Altri tipi di contributi (figurativi, da riscatto, volontari)

Oltre ai normali contributi lavorativi, ossia quelli che vengono versati nelle casse dell’ ente previdenziale, ai fini della determinazione del requisito contributivo della pensione di vecchiaia nonchè anche ai fini della determinazione del quantum della pensione, in aggiunta a questi contributi versati abbiamo anche altri tipi di contributi, che sono in particolare i contributi figurativi, i contributi da riscatto e i contributi volontari.

I contributi figurativi

I contributi figurativi sono quei contributi accreditati, senza onere a carico del lavoratore, per periodi in cui lo stesso è costretto a interrompere l’attività lavorativa a causa di svariati motivi (gravidanza, malattia, disoccupazione).

Tali contributi sono utili sia per raggiungere il diritto a pensione sia per aumentare l’importo della stessa.

In pratica sono dei contributi fittizi che non comportano alcun onere nè a carico del lavoratore nè a carico del datore di lavoro, che vengono comunque accreditati dall’ Ente Previdenziale (solitamente dall’ Inps) per coprire dei periodi in cui il lavoratore non ha potuto eseguire la prestazione lavorativa per causa a lui non imputabile (ad esempio l’ aspettativa per motivi sindacali o motivi elettorali, l’assenza da lavoro a causa di malattia, l’assenza da lavoro a causa di un congedo di maternità, ecc.).

In particolare, le fattispecie in cui questi periodi vengono coperti dai contributi figurativi sono espressamente stabiliti dalla legge. In tutti questi periodi non c’è una effettiva contribuzione versata nelle casse dell’ Ente Previdenziale, ma è lo stesso Istituto che in questi casi se ne fa carico “figurativamente”. Nella maggior parte dei casi l’accredito avviene d’ufficio (ad esempio nei periodi di assenza per malattia), ma ci sono altri casi dove per poter avere l’accredito è necessario fare esplicita domanda (tale domanda è possibile effettuarla sino al momento in cui si può andare in pensione).

Elenco dei contributi figurativi:

  • Periodi di sospensione dell’attività dovuta a cassa integrazione

Oltre alla contribuzione figurativa come sopra rappresentata, per le donne lavoratrici che si trovano nel sistema di pensione contributivo, sono previsti ulteriori accrediti figurativi:

  • 170 giorni per le assenze dal lavoro dovute all’educazione di ogni figlio sino al sesto anno di età

I contributi di riscatto

I contributi da riscatto, invece, sono dei contributi che consentono al lavoratore, dietro apposita domanda, di regolarizzare periodi (lavorativi e non lavorativi) che non sono stati coperti da contribuzione (ad esempio il riscatto della laurea o del periodo di lavoro all’estero o del servizio di leva). In questi casi, però, a differenza dei contributi figurativi che erano a totale carico dell’ Ente Previdenziale, questi contributi sono invece a totale carico del lavoratore che ne chiede il riscatto. L’istituto del riscatto è sempre oneroso per il lavoratore richiedente.

Proprio per il fatto che il lavoratore deve pagare il riscatto (talvolta molto oneroso), è importante che la domanda di riscatto sia presentata il prima possibile in quanto uno dei criteri che sono utilizzati per determinare l’ammontare dell’onere da versare è la retribuzione percepita al momento della domanda. Anzi, quando la legge lo consente, la domanda di riscatto va presentata anche prima di iniziare l’attività lavorativa, come nel caso del riscatto degli studi universitari.

Il contributo da riscatto può essere versato in un’unica soluzione, oppure in forma rateale che, sempre nell’ipotesi degli studi universitari, è consentita fino a un massimo di 10 anni senza interessi.

Le somme versate per il riscatto contribuiscono alla riduzione del reddito imponibile IRPEF, come se si trattassero dei contributi obbligatori il che comporta un risparmio sull’effettivo onere di riscatto.

Periodi riscattabili:

  • i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre)

In tutti questi casi sono però esclusi i periodi di fuori corso

  • Periodi di lavoro prestati all’estero in paesi convenzionati

Altri servizi o periodi riscattabili

  • Servizi presso enti iscritti facoltativamente resi prima della data di iscrizione facoltativa

I contributi volontari

Infine per ciò che riguarda i contributi volontari ci troviamo in quei casi in cui per raggiungere una prestazione pensionistica migliorativa si possono versare contributi volontari che vanno ad aggiungersi agli altri tipi di contributi.

L’istituto della prosecuzione volontaria consente ai dipendenti che hanno interrotto il rapporto di lavoro di continuare il versamento dei contributi con onere interamente a proprio carico. Questo vale, ad esempio, nei rapporti di lavoro a part-time, nel caso di interruzione del lavoro per aspettativa per motivi di famiglia, per i periodi di congedo per la formazione e così via.

I contributi volontari consentono di perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione necessari per raggiungere il diritto ad una prestazione pensionistica, e per incrementare l’importo del trattamento pensionistico a cui si avrebbe diritto, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti.

Per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, l’assicurato deve poter far valere uno dei seguenti requisiti:

  • almeno 5 anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati

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