Relativamente alle varie agevolazioni riconosciute dalla L. 104 (e successive modifiche) a favore dei portatori di handicap, va sottolineato che i potenziali beneficiari di tali agevolazioni sono non solo i disabili in situazione di gravità (ex art. 3, co. 3, L. n. 104/92) ma anche i genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità, ed anche il coniuge oppure possono subentrare (qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiano compiuto 65 anni o siano invalidi, deceduti o mancanti) i parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili.

Alcune agevolazioni, inoltre, sono riconosciute anche ai disabili non gravi, ai non autosufficienti e ai soggetti invalidi.

AGEVOLAZIONI LAVORATIVE E DIRITTO AL LAVORO

Permessi lavorativi retribuiti — (L. 104/1992 art. 33D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011)

Una volta in possesso del verbale della commissione medica che attesti il possesso dell’handicap in situazione di gravità (art. 3, co. 3, Legge 104/1992) sarà possibile che il lavoratore che assiste il portatore di handicap grave richieda i permessi (permessi che possono essere richiesti dallo stesso interessato per se stesso se lavoratore): si tratta di 3 giorni di permesso retribuiti dall’Inps (ma anticipati dal datore di lavoro) non cumulabili, e quindi se non usufruiti nel mese in cui spettano si perdono. Possono però essere fruiti sia consecutivamente, sia frazionati o anche convertiti in ore.

— Beneficiari

Secondo la legge questi permessi di lavoro retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto (art. 1, cc. 36 e 37, L. n. 76/2016circ. Inps n. 38/2017), parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità. Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto (art. 1, cc. 36 e 37, L. n. 76/2016circ. Inps n. 38/2017) della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (L. n. 183/2010circ. Inps n. 155/2010).

— Requisiti

  • essere lavoratori dipendenti (anche se con rapporto di lavoro part time) e assicurati per le prestazioni economiche di maternità presso l’Inps;
  • la persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di disabilità grave ai sensi dell’art. 3 comma 3 della legge 104/92 riconosciuta dall’apposita Commissione Medica Integrata ASL/INPS (art. 4, co. 1 L. 104/92);
  • mancanza di ricovero a tempo pieno della persona in situazione di disabilità grave.

Per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere 24 ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa (circ. Inps n. 155/2010). Fanno eccezione (circ. Inps n. 32/2012) i casi di:

  • interruzione del ricovero a tempo pieno per necessità del disabile in situazione di gravità di recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie appositamente certificate;
  • ricovero a tempo pieno di un disabile in situazione di gravità in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
  • ricovero a tempo pieno di un soggetto disabile in situazione di gravità per il quale risulti documentato dai sanitari della struttura il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare.

Il dipendente che usufruisce dei permessi per assistere un famigliare in situazione di disabilità grave, residente in comune situato a distanza stradale superiore a 150 Km rispetto a quello della sua residenza, ha l’obbligo di documentare il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito al proprio datore di lavoro (art. 6, D. lgs. n. 119/2011).

Come detto, i permessi possono spettare anche allo stesso lavoratore se è stato riconosciuto con handicap grave.

— Referente unico (D. lgs. n. 119/2011)

La nota min. n. 32/2011 ha ribadito che non possono essere erogati permessi a più persone per assistere lo stesso familiare con handicap in situazione di gravità (referente unico per ciascun disabile): questo significa che una volta autorizzata la fruizione del permesso, nessun altro lavoratore può farne richiesta e ottenerne la concessione, finchè il primo lavoratore non ne abbia cessato la fruizione.

Fanno eccezione i genitori, i quali possono usufruire dei permessi alternativamente per lo stesso figlio.

Si ricorda che, a seguito delle modifiche legislative e delle pronunce giurisprudenziali degli ultimi anni, il “referente unico” può essere scelto liberamente dalla persona disabile, senza che a nulla rilevi che nell’ambito del nucleo familiare si trovino altre persone non lavoratrici idonee a fornire l’aiuto necessario.

