Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) [ 2020 ]

Di cosa si tratta

Tale prestazione è prevista per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono composti da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge.

A decorrere dal 1° Aprile 2019, la domanda di Assegno per il Nucleo Familiare dei dipendenti privati di aziende non agricole deve essere presentata direttamente all’INPS esclusivamente in modalità telematica.

La domanda di Assegno per il Nucleo Familiare deve essere presentata dal lavoratore all’INPS attraverso il servizio online dedicato o tramite i servizi telematici offerti dagli enti di patronato.

Chi ha diritto agli ANF

Per essere considerati dipendenti è necessario che almeno il 70% del reddito complessivo sia costituito da reddito da lavoro dipendente o assimilati.

In particolare hanno diritto all’ assegno i nuclei familiari di:

Chi non ha diritto agli ANF

  • Piccoli coltivatori diretti per le giornate di lavoro autonomo con le quali integrano quelle di lavoro agricolo dipendente;
  • Coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • Pensionati delle gestioni speciali per lavoratori autonomi (Gestione artigiani, Gestione commercianti, Gestione coltivatori diretti, coloni e mezzadri).

L’ Importo

  • I componenti del nucleo familiare (compreso il richiedente);
  • se all’interno del nucleo ci sono componenti inabili;
  • il reddito complessivo dell’ anno 2019 (per gli assegni richiesti dal 01/07/2020 al 30/06/2021);
  • il reddito complessivo dell’intero nucleo familiare. Per poter usufruire degli assegni familiari, almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deve comunque derivare da lavoro dipendente.

Ovviamente, più sono i componenti del nucleo familiare, maggiore sarà l’importo dell’assegno. In relazione, poi, al reddito, la prestazione ha importo decrescente per scaglioni crescenti di reddito.

L’importo dell’assegno è pubblicato annualmente dall’ INPS in tabelle valide dal 1° luglio di ogni anno, fino al 30 giugno dell’anno seguente (con la circolare INPS 21 maggio 2020, n. 60 l’INPS comunica i nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2020–30 giugno 2021 validi ai fini della corresponsione dell’Assegno per il Nucleo Familiare).

Il Nucleo Familiare

Per famiglia, in questo caso, si considera quella composta da:

– il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;

– il coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, poligami nel loro paese, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia; — N.B.: fa parte quindi del nucleo familiare solo il coniuge non separato del richiedente: questo vuol dire che in caso di semplice convivenza uno dei due genitori può richiedere l’assegno senza tener conto del reddito dell’altro, e dunque può avere diritto ad un importo maggiore. Naturalmente solo uno dei genitori può richiedere l’assegno in relazione ai figli;

– i figli ed equiparati (non coniugati) minori di età (conviventi o meno), o maggiorenni inabili (previa autorizzazione), o studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 ed i 21 anni facenti parte di un nucleo familiare con almeno 4 figli con meno di 26 anni (previa autorizzazione);

– i minori in affidamento;

– i familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;

nipoti minori in linea retta a carico dell’ascendente (nonno, bisnonno);

i fratelli, le sorelle e i nipoti (non coniugati) minorenni oppure maggiorenni inabili (purché orfani di entrambi i genitori senza beneficio della pensione ai superstiti).

L’ assegno spetta anche per i figli naturali di coppie di fatto, legalmente riconosciuti e conviventi, purché almeno uno dei genitori rientri nelle categorie di lavoratori previste dalla legge.

Se due genitori convivono e non sono sposati, il reddito del genitore convivente non si cumula con quello della famiglia, poiché non è considerato parte del nucleo, contrariamente a quanto avviene per la dichiarazione Isee.

Qualora siano presenti situazioni particolari, come coniugi separati o divorziati, o genitori conviventi non coniugati, per inserire determinati familiari nel nucleo, l’Inps dovrà rilasciare un’apposita autorizzazione.

