Acconti, ritenute, eccedenze e altri dati [Quadro F Mod. 730/2017]

I soggetti tenuti al pagamento dell’IRPEF devono versare, annualmente, un acconto di imposta. L’acconto viene versato nel corso dello stesso anno al quale il reddito si riferisce.

Esempio: — redditi anno 2017 — acconto d’imposta versato nell’anno 2017.

Il Quadro F del Mod. 730/2015 è destinato all’indicazione di alcuni importanti dati ai fini della liquidazione delle imposte e precisamente:

  • acconti d’imposta;
  • ritenute;
  • eccedenze di imposte/acconti;
  • altri dati.

Sez. I Rigo F1 — Acconti Irpef, Addizionale Comunale e Cedolare Secca relativi al 2016 trattenuti e/o versati con F24:

In questa Sezione il contribuente deve indicare l’importo dei versamenti di acconto effettuati per l’anno 2016, senza considerare le maggiorazioni dovute per rateazione o ritardato pagamento.

Riepilogo codici tributo per il versamento di acconti:

Documentazione da presentare:

— Mod. CU 2017;

— Modello F24.

I contribuenti che presentano la dichiarazione congiunta devono compilare ciascuno nel proprio Modello il Rigo F1, indicando l’importo degli acconti versati con riferimento alla propria Irpef e alla propria addizionale comunale all’Irpef e alla propria cedolare secca.

Se anche la precedente dichiarazione è stata presentata in forma congiunta è possibile ricavare dalla CU2017 gli importi degli acconti dovuti dal dichiarante e dal coniuge.

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Calcolo degli acconti Irpef:

Per il periodo d’imposta 2016, la misura dell’acconto Irpef è fissata al 100% (art. 11, co. 18, D.L. n. 76/2013).

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta risultante dalla dichiarazione, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze, è superiore a € 51,65.

Dato che in dichiarazione gli importi sono arrotondati, il valore di riferimento è pari a € 52.

Inoltre, il versamento avviene:

  • in unica soluzione, con trattenuta sulla retribuzione del mese di novembre, se l’acconto non superava € 257,52;
  • due rate, se l’acconto è pari o superiore a € 257,52, di cui la prima pari al 40%, retribuzione del mese di luglio (agosto o settembre per i pensionati), la seconda, il restante 60%, retribuzione del mese di novembre.

Esempio di calcolo degli acconti Irpef:

nel Mod. 730/2016, al Rigo 60, risultava indicato l’importo di € 850.

Tale importo supera € 52 e quindi era dovuto l’acconto.

Appurato ciò, andava verificato se erano dovuti 2 acconti oppure un unico acconto a novembre.

Il calcolo era il seguente: 850 x 100% = 850 maggiore di 257,52, quindi, erano dovuti 2 acconti.

Si è proceduto al calcolo, tenendo conto che la maggiore aliquota del 100% impattava solo sul calcolo del secondo acconto:

  • 1° acconto: 850 x 100% x 40% = 340,00 €;
  • 2° acconto: 850 x 100% = 850–340 = 510,00 €.

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Se dunque il contribuente nell’anno precedente ha presentato il modello 730/2016, ovvero se ha effettuato i versamenti autonomamente con F24, deve indicare i seguenti dati, ove presenti:

Casella 1 “ACCONTO IRPEF 2016 — PRIMA RATA”:

  • riportare l’importo indicato nel punto 121 della CU2017 (punto 321 per il coniuge);

Nel caso in cui il contribuente l’anno scorso abbia optato per la rateizzazione del pagamento del saldo e della prima rata di acconto, va indicata la somma dei versamenti effettuati, al netto dell’interesse dello 0,33% mensile previsto per la dilazione del pagamento.

  • riportare l’importo indicato nel modello F24 con il codice tributo 4033 e anno 2016.

Casella 2 “ACCONTO IRPEF 2016 — SECONDA O UNICA RATA”:

  • riportare l’importo indicato nel punto 122 della CU2017 (punto 322 per il coniuge);
  • riportare l’importo indicato nel modello F24 con il codice tributo 4034 e anno 2016.

Casella 3 “ACCONTO ADDIZIONALE COMUNALE 2016 — IMPORTO”:

  • riportare l’importo indicato nel punto 124 della CU2017 (punto 324 per il coniuge);
  • riportare l’importo indicato nel modello F24 con il codice tributo 3843 e anno 2016.

Casella 5 “ACCONTO CEDOLARE SECCA 2016 — PRIMA RATA”:

  • riportare l’importo indicato nel punto 126 della CU2017 (punto 326 per il coniuge);
  • riportare l’importo indicato nel modello F24 con il codice tributo 1840 e anno 2016.

