Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) [ 2021 ]

Di cosa si tratta

L’assegno per il nucleo familiari (ANF), oggi disciplinato dalla L. n. 153/1988, è una prestazione a sostegno del reddito, a carico dell’INPS, che viene corrisposta al lavoratore dipendente o al pensionato direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione, dal datore di lavoro (nel caso del lavoratore dipendente) o direttamente dall’Inps (nel caso di pensionato).

Tale prestazione è prevista per aiutare le famiglie dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari sono composti da più persone e i cui redditi sono al di sotto delle fasce di reddito massime stabilite dalla legge.

A decorrere dal 1° Aprile 2019, la domanda di Assegno per il Nucleo Familiare dei dipendenti privati di aziende non agricole deve essere presentata direttamente all’INPS esclusivamente in modalità telematica.

La domanda di Assegno per il Nucleo Familiare deve essere presentata dal lavoratore all’INPS attraverso il servizio online dedicato o tramite i servizi telematici offerti dagli enti di patronato.

Chi ha diritto agli ANF

L’assegno viene erogato al dipendente o al percettore di pensione che ne faccia specifica richiesta. Per lo stesso nucleo familiare non può essere concesso più di un assegno.

Per essere considerati dipendenti è necessario che almeno il 70% del reddito complessivo sia costituito da reddito da lavoro dipendente o assimilati.

In particolare hanno diritto all’ assegno i nuclei familiari di:

Chi non ha diritto agli ANF

Sono invece esclusi da questa prestazione Inps i soggetti ai quali la precedente normativa relativa agli assegni familiari è stata estesa con specifiche disposizioni legislative. In sostanza a questi soggetti viene applicata la normativa degli assegni familiari. Sono i seguenti:

L’ Importo

La determinazione dell’importo dell’ assegno varia in relazione a 4 fondamentali fattori:

Ovviamente, più sono i componenti del nucleo familiare, maggiore sarà l’importo dell’assegno. In relazione, poi, al reddito, la prestazione ha importo decrescente per scaglioni crescenti di reddito.

L’importo dell’assegno è pubblicato annualmente dall’ INPS in tabelle valide dal 1° luglio di ogni anno, fino al 30 giugno dell’anno seguente (con il Messaggio n° 2331 del 17–06–2021 l’INPS comunica i nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2021–30 giugno 2022 validi ai fini della corresponsione dell’Assegno per il Nucleo Familiare).

Il Nucleo Familiare

La famiglia da prendere in considerazione per la richiesta dell’assegno non corrisponde alla famiglia anagrafica, ossia quella che risulta dal certificato di residenza del Comune, né al nucleo familiare ai fini della dichiarazione Isee.

Per famiglia, in questo caso, si considera quella composta da:

– il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;

– il coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, poligami nel loro paese, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia; — N.B.: fa parte quindi del nucleo familiare solo il coniuge non separato del richiedente: questo vuol dire che in caso di semplice convivenza uno dei due genitori può richiedere l’assegno senza tener conto del reddito dell’altro, e dunque può avere diritto ad un importo maggiore. Naturalmente solo uno dei genitori può richiedere l’assegno in relazione ai figli;

– i figli ed equiparati (non coniugati) minori di età (conviventi o meno), o maggiorenni inabili (previa autorizzazione), o studenti o apprendisti di età compresa tra i 18 ed i 21 anni facenti parte di un nucleo familiare con almeno 4 figli con meno di 26 anni (previa autorizzazione);

– i minori in affidamento;

– i familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all’estero;

nipoti minori in linea retta a carico dell’ascendente (nonno, bisnonno);

i fratelli, le sorelle e i nipoti (non coniugati) minorenni oppure maggiorenni inabili (purché orfani di entrambi i genitori senza beneficio della pensione ai superstiti).

L’ assegno spetta anche per i figli naturali di coppie di fatto, legalmente riconosciuti e conviventi, purché almeno uno dei genitori rientri nelle categorie di lavoratori previste dalla legge.