In particolare, l’autorizzazione dell’Inps è necessaria per inserire i seguenti soggetti:

– familiari residenti all’estero;

fratelli, sorelle e nipoti;

– figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;

– figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari numerosi;

nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;

– familiari maggiorenni inabili a proficuo lavoro e minorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (in assenza di certificazione sanitaria).

Assieme alla domanda dovranno essere presentati i documenti attestanti la situazione di fatto del richiedente, che andranno spediti tramite raccomandata o presentati allo sportello, se contenenti dati non autocertificabili.

L’Autorizzazione nei casi particolari

  • figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;
  • figli naturali propri o del coniuge, riconosciuti da entrambi i genitori;
  • i figli del coniuge nati da precedente matrimonio;
  • fratelli, sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione di reversibilità;
  • nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
  • familiari maggiorenni inabili (se non sono in possesso di documenti attestanti l’inabilità al 100%).

Le richieste di autorizzazione devono essere trasmesse telematicamente all’INPS tramite accesso al portale con PIN personale o tramite patronato autorizzato.

Dal 1° aprile 2019, con la domanda di ANF online l’autorizzazione non sarà più recapitata al richiedente tramite posta (ex modello ANF 43).
L’INPS procederà direttamente a inviare al datore di lavoro l’autorizzazione con l’importo da erogare in busta paga.

Se l’autorizzazione dovesse essere respinta, l’INPS invierà direttamente al lavoratore una comunicazione. In questo caso il lavoratore potrà presentare ricorso al Comitato provinciale dell’INPS.

Si ricorda che, la domanda online per gli assegni familiari deve essere presentata:

  • entro il 30 giugno di ogni anno o comunque prima dell’elaborazione della busta paga di giugno;
  • al momento dell’assunzione o entro la prima busta paga in caso di nuove assunzioni.

Se il lavoratore non dovesse presentare in tempo il modulo richiesta ANF potrà farlo in qualsiasi momento anche retroattivamente. Infatti è possibile chiedere gli arretrati degli assegni per il nucleo familiare fino ai 5 anni precedenti.

Il Reddito Familiare

I redditi del nucleo familiare da inserire quindi nella domanda dal 01/07/2020 al 30/06/2021 è sostanzialmente quello indicato nella CU2020.

Redditi da dichiarare nella domanda assegni familiari

  • redditi assoggettabili all’IRPEF (al netto dei contributi previdenziali a carico del lavoratore) e i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a 1.032,91 €, quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (borse di studio, regime dei minimi, regime forfettario, pensioni sociali, assegni sociali, pensioni corrisposte agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti, interessi dei conti correnti bancari e postali, interessi di CCT e da BOT, ecc.);
  • redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quello di effettiva corresponsione, con esclusione dei trattamenti di fine rapporto (TFR), e le anticipazioni dei trattamenti stessi nonché gli arretrati percepiti per integrazione salariale ((arretrati di retribuzione o di pensione, indennità di preavviso, somme risultanti dalla capitalizzazione di prestazioni ecc.);
  • redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
  • redditi da lavoro conseguiti presso Enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana (ad esempio la FAO);
  • redditi corrisposti per altra prestazione previdenziale (Naspi ex indennità di disoccupazione, indennità di mobilità, indennità di maternità, ecc.);
  • redditi da pensione anche concessa da organismi esteri o enti internazionali.

Gli arretrati percepiti dal richiedente a titolo di retribuzione o pensione, poiché concorrono a formare il reddito del nucleo nell’anno in cui vengono percepiti, sono considerati nel reddito complessivo e quindi possono causare la perdita totale o parziale del diritto alla prestazione per quell’anno.

