Altri tipi di contributi (figurativi, da riscatto, volontari)

Oltre ai normali contributi lavorativi, ossia quelli che vengono versati nelle casse dell’ ente previdenziale, ai fini della determinazione del requisito contributivo della pensione di vecchiaia nonchè anche ai fini della determinazione del quantum della pensione, in aggiunta a questi contributi versati abbiamo anche altri tipi di contributi, che sono in particolare i contributi figurativi, i contributi da riscatto e i contributi volontari.

I contributi figurativi

I contributi figurativi sono quei contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi in cui lo stesso è costretto a interrompere l’attività lavorativa a causa di svariati motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione).

  • Periodi successivi al licenziamento dovuto alla dichiarazione di stato di crisi da parte di un’azienda, durante i quali il lavoratore percepisce l’indennità di mobilità
  • Periodi durante i quali il lavoratore licenziato ha diritto di percepire l’indennità di disoccupazione, che è pari a 8 mesi, elevati a 12 per i lavoratori con oltre 50 anni d’età
  • Servizio militare, compreso quello sostitutivo civile per obiezione di coscienza
  • Periodi di malattia e infortunio per un periodo massimo di 22 mesi (95 settimane), dell’intera vita assicurativa
  • Interruzione obbligatoria della gravidanza e puerperio, vale a dire due mesi prima e tre mesi dopo il parto, anche nel caso che la donna non sia occupata ed è in cerca di occupazione. In quest’ultimo caso, tuttavia, l’accredito figurativo spetta solo per coloro che possono far valere il requisito di 5 anni d’anzianità contributiva
  • Periodi di interruzione facoltativa della maternità della durata di sei mesi, anche frazionati, entro l’ottavo anno di vita del bambino. Sono comprese anche le assenze dovute a malattia del bambino di età inferiore a tre anni
  • Periodi di assenza dal lavoro per donazione del sangue
  • Periodi di aspettativa per cariche politiche o sindacali
  • Per calamità naturali nella misura stabilità, di volta in volta, dalla legge Maternità nel sistema contributivo.
  • 25 giorni l’anno fino a un massimo di 24 mesi per l’intero arco della vita assicurativa se la lavoratrice si assenta per assistere i figli sopra i sei anni, oppure un genitore o il coniuge inabili
  • In caso di maternità alla donna che lavora, dal 1° gennaio 1996, è riconosciuto rispetto all’età minima di accesso al pensionamento, di 4 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di un anno. In alternativa a questo può scegliere l’applicazione di un coefficiente maggiorato di un anno (per uno o due figli) o di due anni (per tre o più figli) allo scopo di incrementare la pensione.

I contributi di riscatto

I contributi da riscatto, invece, sono dei contributi che consentono al lavoratore, dietro apposita domanda, di regolarizzare periodi (lavorativi e non lavorativi) che non sono stati coperti da contribuzione (ad esempio il riscatto della laurea o del periodo di lavoro all’estero o del servizio di leva). In questi casi, però, a differenza dei contributi figurativi che erano a totale carico dell’ Ente Previdenziale, questi contributi sono invece a totale carico del lavoratore che ne chiede il riscatto. L’istituto del riscatto è sempre oneroso per il lavoratore richiedente.

  • i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni)
  • i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla Laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni
  • i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge
  • i titoli accademici introdotti dal decreto n.509 del 3 novembre 1999 cioè: Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale cui si accede con la laurea
  • Diploma di accademia delle Belle Arti
  • L’attività svolta con contratto di contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996
  • Periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro (lavori discontinui, temporanei, stagionali successivi al 31/12/1996)
  • Periodi di formazione professionale, studio e ricerca
  • Periodi di interruzione tra un lavoro e l’altro
  • Periodi intercorrenti nel lavoro con contratto a part- time verticale o ciclico
  • Periodi assenza dal lavoro per maternità e assenza dal lavoro per malattia del bambino sino a 3 anni di età, quando la donna non sta lavorando
  • Periodo di congedo per l’assistenza e la cura di disabili in misura non inferiore all’80% per i periodi successivi al 31/12/1993
  • Periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • Periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni
  • Periodi di lavoro non coperti da contribuzione (omessi) e per i quali non sussiste più l’obbligo assicurativo (prescritti), se i contributi risultano non versati: a) dal datore di lavoro per attività lavorativa subordinata b) dal titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti c) dal titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti
  • Servizi prestati presso enti privati esercenti un pubblico servizio
  • Servizi prestati presso enti di diritto pubblico ed istituti di credito di diritto pubblico
  • Servizio prestato come assistente straordinario non incaricato o di assistente volontario nelle Università o negli Istituti di istruzione superiore
  • Servizio prestato in qualità di dipendente statale non di ruolo senza iscrizione all’Inps
  • Periodi di tirocinio pratico per sanitari e farmacisti
  • Periodi di fruizione di borsa di studio
  • Periodi di iscrizione ad albi professionali

I contributi volontari

Infine per ciò che riguarda i contributi volontari ci troviamo in quei casi in cui per raggiungere una prestazione pensionistica migliorativa si possono versare contributi volontari che vanno ad aggiungersi agli altri tipi di contributi.

  • almeno 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda
  • un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori subordinato
  • un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori a tempo parziale
  • un anno di contributi nei cinque anni precedenti la domanda per i lavoratori dipendenti su base stagionale, temporanea e discontinua, per i periodi successivi al 31 dicembre 1996 e per cui non stati versati contributi obbligatori o figurativi.

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