Se due genitori convivono e non sono sposati, il reddito del genitore convivente non si cumula con quello della famiglia, poiché non è considerato parte del nucleo, contrariamente a quanto avviene per la dichiarazione Isee.

Qualora siano presenti situazioni particolari, come coniugi separati o divorziati, o genitori conviventi non coniugati, per inserire determinati familiari nel nucleo, l’Inps dovrà rilasciare un’apposita autorizzazione.

In particolare, l’autorizzazione dell’Inps è necessaria per inserire i seguenti soggetti:

– familiari residenti all’estero;

fratelli, sorelle e nipoti;

– figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;

– figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari numerosi;

nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;

– familiari maggiorenni inabili a proficuo lavoro e minorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età (in assenza di certificazione sanitaria).

Assieme alla domanda dovranno essere presentati i documenti attestanti la situazione di fatto del richiedente, che andranno spediti tramite raccomandata o presentati allo sportello, se contenenti dati non autocertificabili.

L’Autorizzazione nei casi particolari

In alcuni casi particolari, il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato anticipatamente autorizzato dall’INPS.
Questi i casi principali in cui bisogna richiedere l’autorizzazione:

Le richieste di autorizzazione devono essere trasmesse telematicamente all’INPS tramite accesso al portale con PIN personale o tramite patronato autorizzato.

Dal 1° aprile 2019, con la domanda di ANF online l’autorizzazione non sarà più recapitata al richiedente tramite posta (ex modello ANF 43).
L’INPS procederà direttamente a inviare al datore di lavoro l’autorizzazione con l’importo da erogare in busta paga.

Se l’autorizzazione dovesse essere respinta, l’INPS invierà direttamente al lavoratore una comunicazione. In questo caso il lavoratore potrà presentare ricorso al Comitato provinciale dell’INPS.

Si ricorda che, la domanda online per gli assegni familiari deve essere presentata:

Se il lavoratore non dovesse presentare in tempo il modulo richiesta ANF potrà farlo in qualsiasi momento anche retroattivamente. Infatti è possibile chiedere gli arretrati degli assegni per il nucleo familiare fino ai 5 anni precedenti.

Il Reddito Familiare

Il reddito del nucleo familiare da considerare ai fini del riconoscimento dell’assegno è il reddito complessivo dei componenti del nucleo familiare, ossia la somma dei redditi conseguiti dai singoli componenti del nucleo familiare assoggettati all’Irpef, conseguiti nell’anno solare precedente il 1° luglio dell’anno della richiesta, ed ha valore per la corresponsione dell’assegno fino al 30 giugno dell’anno successivo (ad esempio: con riferimento al periodo che va dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, il richiedente dovrà dichiarare i redditi del nucleo familiare dell’anno 2020).

I redditi del nucleo familiare da inserire quindi nella domanda dal 01/07/2021 al 30/06/2022 è sostanzialmente quello indicato nella CU2021.

Redditi da dichiarare nella domanda assegni familiari

Sono compresi SEMPRE tra i redditi da dichiarare nel modello da presentare al datore di lavoro annualmente oppure all’Inps, i seguenti redditi:

Gli arretrati percepiti dal richiedente a titolo di retribuzione o pensione, poiché concorrono a formare il reddito del nucleo nell’anno in cui vengono percepiti, sono considerati nel reddito complessivo e quindi possono causare la perdita totale o parziale del diritto alla prestazione per quell’anno.

Redditi dei fabbricati e assegni familiari. Quando si parla di reddito assoggettato all’Irpef si intende che il reddito complessivo imponibile ai fini Irpef, desumibile dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente all’anno di riferimento della domanda ANF (che ricordiamo va da luglio a giugno dell’anno successivo). La logica conseguenza è che se tra i redditi del lavoratore richiedente gli ANF o tra i redditi dei familiari del richiedente, in questo caso da intendersi tutti contribuenti, vi sono dei redditi da fabbricati dichiarati nel 730 o nel Modello Redditi, questi saranno inclusi nel reddito ai fini ANF. Come vedremo, infatti, il reddito da prendere in considerazione è quello complessivo, che comprende quindi anche i redditi dei fabbricati.