Redditi dei fabbricati e assegni familiari. Quando si parla di reddito assoggettato all’Irpef si intende che il reddito complessivo imponibile ai fini Irpef, desumibile dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente all’anno di riferimento della domanda ANF (che ricordiamo va da luglio a giugno dell’anno successivo). La logica conseguenza è che se tra i redditi del lavoratore richiedente gli ANF o tra i redditi dei familiari del richiedente, in questo caso da intendersi tutti contribuenti, vi sono dei redditi da fabbricati dichiarati nel 730 o nel Modello Redditi, questi saranno inclusi nel reddito ai fini ANF. Come vedremo, infatti, il reddito da prendere in considerazione è quello complessivo, che comprende quindi anche i redditi dei fabbricati.

Redditi dei terreni e assegni familiari. Nel calcolo del reddito complessivo assoggettato all’Irpef, così come vengono presi in considerazione i redditi dei fabbricati, vengono inclusi nel calcolo anche i redditi dei terreni. Vedremo in seguito come indicarli nella domanda, unitamente ai redditi dei fabbricati, se presenti.

Assegni familiari in caso di reddito familiare uguale a zero. Il diritto al pagamento dell’ ANF va riconosciuto anche qualora il reddito complessivo del nucleo familiare sia uguale a “ZERO”, sia come redditi di lavoro dipendente che di altra natura (quindi non è determinabile la percentuale del 70%). Al contrario, l’assegno non deve essere corrisposto se esistono solo redditi diversi da quello di lavoro dipendente, anche se di modesta entità.

Redditi esclusi dal calcolo ANF

  • redditi che per loro natura rivestono carattere di rimborso forfettario di spese vive sostenute dal beneficiario, o risarcitorio;
  • indennità di trasferta per la parte esclusa da Irpef;
  • erogazioni liberali non superiori a 258,23 €;
  • i trattamenti di famiglia comunque denominati;
  • i trattamenti di fine rapporto (TFR) e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • le rendite vitalizie erogate dall’Inail;
  • l’indennità di accompagnamento a favore dei pensionati non deambulanti o bisognosi di assistenza continuata, liquidata a carico del fondo lavoratori dipendenti e delle gestioni autonome;
  • l’indennità di accompagnamento concessa agli invalidi civili totalmente inabili, ai ciechi civili assoluti e ai minori invalidi non deambulanti;
  • l’indennità di comunicazione concessa ai sordi prelinguali;
  • l’indennità per ciechi parziali;
  • l’indennità di frequenza prevista per i minori mutilati e invalidi civili;
  • le pensioni privilegiate dello Stato concesse per mutilazioni o grave invalidità, che danno titolo all’assegno di super invalidità;
  • le pensioni tabellari riconosciute ai militari di leva vittime di infortunio;
  • gli indennizzi erogati dallo Stato a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazione obbligatoria, trasfusione e somministrazione di emoderivati;
  • le pensioni di guerra;
  • le somme corrisposte a titolo di arretrati per prestazioni di integrazione salariale riferite ad anni precedenti a quello dell’erogazione.

Incidenza in percentuale del reddito da lavoro dipendente

Alcuni casi particolari

— Pagamento al coniuge dell’avente diritto

L’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire con riferimento all’avente diritto.

La richiesta di pagamento da parte del coniuge deve essere presentata utilizzando il modello ANF 559.

— Pagamento in caso di coniugi separati o divorziati

Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione), e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ ex coniuge, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’assegno per il nucleo familiare.

— Pagamento al genitore convivente con figlio nato fuori dal matrimonio

— Il caso del matrimonio o separazione durante l’anno

— Il caso di decesso durante l’anno

Quando fare la Domanda

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni.

La Richiesta di Assegni per il Nucleo Familiare

Ne consegue che le domande per la prestazione familiare sinora presentate dai lavoratori interessati ai propri datori di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (SR16), a decorrere dalla predetta data, devono essere presentate esclusivamente all’INPS.

Le domande presentate in via telematica all’INPS, a decorrere dal 1° aprile 2019, saranno istruite dall’Istituto per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare richiesta. Nell’ambito di tale istruttoria saranno individuati gli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti in riferimento alla tipologia del nucleo familiare e del reddito conseguito negli anni precedenti.

