Addizionali Irpef regionali e comunali

Le addizionali regionale e comunali all’IRPEF sono imposte che si applicano al reddito complessivo determinato ai fini dell’IRPEF nazionale e devono essere versate se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF.

La stessa nozione di “addizionale”, infatti, presuppone che sia dovuta l’imposta “base”, cioè l’Irpef.

Ogni ente locale può stabilirne l’aliquota e l’eventuale soglia di esenzione nei limiti fissati dalla legge statale

L’ addizionale regionale e l’addizionale comunale appartengono alla categoria dei “tributi propri derivati” ovvero tributi i cui introiti sono attribuiti ad un ente territoriale (Regione e Comune), ma la loro istituzione e regolamentazione deriva da una legge nazionale (art. 50 del Decreto Legislativo n. 446/1997 per la regionale e art. 1 del Decreto Legislativo n. 360/1998 per l’addizionale comunale).

Tale inquadramento comporta che Regioni e Comuni possono esercitare la propria autonomia impositiva esclusivamente nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa statale, non potendo quindi disciplinarne in modo del tutto autonomo contenuto, termini e modalità applicative.

Il tributo locale è calcolato sulla base di quanto deliberato dalla singola Regione o Comune ove il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno di competenza, applicando un’aliquota unica sull’imponibile fiscale oppure applicando aliquote differenziate su scaglioni identici a quelli previsti dalla disciplina Irpef.

Ogni singolo ente locale può disciplinare ipotesi di esenzioni (ad esempio aliquota azzerata sino ad un determinato imponibile fiscale) o riduzioni in presenza di specifici requisiti reddituali o di composizione del nucleo familiare (ad esempio in presenza di disabili o di più figli a carico).

Sono obbligati al pagamento delle addizionali regionali e comunali Irpef tutti i contribuenti, residenti e non residenti nel territorio dello Stato a norma dell’ art. 2 del TUIR, per i quali, nell’anno di riferimento risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato:

  • tutte le detrazioni d’imposta ad essi riconosciute (es. lavoro dipendente, familiari a carico, oneri detraibili, ecc.) e
  • i crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero che hanno subito il pagamento di imposte a titolo definitivo, ai sensi dell’art 165 del TUIR.

Quindi:

Soggetti lavoratori dipendenti (compresi i pensionati) e percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente: l’addizionale è trattenuta e versata dal sostituto di imposta (soggetto che eroga le somme); se gli stessi soggetti oltre a tali redditi sono possessori anche di altri redditi, per i quali sussiste l’obbligo di dichiarazione, l’addizionale complessivamente dovuta sarà calcolata e versata secondo le istruzioni fornite per la dichiarazione dei redditi, Modello 730 o Unico.

Soggetti con redditi diversi da quelli di lavoro dipendente o assimilati ai medesimi pagheranno l’addizionale tramite la dichiarazione dei redditi, secondo le istruzioni fornite per la compilazione. Il versamento dell’addizionale, da parte dei sostituti di imposta o dei contribuenti per effetto di autotassazione (dichiarazione dei redditi), è effettuato allo sportello della concessione, della banca o degli uffici postali, utilizzando il modello di pagamento F24.

Non sono soggetti alle addizionali Irpef i contribuenti:

  • soggetti all’IRES (IRPEG);
  • che possiedono soltanto redditi:

esenti dall’Irpef;

soggetti ad imposta sostitutiva dell’Irpef;

— soggetti a ritenuta a titolo d’imposta;

soggetti a tassazione separata, salvo che il contribuente, avendone la facoltà, abbia optato per la tassazione ordinaria, facendoli concorrere alla formazione del reddito complessivo Irpef;

  • che, per effetto delle detrazioni d’imposta e di alcuni crediti d’imposta:

— non devono Irpef;

— oppure l’Irpef dovuta non superi i 10,33 euro.

Il valore dell’aliquota d’imposta viene stabilito autonomamente da ogni Regione (o provincia autonoma) e da ogni Comune entro i limiti stabiliti dalle norme statali.

Detti limiti massimi sono fissati:

  • per l’addizionale regionale nel 3,33%;
  • per l’addizionale comunale nello 0,8%.

Si tratta di aliquote che, rispetto a quelle previste dal TUIR per l’IRPEF (che vanno dal 23% del primo scaglione al 43% dell’ultimo), possono sembrare molto modeste, al punto da essere considerate marginali. A ciò contribuisce il fatto che le addizionali vengono versate simultaneamente all’IRPEF, quindi, risultano poco “visibili” nel contesto della liquidazione globale delle imposte sui redditi (a maggior ragione per i lavoratori dipendenti che subiscono la ritenuta direttamente in busta paga).

A ben vedere, però, il peso delle addizionali non è affatto trascurabile, visto che in termini di gettito rappresenta circa il 10% dell’IRPEF complessiva.

Per entrambi i tributi la base imponibile è quella calcolata ai fini della determinazione dell’imposta Irpef, al netto dei medesimi oneri deducibili e della rendita dell’abitazione principale, e l’importo è quantificato esclusivamente nel caso in cui risulti dovuto il versamento dell’Irpef a debito del contribuente.

L’importo delle addizionali sono determinati applicando l’aliquota fissata dalla Regione e dal Comune (entro limiti massimi fissati dalla legge, come visto sopra) in cui il contribuente ha residenza, al reddito complessivo determinato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, al netto degli oneri deducibili riconosciuti ai fini di tale imposta.

Quanto alle modalità di versamento, le addizionali sono valorizzate e trattenute dal datore di lavoro del contribuente oppure sono oggetto di liquidazione in sede di dichiarazione dei redditi.

L’addizionale regionale è versata, in unica soluzione e con le modalità e nei termini previsti per il versamento delle ritenute e del saldo dell’IRPEF, alla regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’addizionale stessa.

Per l’addizionale comunale è dovuto anche un acconto per l’anno successivo nella misura del 30%, che si calcola sull’addizionale dovuta sull’imponibile dell’anno precedente, in base alle aliquote stabilite dal Comune nel quale si ha la residenza al 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’acconto.

Per i contribuenti con redditi da lavoro di pendente e assimilati, e di pensioni, le addizionali Irpef vengono calcolate direttamente dai sostituti d’imposta, datore di lavoro o ente pensionistico, nel momento in cui vengono elaborate le operazioni di conguaglio relative a tali redditi.

Il saldo delle imposte dovute è trattenuto sulla busta paga o sull’ assegno della pensione in rate o in un’unica soluzione.

Per i contribuenti con redditi diversi da quelli prodotti da lavoro dipendente o pensionati, la determinazione e il pagamento delle addizionali avviene in sede di dichiarazione dei redditi, per calcolare l’imposta, il contribuente deve verificare la Regione e il Comune a cui effettuare il versamento, in base al proprio domicilio fiscale.

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