Casella 6 “ACCONTO CEDOLARE SECCA 2016 — SECONDA O UNICA RATA”:

  • riportare l’importo indicato nel punto 127 della CU2017 (punto 327 per il coniuge);
  • riportare l’importo indicato nel modello F24 con il codice tributo 1841 e anno 2016.

Sez. II Rigo F2 — Altre ritenute subite diverse da quelle indicate nei quadri C e D:

In questo Rigo si potranno indicare qui le ritenute Irpef a titolo di acconto, le addizionali regionali e le addizionali comunali diverse da quelle indicate nei quadri C e D del presente.

Casella 1 “Codice”: Indicare il codice che identifica il tipo di ritenuta subita:

  • COD. 1 — per quelle relative ai trattamenti assistenziali erogati dall’Inail;
  • COD. 2 — per quelle relative ai contributi erogati dell’Unire agli allevatori come incentivi all’allevamento.

Casella 2 “Irpef”: Indicare le ritenute Irpef diverse da quelle indicate nel quadro C.

Casella 3 “Addizionale Regionale”: Indicare le addizionali regionali diverse da quelle indicate nel quadro C.

Casella 4 “Addizionale Comunale”: Indicare le addizionali comunale da quelle indicate nel quadro C.

Casella 5 “Addizionale regionale Irpef attività sportive dilettantistiche”: Indicare il totale dell’addizionale regionale trattenuta e risultante nei punti 12 e 13 della CU — Lavoro autonomo. La colonna deve essere compilata se è stato indicato il COD. 7 nella Colonna 1 del Rigo D4.

Casella 6 “Addizionale comunale Irpef attività sportive dilettantistiche”: Indicare il totale dell’addizionale comunale trattenuta e risultante nei punti 15 e 16 della CU – Lavoro autonomo. La colonna deve essere compilata se è stato indicato il COD. 7 nella Colonna 1 del rigo D4.

Casella 7 “Irpef per lavori socialmente utili”: Indicare le ritenute Irpef relative ai compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in regime agevolato riportato nel punto 498 della CU (vedere Casella “reddito” nel Quadro C).

Casella 8 “Addizionale regionale Irpef per lavori socialmente utili”: Indicare l’addizionale regionale all’Irpef relativa ai compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in regime agevolato riportato nel punto 499 della CU (vedere Casella “reddito” nel Quadro C).

Sez. III-A Rigo F3 — Eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione:

Nei righi F3 ed F4 vanno indicati gli eventuali crediti IRPEF, Cedolare Secca, Addizionale Regionale o Addizionale Comunale che emergano da precedenti dichiarazioni. Tali importi possono essere presenti nel quadro RX del modello UNICO 2016 (o degli anni precedenti) o nei punti 64, 74, 84 e 94 della CU2017.

N.B.: Se il contribuente non fa valere l’eccedenza risultante dalla precedente dichiarazione nella dichiarazione dei redditi successiva o se questa non è presentata perché ricorrono le condizioni di esonero, può chiederne il rimborso presentando un’apposita istanza agli uffici dell’Agenzia delle Entrate competenti in base al domicilio fiscale.

Resta fermo che se il contribuente nell’anno successivo a quello in cui dalla dichiarazione è emerso un credito, ricorrendo le condizioni di esonero, non presenta la dichiarazione dei redditi, può indicare il credito in questione nella prima dichiarazione successivamente presentata.

In particolare, nel Rigo F3 si indicano:

  • le eventuali eccedenze di IRPEF e addizionali risultanti dal Modello Unico 2016 e crediti per cedolare secca, non chieste a rimborso e non compensate
  • gli eventuali crediti da assistenza fiscale non rimborsati dal datore di lavoro, così come indicati ai punti da 64 a 94 della CU 2017 ( 264-294 per il coniuge)
  • eventuali crediti da Mod. 730/2016 per i quali nel Quadro I è stato richiesto l’utilizzo in compensazione in F24 e che non sono stati interamente utilizzati o che erano di importo inferiore a 12 € nel caso di 730 senza sostituto (punti da 191 a 197 del Mod 730–3/2016).

Analizzando le varie caselle del Rigo in questione:

Casella 1 “Irpef”: Indicare l’eventuale credito Irpef risultante dalla dichiarazione relativa ai redditi 2015 (importo di Colonna 4 del Rigo RX1 del Mod. UNICO 2016).

Nel caso in cui il contribuente abbia fruito dell’assistenza fiscale nell’anno precedente e il datore di lavoro o ente pensionistico non abbia rimborsato il credito o parte di esso risultante dal Mod. 730–3, a causa dell’interruzione del rapporto di lavoro intervenuta prima dell’ultimazione delle operazione di conguaglio o per qualsiasi altro motivo, la cifra si potrà rilevare al punto 64 (264 per il coniuge) della CU 2017.

L’importo può anche risultare da modelli Unico di anni precedenti nei casi in cui il contribuente nell’anno successivo, ricorrendone le condizioni di esonero, non abbia presentato la dichiarazione.