Redditi dei terreni e assegni familiari. Nel calcolo del reddito complessivo assoggettato all’Irpef, così come vengono presi in considerazione i redditi dei fabbricati, vengono inclusi nel calcolo anche i redditi dei terreni. Vedremo in seguito come indicarli nella domanda, unitamente ai redditi dei fabbricati, se presenti.

Assegni familiari in caso di reddito familiare uguale a zero. Il diritto al pagamento dell’ ANF va riconosciuto anche qualora il reddito complessivo del nucleo familiare sia uguale a “ZERO”, sia come redditi di lavoro dipendente che di altra natura (quindi non è determinabile la percentuale del 70%). Al contrario, l’assegno non deve essere corrisposto se esistono solo redditi diversi da quello di lavoro dipendente, anche se di modesta entità.

Redditi esclusi dal calcolo ANF

Sono esclusi dalla determinazione del reddito familiare ai fini del diritto all’assegno per il nucleo familiare, i seguenti redditi:

Incidenza in percentuale del reddito da lavoro dipendente

L’assegno per il nucleo familiare non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente e/o assimilati, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente è inferiore al 70% del reddito familiare complessivo.

Alcuni casi particolari

— Pagamento al coniuge dell’avente diritto

Il coniuge dell’avente diritto alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare può chiedere l’erogazione della prestazione purchè non sia a sua volta titolare di un proprio diritto all’assegno per il nucleo familiare determinato da un rapporto di lavoro dipendente oppure da prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.

L’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire con riferimento all’avente diritto.

La richiesta di pagamento da parte del coniuge deve essere presentata utilizzando il modello ANF 559.

— Pagamento in caso di coniugi separati o divorziati

Nel caso di affidamento condiviso entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.

Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione), e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ ex coniuge, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’assegno per il nucleo familiare.

— Pagamento al genitore convivente con figlio nato fuori dal matrimonio

Il genitore convivente con il minore nato fuori del matrimonio, privo di autonomo diritto, può chiedere il pagamento degli ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente. Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

— Il caso del matrimonio o separazione durante l’anno

Nel caso di coniugi, che nell’anno solare precedente non avevano contratto ancora il matrimonio, il reddito da dichiarare è quello conseguito da ciascuno di essi in tale anno. I separati escluderanno l’indicazione dei redditi del coniuge dal quale si siano legalmente ed effettivamente separati.

— Il caso di decesso durante l’anno

In caso di decesso, il reddito da dichiarare è quello conseguito dal superstite e dai suoi familiari, non tenendo conto di quello del deceduto.

Quando fare la Domanda

La domanda va presentata per ogni anno a cui si ha diritto.

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni.

La Richiesta di Assegni per il Nucleo Familiare

A decorrere dal 1° Aprile 2019 le domande di assegno per il nucleo familiare dei lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo devono essere presentate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica, al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurare una maggiore aderenza alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Ne consegue che le domande per la prestazione familiare sinora presentate dai lavoratori interessati ai propri datori di lavoro utilizzando il modello “ANF/DIP” (SR16), a decorrere dalla predetta data, devono essere presentate esclusivamente all’INPS.

Le domande presentate in via telematica all’INPS, a decorrere dal 1° aprile 2019, saranno istruite dall’Istituto per la definizione del diritto e della misura della prestazione familiare richiesta. Nell’ambito di tale istruttoria saranno individuati gli importi giornalieri e mensili teoricamente spettanti in riferimento alla tipologia del nucleo familiare e del reddito conseguito negli anni precedenti.

Al cittadino richiedente saranno inviati esclusivamente gli eventuali provvedimenti di reiezione.

L’utente potrà prendere visione dell’esito della domanda presentata accedendo con le proprie credenziali alla specifica sezione “Consultazione domanda”, disponibile nell’area riservata.