— Domanda

Per poter beneficiare dei permessi occorre presentare una domanda specifica sotto forma di autocertificazione da cui risultino le condizioni personali oppure quelle del familiare assistito.

Relativamente alle modalità di presentazione della domanda, nel settore privata la richiesta va trasmessa attraverso specifici moduli online, nel settore pubblico le richieste sono invece esaminate dai dirigenti della P.A..

La domanda di permesso retribuito ha decorrenza a partire dalla data di presentazione.

Tali permessi oltre ad essere retribuiti sono anche coperti da contribuzione figurativa, cioè da versamenti utili per il raggiungimento del diritto alla pensione.

— Documenti necessari per la richiesta dei permessi

  • Mod. SR08_Hand2
  • Fotocopia documento di identità valido del richiedente
  • Fotocopia codice fiscale richiedente
  • Fotocopia verbale L. 104
  • Fotocopia documento persona invalida
  • Fotocopia busta paga richiedente

— Il requisito della convivenza

Da tenere sempre a mente che in base alla sentenza della Cassazione n. 27232 del 22.12.2014 il lavoratore ha diritto ai 3 giorni di permesso retribuiti previsti dalla L. 104 anche se non convive con il familiare portatore di handicap, anche se si ha domicilio/residenza in una città distante e, addirittura, se è presente con il disabile una badante.

Secondo la Suprema Corte i requisiti della continuità e dell’esclusività dell’assistenza vanno interpretati in maniera elastica e più rispondente alla ratio della norma relativa all’ art. 33 della L. n. 104.

Assistenza ai figli minori con handicap: — Prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità in situazione di gravità (msg. Inps n. 4805/2015, D. lgs. n. 80/2015) — permessi e riposi orari

La normativa vigente prevede che la lavoratrice madre o il lavoratore padre (anche adottivo o affidatario) di un minore con disabilità grave possono fruire del prolungamento del congedo parentale entro il 12° anno di vita del figlio, con diritto per tutto il periodo alla indennità economica pari al 30% della retribuzione, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati (salvo quando sia richiesta la presenza dei genitori), ex D. lgs. n. 119/2011.

Sempre nell’ambito dei benefici previsti in favore dei genitori lavoratori per l’assistenza a figli con disabilità in situazione di gravità, in alternativa al prolungamento del congedo parentale di cui all’art. 33 del D. lgs. n. 151/2001 è possibile usufruire:

  • 3 giorni di permesso mensile, oppure le ore di riposo giornaliere per bambini, anche adottivi o affidati, fino a 3 anni di età;
  • 3 giorni di permesso mensile per bambini tra i 3 e i 12 anni di vita, oppure tra i 3 anni di vita e fino a 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

Il prolungamento del congedo parentale decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente. Con il msg. n. 22578/2007 l’ Inps ha chiarito che esso è riconoscibile, indipendentemente dal diritto dell’altro genitore:

  • alla madre, trascorsi 6 mesi dalla fine del congedo di maternità;
  • al padre, trascorsi 7 mesi dalla data di nascita del figlio;
  • al genitore solo , trascorsi 10 mesi decorrenti:
    -in caso di madre “sola”, dalla fine del congedo di maternità;
    -in caso di padre “solo”, dalla nascita del minore o dalla fruizione dell’eventuale congedo di paternità.

Congedo (straordinario) di 2 anni retribuiti (art. 42, D. lgs. n. 151/2001, circ. Inps n. 112/2007, circ. Inps n. 28/2012)

Oltre ai permessi previsti dall’ art. 33 della Legge 104/92 (3 giorni al mese) vi è la possibilità di usufruire di due anni di congedo retribuito, ex art. 42, D. lgs. n. 151/2001 come modificato dal D.lgs. 119/2011.

Si tratta della possibilità di usufruire di 2 anni di assenza dal lavoro indennizzata nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo straordinario, nell’arco della vita lavorativa.
Tale limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto, per ogni persona con disabilità grave. — (Circ. 32/2012, punto 3.3).