In caso di comunicazione dell’Agenzia delle Entrate relativa al controllo della dichiarazione UNICO 2016 con la quale sia stato comunicato un credito diverso da quello dichiarato (Rigo RX1 Colonna 4):

  • se il credito comunicato è maggiore dell’importo dichiarato, riportare l’importo comunicato;
  • se il credito comunicato (es: € 800) è inferiore all’importo dichiarato (es: € 1.000), riportare l’importo inferiore (es: € 800). Se a seguito della comunicazione il contribuente ha versato con il Mod. F24 la differenza tra il credito dichiarato ed il credito riconosciuto (€ 200, nell’esempio), deve essere indicato l’intero credito dichiarato (es: € 1.000)

Se lo scorso anno è stato presentato il modello 730/2016 e si è verificata almeno una delle situazioni seguenti:

  • richiesta di utilizzo del credito che risulta dalla dichiarazione per il pagamento con il Mod. F24 delle imposte non comprese nel Mod. 730;
  • presenza di un credito non superiore a € 12 nel caso del Mod. 730 presentato in assenza di sostituto; e tali crediti non sono stati utilizzati in compensazione con il Mod. F24, anche solo in parte, andrà riportato in questa colonna 1 anche la somma degli importi indicati nelle Colonne 4 e 5 del rigo 191 (rigo 211 per il coniuge) del prospetto di liquidazione Mod. 730–3/2016.

Casella 2 “di cui già compensata in F24 (Irpef)”: qui andrà indicato l’importo dell’eccedenza d’imposta Irpef eventualmente compensata utilizzando il Mod. F24. Nella stessa colonna deve essere compreso anche l’eventuale maggior credito riconosciuto con comunicazione dell’Agenzia delle Entrate ed ugualmente utilizzato in compensazione.

Casella 3 “Imposta sostitutiva quadro RT”: qui andrà inserito l’eventuale credito d’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria (Quadro RT del Mod. UNICO 2016), riportato nella Colonna 4 del Rigo RX18 del Mod. UNICO 2016.

Casella 4 “di cui già compensata in F24 (Imposta sostitutiva Quadro RT)”: qui andrà inserito l’importo del credito d’imposta sostitutiva eventualmente compensato utilizzando il Mod. F 24.

Casella 5 “Cedolare secca”: qui andrà inserito l’eventuale credito di cedolare secca che risulta dalla dichiarazione relativa ai redditi 2015, indicato nella colonna 4 del rigo RX4 del mod. UNICO 2016 o nel punto 94 (294 per il coniuge) della CU 2017 (credito cedolare secca non rimborsato dal sostituto).

Se lo scorso anno è stato presentato il mod. 730/2016 e si è verificata almeno una delle seguenti situazioni:

  • richiesta di utilizzo del credito che risulta dalla dichiarazione per il pagamento con il Mod. F24 delle imposte non comprese nel Mod. 730;
  • presenza di un credito non superiore a € 12 nel caso dei Mod. 730 presentato in assenza di sostituto;

e tali crediti non sono stati utilizzati in compensazione con il Mod. F24, anche solo in parte, andrà riportato in questa colonna 1 anche la somma degli importi indicati nelle Colonne 4 e 5 del Rigo 194 (Rigo 214 per il coniuge) del prospetto di liquidazione Mod. 730–3/2016.

Casella 6 “di cui già compensata in F24 (cedolare secca)”: qui indicheremo l’importo dell’eccedenza di cedolare secca eventualmente compensata utilizzando il Mod. F24.

Casella 7 “Codice Regione”: qui inseriremo il codice regione relativo al domicilio fiscale al 1° gennaio 2015 L’indicazione è obbligatoria solo nel caso in cui siano compilate le successive colonne di questo rigo.

Casella 8 “Addizionale regionale all’Irpef”: qui indicheremo l’eventuale eccedenza dell’addizionale regionale all’Irpef non rimborsata dal datore di lavoro, risultante al punto 74 (274 per il coniuge) della CU 2017 o dalla dichiarazione relativa ai redditi del 2015 (colonna 4 del rigo RX2 del modello UNICO 2016).

Se lo scorso anno è stato presentato il Mod. 730/2016 e si è verificata almeno una delle seguenti situazioni:

  • richiesta di utilizzo del credito che risulta dalla dichiarazione per il pagamento con il Mod. F24 delle imposte non comprese nel Mod. 730;
  • presenza di un credito non superiore a € 12 nel caso del Mod. 730 presentato in assenza di sostituto;

e tali crediti non sono stati utilizzati in compensazione con il Mod. F24, anche solo in parte, andrà riportato in questa Colonna 2 anche la somma degli importi indicati nelle Colonne 4 e 5 del Rigo 192 (Rigo 212 per il coniuge) del prospetto di liquidazione Mod. 730–3/2016.