In caso di variazione nella composizione del nucleo familiare, o nel caso in cui si modifichino le condizioni che danno titolo all’aumento dei livelli di reddito familiare, il lavoratore interessato deve presentare, esclusivamente in modalità telematica, una domanda di variazione per il periodo di interesse, avvalendosi della procedura “ANF DIP”.

Autorizzazione agli assegni per il nucleo familiare

Nei casi di inclusione di componenti nel nucleo familiare (es. genitori separati, componenti maggiorenni inabili, etc.) o ai fini dell’aumento dei limiti reddituali (es. componente minorenne inabile) è necessario allegare l’Autorizzazione ANF. In particolare l’autorizzazione dell’Inps è richiesta per il pagamento dell’assegno alle seguenti persone:

In questi casi, il lavoratore, o il soggetto interessato, che presenta la domanda di “ANF DIP” deve comunque presentare la domanda di autorizzazione tramite l’attuale procedura telematica “Autorizzazione ANF”, corredata della documentazione necessaria per definire il diritto alla prestazione stessa.

Decadenza

Il diritto all’ANF cessa alla fine del periodo in cui vengono a mancare le condizioni per il riconoscimento dello stesso: ad esempio, nel caso di separazione legale dal coniuge/parte di unione civile decade per l’ex coniuge/parte di unione civile, mentre, resta valido per i figli affidati; o nel caso di raggiungimento della maggiore età del figlio non inabile a proficuo lavoro.

Prescrizione ed Arretrati

L’INPS con la circolare n.110/92 ricorda che la possibilità di richiedere gli arretrati ANF è legata al termine quinquennale di prescrizione, come espressamente previsto dall’art 23 del D.P.R. n.797 del 1955 infatti:

Il diritto agli assegni familiari si prescrive nel termine di cinque anni. Tale termine decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è compreso il periodo di lavoro cui l’assegno si riferisce. La prescrizione è interrotta nel caso di richiesta scritta all’Istituto nazionale della previdenza sociale o all’ispettorato del lavoro. La prescrizione è interrotta altresì dalla intimazione dell’ispettorato del lavoro”.

Se gli arretrati sono relativi a periodi lavorati in aziende- ditte cessate o fallite, gli ex dipendenti di queste ditte, possono fare richiesta per l’ANF, sempre nel termine prescrizionale di cinque anni, direttamente all’INPS utilizzando:

Il pagamento lo effettuerà l’INPS.

Indicazioni principali per la compilazione del modello ANF nella parte riferita ai redditi del nucleo familiare

Riportiamo adesso le indicazioni principali per la compilazione del modello ANF nella parte riferita ai redditi del nucleo familiare, specificando che oltre a quelli desumibili dai vari modelli fiscali devono essere indicati anche i redditi per i quali non è stata presentata dichiarazione fiscale e/o non è previsto il rilascio di modelli fiscali.

REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI

Vanno indicati tutti i redditi derivanti da lavoro, pensione, da prestazioni temporanee percepiti in Italia o all’estero, compreso arretrati a tassazione separata, assegno mantenimento coniuge etc.

Vanno desunti dalle certificazioni fiscali:

REDDITI SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA

(da intendersi prevalentemente come arretrati da lavoro dipendente e assimilati)

ALTRI REDDITI

Negli altri redditi vanno indicati i redditi da fabbricati, compresa la prima casa (con le rendite catastali che vanno rivalutate al 5%), da terreni (con i redditi dominicali e agrari rivalutati rispettivamente dell’80% e del 70% nonché del 30% — percentuale ridotta al 10% nel caso di terreni agricoli o non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola) e redditi da lavoro autonomo. Attenzione: per immobili ad uso abitativo tenuti a disposizione, la rendita già rivalutata del 5%, va ulteriormente maggiorata di 1/3.