Ape sociale per caregivers

Anticipo pensionistico a carico dello Stato, con un minimo di 63 anni di età e di 30 anni di contributi previsto a favore dei caregiver (coloro che assistono un familiare convivente entro il 1° grado disabile grave beneficiario della 104).

Scelta della sede di lavoro anche per il lavoratore che assiste un familiare con handicap (purché tale persona non sia ricoverata a tempo pieno) e rifiuto al trasferimento anche per il lavoratore che assista un familiare con handicap genitore;

Ex art. 33, co. 5, L. n. 104/92, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste la persona con handicap grave, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere (prima della modifica del 2010, il riferimento era alla sede più vicina al domicilio del dipendente) e a non essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede.

Tale diritto, in particolare, spetta:

  • coniuge, parente o affine entro il 2° grado, ovvero entro il 3° grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

E’ bene sottolineare, che siamo in presenza non di un diritto assoluto, in quanto l’azienda può opporre un rifiuto motivandolo con ragioni di organizzazione del lavoro.

Rifiuto al lavoro notturno, per il disabile ma anche per i lavoratori che hanno a proprio carico un soggetto disabile

Sebbene manchi un’espressa previsione in tal senso nella Legge 104, altre norme (art. 53, co. 3, D. lgs. n. 151/2001, art. 11, co. 2 lett. c), D. lgs. n. 66/2003) stabiliscono che il lavoratore beneficiario di Legge 104, o che assiste o ha a proprio carico un soggetto portatore di handicap grave, non può essere adibito dall’ azienda al lavoro notturno contro la sua volontà.

— AGEVOLAZIONI FISCALI —

Agevolazioni sui veicoli

Per i veicoli sono previste diverse agevolazioni:

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto dei mezzi di locomozione;
  • Iva agevolata al 4%, anziché al 22%, sull’acquisto di autovetture nuove o usate;
  • esenzione permanente dal pagamento del bollo auto, sia quando l’auto è intestata al disabile sia quando l’intestatario è un familiare del quale egli è fiscalmente a carico;
  • esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Agevolazioni sull’ acquisto di mezzi di ausilio destinati a persone disabili e sull’acquisto di sussidi tecnici ed informatici che possono favorire l’autonomia delle persone con disabilità

  • detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici;
  • Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici
  • detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti;
  • detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi.

Detrazione Irpef per figlio disabile a carico

Il contribuente che ha figli fiscalmente a carico ha diritto a una detrazione dall’Irpef il cui importo varia in funzione del suo reddito complessivo.

La norma ha stabilito detrazioni di base (o teoriche): l’importo effettivamente spettante diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 €.

N. B.: Una persona si considera fiscalmente a carico di un suo familiare quando dispone di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili.

La detrazione di base per i figli a carico è attualmente pari a:

  • 1.220 €, per il figlio di età inferiore a tre anni
  • 950 €, se il figlio ha un’età pari o superiore a tre anni.

Se in famiglia ci sono più di tre figli a carico, questi importi aumentano di 200 € per ciascun figlio, a partire dal primo.

La maggiore detrazione per il figlio disabile: per il figlio disabile, riconosciuto tale ai sensi della legge n. 104 del 1992, si ha diritto all’ulteriore importo di 400 €.

Ciò vuol dire che la detrazione base, per il figlio minore di 3 anni, sarà pari a 1.620 € annui anzichè 1.220, e se di età pari o superiore a 3 anni sarà di 1.350 € anzichè 950 €.

Deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica

Altro beneficio valido sia per i disabili che per i familiari che li abbiano a carico è costituito dalla integrale deduzione dal reddito complessivo del disabile dei seguenti costi:

  • le spese mediche generiche (per esempio, le prestazioni rese da un medico generico, l’acquisto di medicinali)
  • le spese di “assistenza specifica”, tra cui rientrano: l’assistenza infermieristica e riabilitativa, le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di OSS, le prestazioni rese dal personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

Detrazione del 19% dall’ Irpef delle spese sanitarie per i disabili

Tale detrazione è riconosciuta per:

  • spese mediche specialistiche sostenute per il disabile;
  • acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione, e di ulteriori ausili specifici.

Tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi per
l’importo eccedente 129,11 €. Se sono state sostenute nell’ambito del Servizio sanitario nazionale la detrazione spetta per l’importo del ticket pagato.

Anche questo beneficio è valido sia per i disabili che per i familiari che li abbiano a carico.

La detrazione dall’ Irpef dei costi per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili è possibile fruire di una detrazione Irpef pari al:

  • 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 €, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2017
  • 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 €, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2018.

Rientrano nella categoria degli interventi agevolati:

  • quelli effettuati per l’eliminazione delle barriere architettoniche (per esempio, ascensori e montacarichi)
  • i lavori eseguiti per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano idonei a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, ai sensi dell’art. 3, co. 3, della L. n. 104/1992.

Detrazione Irpef al 19% dei costi per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” del disabile

Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” del disabile nel compimento degli atti della vita quotidiana.

La detrazione deve essere calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 € e spetta solo quando il reddito complessivo del contribuente non è superiore a 40.000 €.

La non autosufficienza deve risultare da certificazione medica.

Le spese devono risultare da idonea documentazione, che può anche consistere in una ricevuta firmata dall’addetto all’assistenza. La documentazione deve contenere il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi presta l’assistenza. Se la spesa è sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta devono essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

La detrazione delle spese sostenute per l’assistenza di persone non autosufficienti non pregiudica la possibilità di usufruire di un’altra agevolazione: la deduzione dal reddito imponibile dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari (per esempio, colf, baby-sitter e assistenti delle persone anziane).
Questi contributi sono deducibili, per la parte a carico del datore di lavoro, fino all’importo massimo di 1.549,37 €.

Agevolazioni Iva per l’acquisto di ausili tecnici e informatici

Oltre alla detrazione Irpef del 19%, si applica l’aliquota Iva agevolata al 4% (anziché quella ordinaria del 22%) per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap di cui all’art. 3 della L. n. 104/1992.

Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità sia appositamente fabbricati. È agevolato, per esempio, l’acquisto di un fax, di un modem, di un computer, di un telefono a viva voce, eccetera.

Per fruire dell’aliquota ridotta il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente documentazione:

  • specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico
  • certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (motoria, visiva, uditiva o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

Le altre agevolazioni per i non vedenti

— Detrazione dall’Irpef del 19% delle spese sostenute per l’acquisto del cane guida

La detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale, e può essere calcolata sull’intero ammontare del costo sostenuto (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 238/2000).

La detrazione è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente è fiscalmente a carico e può essere utilizzata, a scelta del contribuente, in unica soluzione o in quattro quote annuali di pari importo.

— Detrazione forfetaria di 516,46 € delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida

La detrazione per il mantenimento del cane spetta senza che sia necessario documentare l’effettivo sostenimento della spesa.

Al familiare del non vedente non è invece consentita la detrazione forfetaria anche se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso.

— Aliquota Iva agevolata del 4% per l’acquisto di prodotti editoriali

L’applicazione dell’aliquota Iva del 4% è prevista per l’acquisto di particolari prodotti editoriali destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti, anche se non acquistati direttamente da loro: giornali e notiziari, quotidiani, libri, periodici, ad esclusione dei giornali e dei periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, realizzati sia in scrittura braille sia su supporti audiomagnetici.

Assistenza Fiscale, Tributaria, Previdenziale e Amministrativa | Servizi CAF e Patronato | Seguici anche su Facebook: https://bit.ly/2pUjhrX

Get the Medium app

A button that says 'Download on the App Store', and if clicked it will lead you to the iOS App store
A button that says 'Get it on, Google Play', and if clicked it will lead you to the Google Play store