Casella 9 “di cui già compensata in F24 (Add.le reg. all’Irpef)”: qui indicheremo l’importo dell’addizionale regionale all’Irpef eventualmente compensata utilizzando il Mod. F24.

Casella 10 “Codice Comune”:qui andrà inserito il codice Comune relativo al domicilio fiscale al 01/01/2016. L’indicazione è obbligatoria solo nel caso in cui siano compilate le successive colonne di questo rigo.

Casella 11 “Addizionale comunale all’Irpef”: qui si dovrà indicare l’eventuale eccedenza dell’addizionale comunale all’Irpef non rimborsata dal datore di lavoro risultante dal punto 84 (284 per il coniuge) della CU 2016 o dalla dichiarazione relativa ai redditi 2014 (importo di Colonna 4 del Rigo RX3 del Mod. UNICO 2015).

Se lo scorso anno è stato presentato il Mod. 730/2015 e si è verificata almeno una delle seguenti situazioni:

  • richiesta di utilizzo del credito che risulta dalla dichiarazione per il pagamento con il Mod. F24 delle imposte non comprese nel Mod. 730;
  • presenza di un credito non superiore a € 12 nel caso del Mod. 730 presentato in assenza di sostituto;

e tali crediti non sono stati utilizzati in compensazione con il Mod. F24, anche solo in parte, andrà riportato in questa colonna 1 anche la somma degli importi indicati nelle Colonne 4 e 5 Rigo 193 (Rigo 213 per il coniuge) del prospetto di liquidazione Mod. 730–3/2015.

Casella 12 “di cui già compensata in F24 (Add.le com. all’Irpef)”: qui indicheremo l’importo dell’addizionale comunale all’Irpef eventualmente compensata utilizzando il Mod. F24.

Sez. III-B Rigo F4 — Eccedenze che risultano da dichiarazioni integrative a FAVORE presentate oltre l’anno successivo ( ultrannuali):

Nel Rigo F4 si indicano i crediti derivanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione per il periodo di imposta successivo a quello di riferimento della dichiarazione integrativa.

La dichiarazione integrativa deve essere stata presentata nel 2016 e riguardare periodi di imposta antecedenti al 2015, quindi periodi per i quali non è più possibile la presentazione di una dichiarazione integrativa dell’anno precedente (il cui credito va in F3)

Documentazione da presentare:

  • Mod. CU;
  • dichiarazione dei redditi Modello Unico 2016 comprendente il Quadro RX e la ricevuta di avvenuta consegna;
  • dichiarazione dei redditi di anni precedenti qualora per il 2015 non sia stata presentata alcuna dichiarazione;
  • Mod. versamento F24 per possibili compensazioni effettuate;
  • eventuale comunicazione ricevuta dall’Agenzia delle Entrate relativa a maggiori crediti del periodo di imposta 2015 (in caso di maggiore credito comunicato e riferito ad anni precedenti al 2015, occorre recarsi in Agenzia per regolarizzare il riporto del credito agli anni successivi fino al 2015);
  • dichiarazioni integrative per gli anni precedenti al 2015.

Analizzando le varie caselle del Rigo in questione:

Casella 1 “Anno”: l’anno d’imposta (2011, 2012, 2013 o 2014) per cui nel corso del 2016 è stata presentata la dichiarazione integrativa a favore.

Casella 2 “Irpef”: qui si dovrà riportare l’eccedenza a credito Irpef risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel corso del 2016 e relativa al periodo d’imposta indicato in Colonna 2.

Casella 3 “Imposta sostitutiva quadro RT”: qui si dovrà riportare l’eccedenza a credito d’imposta sostitutiva sui redditi di natura finanziaria risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel 2016 e relativa al periodo d’imposta indicato in Colonna 2.

Casella 4 “Cedolare secca”: qui si indicherà l’eccedenza a credito di cedolare secca risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel corso del 2016 e relativa al periodo d’imposta indicato in Colonna 2.

Casella 5 “Codice regione”: qui indicheremo il codice Regione relativo al domicilio 01/01/2015, solo se sono compilate le successive colonne di questo Rigo.

Casella 6 “Addizionale Regionale all’Irpef”: qui si dovrà indicare l’eccedenza di addizionale regionale all’Irpef risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel corso del 2016 e relativa all’anno indicato in Colonna 2.

Casella 7 “Codice Comune”: qui va indicato il codice Comune relativo al domicilio fiscale al 01/01 /2016, solo se sono compilate le successive colonne di questo tipo.

Casella 8 “Addizionale Comunale all’Irpef”: qui si riporta l’eccedenza a credito di addizionale comunale all’Irpef risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel corso del 2016 e relativa al periodo d’imposta indicato in Colonna 2.