Al cittadino richiedente saranno inviati esclusivamente gli eventuali provvedimenti di reiezione.

L’utente potrà prendere visione dell’esito della domanda presentata accedendo con le proprie credenziali alla specifica sezione “Consultazione domanda”, disponibile nell’area riservata.

In caso di variazione nella composizione del nucleo familiare, o nel caso in cui si modifichino le condizioni che danno titolo all’aumento dei livelli di reddito familiare, il lavoratore interessato deve presentare, esclusivamente in modalità telematica, una domanda di variazione per il periodo di interesse, avvalendosi della procedura “ANF DIP”.

Autorizzazione agli assegni per il nucleo familiare

  • i figli di separati,
  • i figli di divorziati,
  • i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori,
  • i fratelli,
  • le sorelle,
  • i nipoti,
  • i familiari inabili per i quali non sia già documentata l’invalidità al 100%,
  • i familiari residenti all’estero.

In questi casi, il lavoratore, o il soggetto interessato, che presenta la domanda di “ANF DIP” deve comunque presentare la domanda di autorizzazione tramite l’attuale procedura telematica “Autorizzazione ANF”, corredata della documentazione necessaria per definire il diritto alla prestazione stessa.

Decadenza

Prescrizione ed Arretrati

Il diritto agli assegni familiari si prescrive nel termine di cinque anni. Tale termine decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è compreso il periodo di lavoro cui l’assegno si riferisce. La prescrizione è interrotta nel caso di richiesta scritta all’Istituto nazionale della previdenza sociale o all’ispettorato del lavoro. La prescrizione è interrotta altresì dalla intimazione dell’ispettorato del lavoro”.

Se gli arretrati sono relativi a periodi lavorati in aziende- ditte cessate o fallite, gli ex dipendenti di queste ditte, possono fare richiesta per l’ANF, sempre nel termine prescrizionale di cinque anni, direttamente all’INPS utilizzando:

  • il servizio on-line cercando la sezione “ANF Ditte cessate e Fallite”;
  • contattando il “contact center” dell’INPS al numero verde 803 164;
  • l’ausilio di Patronati.

Il pagamento lo effettuerà l’INPS.

Indicazioni principali per la compilazione del modello ANF nella parte riferita ai redditi del nucleo familiare

REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI

Vanno desunti dalle certificazioni fiscali:

  • Mod CUPunti 1, 2, 3, 4, 5, 481, 496, 497 (redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta), 572, 578 (somme per premi di risultato)
  • Mod 730prospetto di liquidazione Mod. 730–3— Punto 4.

REDDITI SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA

  • Mod CUPunti 511, 512 (compensi arretrati). Sono esclusi i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni su tali trattamenti. (NB: è possibile che tali campi non siano presenti sul Modello CU se non valorizzati).

ALTRI REDDITI

Vanno desunti dalle certificazioni fiscali:

  • Mod 730prospetto di liquidazione Mod. 730–3 punti 1 (redditi dominicali), 2 (redditi agrari), 3 (redditi da fabbricati), 5 (altri redditi), 6 (imponibile della cedolare secca), 7 (redditi abitazione principale e pertinenze, non soggette ad IMU), 147 e 148 (redditi fondiari non imponibili nonché i redditi abitazione principali e pertinenze soggette ad IMU)
  • Modello Redditi— Analoghi punti possono essere ricercati nel modello Redditi PF per coloro che presentano tale dichiarazione dei redditi.

REDDITI ESENTI

Tabelle

Per il 2019 la Circolare Inps n. 60 del 20 maggio 2020 comunica i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF), da applicare alle diverse tipologie di nuclei nel periodo compreso tra il 1° luglio 2020 e il 30 giugno 2021.

L’aggiornamento dei redditi risente dell’incremento dell’inflazione che lo scorso anno ha subito una variazione positiva dello 0,5%.

Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

Le tabelle allegate alla circolare indicano nel dettaglio i nuovi livelli reddituali e i corrispondenti importi mensili della prestazione.

