(APE) Anticipo pensionistico

Cos’è

Previsto dall’art. 1. commi 166/178, L. n. 232/2016, si tratta di un prestito finanziario corrisposto a quote mensili per 12 mensilità ad un soggetto in possesso di specifici requisiti fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

Abbiamo 3 modalità di APE:

  • APE volontaria (o ordinaria): si aderisce all’anticipo pensionistico per scelta;
  • APE sociale: si aderisce per necessità;
  • APE imprese (o aziendale): per contenere gli effetti penalizzanti nei casi di una ristrutturazione aziendale, o perchè si è raggiunto un accordo vantaggioso con il proprio datore di lavoro.

Obiettivi dell’APE

  • inoltre l’APE offre un sostegno economico concreto a disoccupati di lungo corso e a lavoratori in condizioni di particolare disagio lavorativo ed economico. — I beneficiari dell’APE sociale sono stati scelti in base a studi su rischi e stress collegati al lavoro. — Altre categorie di lavoratori sono state agevolate dalle nuove misure destinate a chi svolge mansioni usuranti. — Nella fase 2 della riforma delle pensioni, inoltre, si studieranno ulteriori meccanismi strutturali che valutino rischi sul lavoro e speranze di vita.

APE volontaria

L’APE volontaria, in sostanza è un meccanismo di “anticipo finanziario a garanzia pensionistica” che permette di anticipare il raggiungimento della pensione.

Il prestito viene erogato da soggetti finanziatori e imprese assicurative tra quelli che aderiscono agli accordi quadro; per la prima volta il mondo delle banche sarà all’interno di questo tipo di prestazioni.

Sarà comunque l’INPS che erogherà questo anticipo pensionistico ai soggetti interessati, ed esso verrà restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta effettuata dall’Inps all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima:

chi vorrà ricevere l’Ape, quindi, pagherà una rata sulla pensione netta futura che in media peserà tra il 4,5 ed il 4,7% del valore netto dell’assegno per ogni anno di anticipo richiesto.

La restituzione del prestito inizia dal primo pagamento della futura pensione e termina dopo 20 anni dal pensionamento. Una volta completata la restituzione, la pensione sarà corrisposta per intero.

Resta salva la facoltà per il lavoratore di estinguere anticipatamente il prestito.

L’APE volontaria può essere richiesta anche se si continua a lavorare.

L’importo minimo che si può richiedere è di 150 euro al mese.
L’importo massimo è il 90% dell’importo mensile se la durata del prestito è inferiore a 12 mesi.

Il prestito sarà erogato ogni mese per 12 mesi l’anno per un periodo minimo di 6 mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia: tale somma non costituirà reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Il prestito decorre entro 30 giorni lavorativi dal perfezionamento del contratto.

Una volta raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia il lavoratore sarà traghettato automaticamente in pensione e l’INPS tratterrà a partire dal primo rateo l’importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riverserà al finanziatore, cioè alla banca.

Se il pensionato muore prima di aver restituito il prestito il debito si estingue: il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza; in caso di decesso dell’interessato prima dell’intera restituzione del debito, quindi, l’assicurazione versa alla banca il debito residuo. L’eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni.

E’ retroattiva: si può richiedere l’Ape entro sei mesi dall’entrata in vigore, se i requisiti sono stati maturati in una data compresa tra il primo maggio 2017 e l’entrata in vigore.

APE volontaria: a chi spetta

  • Chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età al momento della richiesta.
  • Chi si trovi a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia così come previsto dalla legge Fornero, nel momento di presentazione della domanda di APE.
  • Chi vanti almeno 20 anni di contributi per l’APE volontario o per l’APE impresa (o 30/36 anni di contributi, a seconda dei casi, per l’APE sociale).
  • Chi abbia maturato il diritto ad una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’assegno minimo Inps (circa 700 euro lordi).
  • Chi non sia titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

APE Sociale: chi sono gli svantaggiati

Relativamente all’ APE sociale ne hanno diritto lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età e con al massimo 3 anni e 7 mesi dalla pensione ed appartengono a particolari categorie di lavoratori in difficoltà.

I soggetti ammessi al beneficio ricevono un trattamento economico dall’Inps:

  • pari alla pensione maturata se questa inferiore a 1.500 euro lordi (circa 1.300 euro netti)
  • pari a 1.500 euro lordi se la pensione maturata è maggiore a questa cifra.

Abbiamo visto sopra che sono richiesti non 20 (come nell’APE volontaria) ma 30 o 36 anni di contributi a seconda delle categorie di “svantaggiati”.

Sono richiesti 30 anni di contributi a:

  • Disoccupati che abbiano esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi
  • Disabili con invalidità superiore o uguale al 74%
  • Lavoratori che assistono, in base alla L. 104, il coniuge o un parente di primo grado convivente (da almeno 6 mesi) con handicap grave.

Sono richiesti 36 anni di contributi a:

  • Lavoratori che svolgono da almeno 6 anni (negli ultimi 7: quindi sostanzialmente conta l’ultima professione) in via continuativa una attività definita “gravosa”: rientrano in questo caso tipologie di attività lavorative che non stanno nell’elenco di lavori usuranti definito nel 2011 e sono elencate negli allegati C ed E alla legge di bilancio per il 2017 [legge 232/2016]; in particolare si tratta di 11 categorie:

La cosa importante dell’APE sociale è che essa non costa al lavoratore, ma è a carico dello Stato: colui che la richiede non dovrà restituire in un prestito ventennale la somma che ha avuto prima della pensione.