Casella 9 “Imposta sostitutiva sulla produttività”: qui andremo a riportare l’eccedenza a credito d’imposta sostitutiva alla produttività risultante dalla dichiarazione integrativa presentata nel corso del 2016 e relativa al periodo d’imposta indicato in Colonna 2.

Sez. IV Rigo F5 — Ritenute e acconti sospesi per eventi eccezionali:

In questo Rigo vanno indicate le ritenute e gli acconti sospesi per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali. In tale Sezione, infatti, i contribuenti colpiti da eventi eccezionali, come dichiarati da specifici provvedimenti di legge, devono indicare l’ammontare delle ritenute, degli acconti Irpef, dell’addizionale regionale e comunale all’Irpef, sospesi per effetto di tali disposizioni.

Casella 1 “Eventi eccezionali”: qui andremo ad indicare uno dei seguenti codici, in base alla casistica per la quale si è usufruito della sospensione delle ritenute e/o degli acconti:

COD. 1. — per i contribuenti vittime di richieste estorsive per i quali l’articolo 20, comma 2, della legge 23 febbraio 1999, n.44, ha disposto la proroga di tre anni dei termini di scadenza degli adempimenti fiscali ricadenti entro un anno dalla data dell’evento lesivo, con conseguente ripercussione anche sul termine di presentazione della dichiarazione annuale;

COD. 2. — per i contribuenti che alla data del 24 agosto 2016, avevano la residenza nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpiti dagli eccezionali eventi sismici del giorno 24 agosto 2016, l’art.1 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° settembre 2016, ha sospeso i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari scadenti nel periodo compreso tra il 24 agosto 2016 ed il 16 dicembre 2016. I comuni interessati dal provvedimento di sospensione sono riportati nell’allegato 1 del citato decreto. Successivamente il comma 10 dell’art.48 del decreto-Legge 17 ottobre 2016 n.189 convertito, con modificazioni, della L.15 dicembre 2016 n.229, ha prorogato al 30 settembre 2017 il termine della sospensione di cui art.1 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 1° settembre 2016. La sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari prevista dal summenzionato decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, come prorogata dal citato decreto-Legge 17 ottobre 2016 n.189, si applica anche ai contribuenti residenti nei comuni indicati nell’allegato 1 del decreto-Legge N.189/2016;

COD. 3. — per i contribuenti, residenti alla data del 12 febbraio 2011 nel comune di Lampedusa e Linosa interessati dall’emergenza umanitaria legata all’afflusso di migranti dal Nord Africa, per i quali l’OPCM n. 3947 del 16 giugno 2011 ha previsto la sospensione dal 16 giugno 2011 al 30 giugno 2012 dei termini relativi agli adempimenti ed ai versamenti tributari scadenti nel medesimo periodo; la sospensione è stata ulteriormente prorogata fino al 15 dicembre 2016 dall’art. 1, comma 599, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208;

COD. 4. — per i contribuenti residenti nei territori dei comuni delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria indicati nell’allegato 2 del decreto-Legge 17 ottobre 2016 n.189 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016 n.229, si applica la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari prevista dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° settembre 2016 come prorogata dal comma 10 dell’art.48 del citato decreto-Legge 17 ottobre 2016 n.189 a decorrere dal 26 ottobre 2016. Sono pertanto sospesi i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari nel periodo compreso tra il 26 ottobre 2016 e il 30 settembre 2017;

COD. 5. — per i contribuenti , che alla data del 13 e 14 settembre 2015, avevano la residenza nel territorio dei comuni e delle frazioni delle province di Parma e Piacenza colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nelle suddette province nei giorni 13 e 14 settembre 2015, il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 febbraio 2016 ha sospeso i termini dei versamenti e degli adempimenti tributari scadenti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 30 giugno 2016. I comuni ovvero le frazioni interessati dal provvedimento di sospensione sono riportati nell’allegato A) del summenzionato decreto;

COD. 6. — per i contribuenti colpiti da altri eventi eccezionali.

Ai predetti contribuenti che usufruiscono dell’assistenza fiscale non sono applicabili le eventuali proroghe dei termini anche per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi.

Infatti, l’applicazione di tali proroghe non è attuabile in un sistema complesso, quale quello dell’assistenza fiscale che vede coinvolti, oltre al contribuente e all’amministrazione finanziaria, anche i sostituti d’imposta ed i Centri di assistenza fiscale.

Casella 2 “Irpef”: qui si potrà indicare l’ammontare delle ritenute e degli acconti Irpef sospesi, per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali risultanti dai punti 30 e 131 della CU 2017 (punto 331 per gli acconti Irpef sospesi del coniuge).

Casella 3 “Addizionale regionale all’Irpef”: qui andremo ad indicare l’addizionale regionale all’Irpef sospesa, per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali risultante dal punto 31 della CU 2016.