Vanno desunti dalle certificazioni fiscali:

REDDITI ESENTI

Devono essere indicati (es. punti 467, 469 modello CU) i redditi esenti da imposta soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva se SUPERIORI complessivamente a € 1.032,91 (interessi bancari e postali, rendite da titoli, pensioni, assegni e indennità a ciechi, sordomuti e invalidi civili; pensioni sociali, assegni periodici percepiti dal coniuge in caso di separazione o divorzio esclusa la parte di assegni destinata al mantenimento dei figli; ecc.).

Tabelle

Ogni anno l’ Inps pubblica le Tabelle ANF all’ interno delle quali è possibile conoscere l’importo mensile degli assegni per il nucleo familiare.

Per il 2020 il Messaggio n° 2331 del 17–06–2021 comunica i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF), da applicare alle diverse tipologie di nuclei nel periodo compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

L’aggiornamento dei redditi risente dell’incremento dell’inflazione che lo scorso anno ha subito una variazione positiva dello 0,5%.

Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

Le tabelle allegate alla circolare indicano nel dettaglio i nuovi livelli reddituali e i corrispondenti importi mensili della prestazione.

Le tabelle, dalla n. 11 alla n. 21/D, sono suddivise, in base alla composizione del nucleo familiare, in questo modo:

Tabella 11: riguarda i nuclei con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 12: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (non sono presenti componenti inabili)

Tabella 13: riguarda i nuclei con solo minori non inabili;

Tabella 14: riguarda i nuclei con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;

Tabella 15: riguarda i nuclei con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;

Tabella 16: riguarda i nuclei orfanili con almeno un minore e almeno un inabile;

Tabella 19: riguarda i nuclei orfanili con solo maggiorenni inabili;

Tabella 20 A: riguarda i nuclei con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

Tabella 20 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli (e almeno un fratello, sorella o nipote inabile);

Tabella 21 A: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote senza componenti inabili;

Tabella 21 B: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;

Tabella 21 C: riguarda i nuclei senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

Tabella 21 D: riguarda i nuclei monoparentali (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, nei quali solo il richiedente è inabile.

Il pagamento

L’assegno viene pagato:

Il pagamento effettuato direttamente dall’INPS è disposto tramite bonifico presso ufficio postale o mediante accredito su conto corrente bancario o postale, indicando nella domanda il codice IBAN.

Documentazione richiesta

Istruzioni per i datori di lavoro

Con la circolare n. 45 del 2019 l’Inps ha chiarito anche a quali incombenze debbano sottoporsi i datori di lavoro.

Successivamente alla richiesta degli ANF, la domanda viene presa in carico dall’INPS che mette a disposizione del datore di lavoro gli importi calcolati per il singolo lavoratore.

A questo punto, il datore di lavoro dovrà:

Espletate queste incombenze, il datore di lavoro pagherà l’assegno in busta paga con la retribuzione mensile, recuperandole dall’INPS a conguaglio, attraverso il sistema “Uniemens” come meglio chiarito dal messaggio INPS N. 011903/2009° dallo stesso sito dell’Istituto previdenziale.

Come avviene il pagamento ANF

La prestazione è erogata dall’INPS; tuttavia l’assegno viene pagato dal datore di lavoro, e dunque anticipato da quest’ultimo per conto dell’INPS:

Il pagamento è invece effettuato direttamente dall’INPS se il richiedente è:

A livello pratico quando l’assegno viene anticipato dal datore, questi lo eroga mensilmente contemporaneamente alla retribuzione direttamente in busta paga; quando invece l’ANF è corrisposto direttamente dall’INPS, il pagamento avviene mediante bonifico all’apposito IBAN indicato dal richiedente.

Fiscalmente l’ANF non concorre a formare la base imponibile dell’IRPEF.

E per chi non è lavoratore dipendente?

La disciplina degli ANF sin qui esaminata (D.l. n.69/1988 convertito nella Legge n.153/1988) è valida solo per i lavoratori dipendenti.

Come chiarito dalla circolare INPS n. 59/1998 sono esclusi da questa disciplina:

Per tutti questi soggetti, continua a trovare applicazione la ridetta normativa sugli assegni familiari contenuta nel D.P.R. n.797/55.

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