Le tabelle, dalla n. 11 alla n. 21/D, sono suddivise, in base alla composizione del nucleo familiare, in questo modo:

Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;

Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;

Tabella 15: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;

Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;

Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;

Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;

Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;

Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Il pagamento

  • dal datore di lavoro, per conto dell’Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione; il datore di lavoro chiede poi all’INPS il rimborso delle somme pagate.
  • direttamente dall’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici (colf), operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Il pagamento effettuato direttamente dall’INPS è disposto tramite bonifico presso ufficio postale o mediante accredito su conto corrente bancario o postale, indicando nella domanda il codice IBAN.

Documentazione richiesta

  • Eventuale data di matrimonio del richiedente
  • Eventuale sentenza di separazione del richiedente
  • Autocertificazione stato di famiglia del richiedente (oppure mod. AP16)
  • Dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi o CU
  • in caso di redditi per i quali non è stata presentata la dichiarazione fiscale e/o non è previsto il rilascio di modelli fiscali, produrre la diversa documentazione in proprio possesso, ad esempio rendite catastali dei fabbricati (anche prima casa), rendite dominicali e agrarie dei terreni, ecc.;
  • Numero di cellulare e/o indirizzo email del richiedente
  • Eventuale copia del verbale di riconoscimento invalidità civile

Istruzioni per i datori di lavoro

Successivamente alla richiesta degli ANF, la domanda viene presa in carico dall’INPS che mette a disposizione del datore di lavoro gli importi calcolati per il singolo lavoratore.

A questo punto, il datore di lavoro dovrà:

  • accedere al sito INPS, in una apposita sezione del Cassetto previdenziale aziendale denominata “consultazione importi ANF”, e immettendo il codice fiscale del richiedente l’assegno, visionare gli importi dovuti al singolo lavoratore;
  • adattare e calcolare — comunque non oltre i limiti indicati dall’istituto — l’importo effettivamente spettante al richiedente, sulla base del lavoro svolto del contratto di lavoro sottoscritto.

Espletate queste incombenze, il datore di lavoro pagherà l’assegno in busta paga con la retribuzione mensile, recuperandole dall’INPS a conguaglio, attraverso il sistema “Uniemens” come meglio chiarito dal messaggio INPS N. 011903/2009° dallo stesso sito dell’Istituto previdenziale.

Come avviene il pagamento ANF

  • ai lavoratori dipendenti in attività

Il pagamento è invece effettuato direttamente dall’INPS se il richiedente è:

  • un soggetto beneficiario di prestazioni previdenziali (es: pensione);
  • un lavoratore iscritto alla Gestione Separata INPS;
  • un lavoratore domestico;
  • un operaio agricolo dipendente di azienda privata;
  • un lavoratore di ditte cessate o fallite;

A livello pratico quando l’assegno viene anticipato dal datore, questi lo eroga mensilmente contemporaneamente alla retribuzione direttamente in busta paga; quando invece l’ANF è corrisposto direttamente dall’INPS, il pagamento avviene mediante bonifico all’apposito IBAN indicato dal richiedente.

Fiscalmente l’ANF non concorre a formare la base imponibile dell’IRPEF.

E per chi non è lavoratore dipendente?

Come chiarito dalla circolare INPS n. 59/1998 sono esclusi da questa disciplina:

  • i lavoratori autonomi,
  • i piccoli coltivatori diretti relativamente alle giornate di lavoro autonomo con le quali integrano quelle di lavoro agricolo dipendente,
  • i coltivatori diretti, i coloni e mezzadri.
  • Espressamente esclusi inoltre — secondo la circolare in parola, nonché dal comma 12-bis dell’art 2 D.l. n. 69/1988- i pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi.

Per tutti questi soggetti, continua a trovare applicazione la ridetta normativa sugli assegni familiari contenuta nel D.P.R. n.797/55.

Se ti siamo stati d’aiuto, supportaci!

Grazie!

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