Casella 4 “Addizionale comunale all’Irpef”: qui indicheremo l’addizionale comunale all’Irpef sospesa (saldo e acconto), per effetto delle disposizioni emanate a seguito di eventi eccezionali risultante dai punti 33, 34 della CU 2017 (punto 332 per il coniuge).

Casella 5 “Imposta sostitutiva premi di risultato”: qui indicheremo l’imposta sostitutiva per premi di risultato sospesa, risultante dal punto 575 della CU 2017.

Casella 6 “Cedolare secca”: l’acconto della Cedolare secca sospeso, risultante dal punto 133 della CU 2017 (punto 333 per il coniuge).

Casella 7 “Contributo solidarietà”: qui indicheremo Indicare il contributo di solidarietà sospeso, risultante dal punto 452 della CU 2017.

Sez. V Rigo F6 — Misura degli acconti per l’anno 2017 e rateazione del saldo 2016:

Nella Sezione V il contribuente deve dare le eventuali indicazioni al sostituto d’imposta o al CAF sulle modalità di calcolo degli acconti per l’anno 2017, qualora si desideri ridurre o azzerare l’importo da versare.

Il contribuente tenuto al versamento degli acconti, al ricorrere di determinate circostanze, può non effettuare alcun versamento o effettuarlo in misura inferiore rispetto a quello ordinariamente dovuto; ad esempio quando è certo di:

  • non percepire alcun reddito per il 2017;
  • percepire un reddito per il 2017 inferiore a quello percepito nel 2016;
  • sostenere maggiori oneri deducibili e detraibili che possano ridurre il reddito imponibile rispetto a quello calcolato per il 2016.

Nel Rigo F6 del Mod. 730/2017, è possibile anche richiedere l’applicazione di un minor acconto o di non versare affatto anche l’acconto relativo alla cedolare secca sulle locazioni.

Rateizzazione dei versamenti:

Si ricorda che è possibile rateizzare le somme dovute a titolo di:

  • saldo IRPEF, addizionale regionale e comunale;
  • prima rata di acconto IRPEF;
  • acconto di addizionale comunale all’IRPEF;
  • acconto del 20% sui redditi soggetti a tassazione separata;
  • saldo cedolare secca;
  • primo acconto cedolare secca.

Per usufruire della rateizzazione dei versamenti delle imposte dovute a titolo di saldo e acconto, occorre applicare un interesse dello 0,33% mensile (D.Lgs. n. 241/1997).

Per poter usufruire di tale opportunità il contribuente deve esercitare l’opzione in sede di dichiarazione, indicando in quante rate intende frazionare il versamento (da 2 a 5, massimo 4 per i pensionati).

In questo caso il sostituto d’imposta che effettua le operazioni di conguaglio calcolerà gli interessi dovuti per la rateizzazione.

Casella 1 “Barrare la casella per non effettuare i versamenti di acconto Irpef”: qui si dovrà barrare la casella nel caso in cui il dichiarante ritenga che non debba essere effettuato alcun versamento a titolo di acconto Irpef.

Esempio: per la progressività dell’imposta, la presenza di due rapporti di lavoro nel corso del 2016 può determinare il calcolo di Irpef a debito e l’automatica liquidazione delle rate di acconto per il 2017.

Se però, nell’anno corrente, il dipendente non prevede di intrattenere più di un rapporto di lavoro e comunque di possedere redditi tali da non determinare il persistere della posizione debitoria può barrare questa casella per evitare il versamento di acconti non dovuti.

Casella 2 “Versamenti di acconto Irpef in misura inferiore”: qui dovrà essere essere indicato il minor importo di acconto Irpef che il contribuente, sulla base della propria previsione, ritiene debba essere trattenuto e versato a titolo di acconto totale (prima e seconda rata) dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Sono previste delle sanzioni nel caso in cui l’importo indicato risulti inferiore rispetto a quanto sarà dovuto sulla base della dichiarazione dei redditi del 2017 (da presentare nel 2018).

Casella 3 “Barrare la casella per non effettuare i versamenti di acconto addizionale comunale”: qui si dovrà barrare la casella nel caso in cui il dichiarante ritenga che non debba essere effettuato alcun versamento a titolo di acconto di addizionale comunale (ad esempio per effetto della soglia di esenzione deliberata dal Comune).

Casella 4 “Versamenti di acconto addizionale comunale in misura inferiore”: qui deve essere indicato il minor importo di acconto di addizionale comunale che il contribuente, sulla base della propria previsione, ritiene debba essere trattenuto e versato a titolo di acconto totale dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Sono previste delle sanzioni nel caso in cui l’importo indicato risulti inferiore rispetto a quanto sarà dovuto sulla base della dichiarazione dei redditi del 2017 (da presentare nel 2018).

