggiorno di uno dei genitori;
  • la richiedente non deve avere alcuna copertura previdenziale oppure deve averla entro un determinato importo fissato annualmente. Inoltre non deve essere già beneficiaria di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488.

Nei seguenti casi particolari l’assegno può essere richiesto da persone diverse dalla madre ossia:

  • in caso di madre minore di età (come in tutte le altre ipotesi di incapacità di agire), dal padre maggiorenne. Qualora anche il padre del bambino sia minore di età, o comunque non risultino verificate le altre condizioni, la richiesta può essere presentata, in nome e per conto della madre, dal genitore della stessa esercente la potestà ovvero, in mancanza, da altro legale rappresentante;
  • in caso di decesso della madre del neonato (o della donna che ha ricevuto il minore in adozione o in affidamento preadottivo), dal padre che abbia riconosciuto il figlio (o dal coniuge della donna adottiva o affidatoria) a condizione che il minore si trovi presso la famiglia anagrafica del richiedente e sia soggetto alla sua potestà (o comunque non affidato a terzi);
  • in caso di affidamento esclusivo al padre o di abbandono del neonato da parte della madre, dal padre sempreché il figlio si trovi presso la sua famiglia anagrafica e sia soggetto alla sua potestà (o comunque non affidato a terzi) e la madre risulti residente o soggiornante in Italia al momento del parto (in tale ipotesi l’assegno spetta al padre in via esclusiva);
  • in caso di separazione legale tra i coniugi, dall’adottante o dall’affidatario preadottivo a condizione che il minore rientri nella famiglia anagrafica del richiedente e che l’assegno non sia stato già concesso alla madre adottiva o affidataria;
  • nei casi di adozione speciale di cui all’art.44, comma 3, legge 184/1983, dall’adottante non coniugato a condizione che il minore si trovi presso la famiglia anagrafica dell’adottante e sia soggetto alla sua potestà e comunque non in affidamento presso terzi;
  • in caso di minore non riconosciuto o non riconoscibile dai genitori, dalla persona affidataria (in forza di un provvedimento del giudice) a condizione che il minore rientri nella sua famiglia anagrafica.

Importo dell’assegno

Limite Isee

Come e quando presentare la domanda

Documentazione da allegare

  • fotocopia del permesso di soggiorno della richiedente;
  • fotocopia del permesso di soggiorno del bambino; in mancanza di esso alla data di presentazione della domanda, la richiedente dovrà presentarla all’Ufficio non appena ne entrerà in possesso;
  • fotocopia della carta di identità o valido documento di identità e del codice fiscale della richiedente;
  • fotocopia delle coordinate bancarie intestate alla richiedente (codice IBAN).

La richiedente è tenuta a comunicare tempestivamente al CAF accreditato ogni variazione del proprio indirizzo.

Cumulabilità dell’assegno

Si può richiedere sia l’assegno di maternità dei comuni che il bonus mamme domani, erogato senza limiti di reddito a tutte le donne in dolce attesa al 7° mese.

Allo stesso modo è ammesso il cumulo con il bonus bebè.

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