L’erogazione sociale è tassata come reddito da lavoro dipendente, garantendo un netto maggiore di quello tassato come reddito da pensione equivalente.

Per aumentare l’importo dell’assegno, si può richiedere contestualmente l’APE volontaria, pagando un costo minimo solo sulla differenza.

L’APE sociale non è compatibile con altre forme di sostegno al reddito e pensioni dirette, necessita l’interruzione dell’attività lavorativa, è compatibile con redditi fino a 8.000 euro se dipendenti e fino a 4.800 euro se autonomi.

Ape sociale: i documenti necessari per la domanda

Questi dati dovranno essere inseriti da chi presenta domanda di Ape Social all’interno dell’istanza telematica Inps per il riconoscimento del beneficio.

Alla domanda dovranno essere allegati i seguenti documenti:

  • il contratto di lavoro o una busta paga;
  • la dichiarazione del datore di lavoro.

APE Impresa (o Aziendale)

Si tratta di un assegno previdenziale anticipato che riguarderà tutti i lavoratori in esubero le cui aziende di appartenenza sono interessate da un piano di ristrutturazione aziendale.

L’APE aziendale, in definitiva, è stato pensato come strumento di gestione, da parte delle aziende, del personale in esubero in prossimità della pensione, con costi più bassi rispetto ad altre soluzioni simili già esistenti

Con l’Ape aziendale (come con l’Ape volontaria) si può anticipare la pensione di 3 anni e 7 mesi rispetto ai requisiti normalmente richiesti.

L’ Ape aziendale permette che, nelle situazioni critiche di aziende in cui è necessario ridurre il personale, chi sia vicino all’età della pensione possa anticipare l’uscita dal mondo del lavoro con questa formula.

Requisiti

  • aver versato contributi per almeno 20 anni
  • che la pensione futura (cioè quella attesa al raggiungimento dell’età anagrafica per il pensionamento di vecchiaia) sia pari almeno a 1,4 volte il minimo Inps (circa 700 euro lordi)
  • manchino non più di 3 anni e 7 mesi al conseguimento di una pensione di vecchiaia

Questo strumento consnete ai dipendenti e ai datori di lavoro del settore privato (sono escluse le amministrazioni pubbliche )di stringere un accordo individuale senza alcun intervento sindacale per consentire a questi ultimi di ‘partecipare’ all’Ape, aumentando il montante contributivo del dipendente.

La misura di tale partecipazione sarà liberamente scelta nell’accordo tra le parti e dovrà essere pari come minimo all’equivalente della contribuzione volontaria (circa il 33% della retribuzione imponibile dell’ultimo anno di lavoro) dall’accesso all’Ape fino alla decorrenza della pensione di vecchiaia (a copertura di un periodo da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni e sette mesi).

L’APE Aziendale prevede quindi un accordo sulle condizioni per la pensione anticipata fra datore di lavoro e dipendente per il quale il primo si impegna a sostenere interamente i costi dell’APE al secondo, costi che in definitiva rappresentano un versamento all’INPS (in unica soluzione con sanzioni in caso mancato o ritardato pagamento dell’importo complessivo) in misura della retribuzione percepita dal dipendente prima dell’interruzione del rapporto lavorativo (in alternativa si può decidere di fare ricorso ai fondi bilaterali).

Per esempio, se un dipendente ha un reddito annuo di 30 mila euro e decide di ritirarsi con anno di anticipo, il suo datore dovrà versare il 33% di 30.000 (9.900 euro) [30mila euro x 1 x 0,33]; per due anni di anticipo, 19.800 [30mila euro x 2 x 0,33], per 3 anni 29.700 euro [30mila euro x 2 x 0,33], per 3 anni e 7 mesi circa 36.000 euro [30mila euro x 3,7 x 0,33].

Questi contributi aumenteranno la pensione del dipendente: l’incremento andrà a coprire la perdita causata dall’anticipo.

La legge di stabilità del 2017 prevede degli incentivi fiscali per le aziende coinvolte negli accordi relativi all’APE aziendale.

in base al quale i datori di lavoro possono sostenere il costo dell’Ape volontario dei lavoratori dipendenti.

Come si accede all’APE

La prima fase è costituita dall’inoltro all’Inps della domanda di certificazione al diritto della pensione. L’Inps a sua volta verificherà la posizione del lavoratore e se ha diritto all’APE volontaria.

Una volta ottenuta la certificazione della pensione futura dall’Inps, il richiedente sceglierà l’istituto finanziario o l’impresa assicuratrice tra quelle che hanno aderito all’iniziativa e sottoscriverà la proposta di prestito online. E’ in questo momento che si presenterà la vera e propria domanda di pensione anticipata.

la procedura in particolare si svolge attraverso queste tappe:

  • Il lavoratore con almeno 63 anni di età ed almeno 20 anni di contributi, chiede on line all’ Inps la certificazione del diritto all’ Ape.
  • L’ Inps certifica ed indica l’importo minimo e massimo dell’ Ape richiedibile.
  • Il lavoratore presenta domanda di Ape e di pensione di vecchiaia tramite la procedura on line all’ Inps, indicando la banca e l’assicurazione che erogheranno prestito e polizza vita.
  • Nel caso in cui il prestito non venga negato, Banca ed Assicurazione inviano i documenti all’ Inps ed al lavoratore.
  • Il prestito è concesso. Decorre entro 30 giorni lavorativi dal perfezionamento del contratto di finanziamento. Viene erogato il prestito con cadenza mensile.
  • Raggiunta l’ età della pensione di vecchiaia viene erogata la pensione al netto della rata di rimborso del prestito ventennale.

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