Casella 5 “Barrare la casella per non effettuare i versamenti di acconto cedolare secca”: qui si dovrà barrare la casella nel caso in cui il dichiarante ritenga che non debba essere effettuato alcun versamento a titolo di acconto per la cedolare secca.

Casella 6 “Versamenti di acconto cedolare secca in misura inferiore”: in questa casella deve essere indicato il minor importo di acconto per la cedolare secca che il contribuente, sulla base della propria previsione, ritiene debba essere trattenuto e versato a titolo di acconto totale dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.

Casella 7 “Numero rate”: questa casella va compilata nel caso in cui il contribuente desideri avvalersi della facoltà di rateizzare i versamenti a saldo dell’Irpef, delle addizionali regionale e comunale Irpef (compreso l’acconto), della cedolare secca, dell’eventuale acconto del 20 per cento sui redditi soggetti a tassazione separata, e delle eventuali prime rate di acconto Irpef e Cedolare secca.

In tal caso si deve indicare in questa casella il numero di rate da 2 a 5, (massimo 4 per i pensionati) con le quali il contribuente intende frazionare il versamento.

N.B.: In caso di dichiarazione congiunta il numero delle rate va indicato solo sul modello del dichiarante.

N.B. 2: Il sostituto d’imposta che effettua le operazioni di conguaglio calcolerà gli interessi dovuti per la rateizzazione, pari allo 0,33% mensile.

N.B.3: Nel caso di 730 senza sostituto, il numero delle rate è compreso tra 2 e 7.

Sez. VI Righi F7 e F8 — Soglie di esenzione addizionale comunale:

La Sezione VI, composta dai Righi F7 e F8, è dedicata ai contribuenti che risiedono in uno dei Comuni che, con riferimento all’addizionale comunale dovuta per il 2016 e per l’acconto relativo al 2017, hanno stabilito una soglia di esenzione in presenza di particolari condizioni che non è possibile desumere dai dati riportati nel modello di dichiarazione.

Ci si riferisce, ad esempio, alle agevolazioni previste in base alla composizione del nucleo familiare o dall’ISEE.

Per sapere se si ha accesso a detti benefici, il Ministero delle Finanze ha predisposto nel proprio sito web (www.finanze.gov.it)una speciale Area tematica: “Fiscalità locale — Addizionali comunale all’Irpef”.

Pertanto, dopo avere verificato il rispetto delle condizioni previste dalla delibera del proprio Comune, il contribuente può utilizzare il Rigo per attestare il rispetto dei requisiti previsti dalla delibera comunale per usufruire delle agevolazioni.

Rigo F7 — esenzioni anno 2016:

Casella 1 “Soglia esenzione saldo 2016”: qui verrà indicato l’importo della soglia di esenzione deliberata dal comune con riferimento all’anno 2016.

Casella 2 “Esenzione totale/altre agevolazioni saldo 2016”: qui verrà indicato uno dei seguenti codici:

  • “1” in presenza di un’esenzione non collegata con il reddito imponibile;
  • “2” in presenza di altre agevolazioni.

Le due caselle sono tra loro alternative e non possono quindi essere compilate contemporaneamente.

Rigo F8 — esenzioni anno 2017:

Casella 1 “Soglia esenzione acconto 2017”: qui verrà riportato l’importo della soglia di esenzione deliberata dal comune con riferimento all’anno 2017.

Casella 2 “Esenzione totale/altre agevolazioni acconto 2017”: qui verrà indicato uno dei seguenti codici:

  • “1” in presenza di un’esenzione non collegata con il reddito imponibile;
  • “2” in presenza di altre agevolazioni.

Le due caselle sono tra loro alternative e non possono quindi essere compilate contemporaneamente.

Sez. VII Righi F9 e F10 — Dati da indicare nel Mod. 730 integrativo:

La Sezione VII, composta dai Righi F9 e F10, va compilata se si sta procedendo alla compilazione di un Mod. 730/2017 integrativo e se nella Casella “Dichiarazione integrativa” del frontespizio è stato indicato il Cod. 1, ossia nei casi in cui venga presentata una dichiarazione integrativa per una integrazione o rettifica che comporta un maggior credito o un minor debito d’imposta rispetto alla dichiarazione originaria o una imposta pari a quella determinata con il Mod. 730 originario.

Il Mod. 730 integrativo può essere presentato entro il 25/10/2017 esclusivamente tramite CAF o intermediario abilitato.

Si ricorda che la Casella “730 integrativo” non deve essere barrata, bensì compilata dal contribuente che presenta una dichiarazione integrativa indicando i Codici sotto riportati:

  • COD. 1: se l’integrazione o la rettifica comportano un maggior credito o un minor debito rispetto alla dichiarazione originaria ovvero una imposta pari a quella determinata con il Mod. 730 originario;
  • COD. 2: se l’integrazione o la rettifica riguardano esclusivamente le informazioni da indicare nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”;
  • COD. 3: se l’integrazione o la rettifica riguardano sia le informazioni da indicare nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” sia i dati relativi alla determinazione dell’imposta dovuta se dagli stessi scaturiscono un maggior importo a credito, un minor debito o una imposta pari a quella determinata con il Mod. 730 originario.

Rigo F9 — Importi rimborsati dal sostituto d’imposta

Casella 1 “Irpef”: qui verrà indicato l’importo del credito Irpef risultante dal prospetto di liquidazione del Mod. 730–3/2076 originario.

Il dichiarante deve riportare l’importo del Rigo 91, Colonna 5, del 730–3/2017. Invece il coniuge dichiarante che presenti un Mod. 730 integrativo, quando la dichiarazione originaria era stata presentata in forma congiunta, deve riportare in questa colonna l’importo del Rigo 111, Colonna 5, del 730–3/2017.

Casella 2 “Addizionale regionale all’Irpef”: qui verrà indicato l’importo del credito relativo all’addizionale regionale all’Irpef risultante dal prospetto di liquidazione Mod. 730–3/2017 originario.

Il dichiarante deve riportare l’importo del Rigo 92, Colonna 5, del 730–3/2017. Invece il coniuge dichiarante che presenta un Mod. 730 integrativo, quando la dichiarazione originaria era stata presentata in forma congiunta, deve riportare in questa colonna l’importo del Rigo 112, Colonna 5, del 730–3/2017.

Casella 3 “Addizionale comunale all’Irpef”: qui verrà indicato l’importo del credito relativo all’addizionale comunale all’Irpef risultante dal prospetto di liquidazione Mod.730–3/2017.

Il dichiarante deve riportare l’importo del Rigo 93, Colonna 5, del 730–3/2017. Invece il coniuge dichiarante che presenta un Mod. 730 integrativo, quando la dichiarazione originaria era stata presentata in forma congiunta, deve riportare in questa colonna l’importo del Rigo 113, Colonna 5, del 730–3/2017.

Casella 4 “Cedolare secca”: qui verrà indicato l’ammontare del credito per cedolare secca sulle locazioni rimborsato che risulta dal prospetto di liquidazione del Mod.730–3/2017 originario. Il dichiarante deve riportare l’importo del Rigo 99, Colonna 5, del 730–3/2017 (o l’importo del Rigo 119, Colonna 5, per il coniuge dichiarante).

Rigo F10 — Crediti utilizzati con il Mod. F24 per il versamento di altre imposte

Casella 1 “Credito Irpef”: qui verrà indicato l’ammontare del credito Irpef, indicato nella Colonna 4 del Rigo 91 (nella Colonna 4 del Rigo 111 per il coniuge dichiarante) del Mod. 730–3/2017 originario che, entro la data di presentazione del Mod. 730 integrativo, è stato utilizzato in compensazione con il Mod. F24 per il versamento di altre imposte.

Ad esempio, se nella Colonna 4 del Rigo 91 del Mod. 730–3/2017 originario è indicato un credito Irpef di € 100 ma entro la data di presentazione del Mod. 730 integrativo il credito utilizzato in compensazione è pari a € 60, riportare in questa colonna l’importo di € 60.

Casella 2 “Credito Addizionale regionale”: qui verrà indicato l’ammontare del credito di addizionale regionale indicato nella Colonna 4 del Rigo 92 (nella Colonna 4 del Rigo 112 per il coniuge dichiarante) del Mod. 730–3/2016 originario che, entro la data di presentazione del Mod. 730 integrativo, è stato utilizzato in compensazione con il Mod. F24 per il versamento di altre imposte.

Casella 3 “Credito Addizionale comunale”: qui verrà indicato l’ammontare del credito per addizionale comunale indicato nella Colonna 4 del Rigo 93 (nella Colonna 4 del Rigo 113 per il coniuge dichiarante) del Mod. 730- 3/2017 originario che, entro la data di presentazione del Mod. 730 integrativo, è stato utilizzato in compensazione con il Mod. F24 per il versamento di altre imposte.

Casella 4 “Credito cedolare secca”: qui verrà indicato l’ammontare del credito per cedolare secca sulle locazioni riportato nella Colonna 4 del Rigo 99 (o nella Colonna 4 del Rigo 119 per il coniuge dichiarante) del 730–3/2017 originario che, entro la data di presentazione del Mod. 730 integrativo, è stato utilizzato in compensazione con il Mod. F24 per il versamento di altre imposte.

Sez. VIII Righi F11, F12 e F13 — Altri dati:

Rigo F11 — Importi rimborsati dal sostituto

Nel Rigo F11 devono essere indicati le somme che il sostituto d’imposta ha rimborsato per l’anno 2016 per detrazioni che non hanno trovato capienza:

  • in Casella 1 indicare il punto 364 della CU 2017 ( credito riconosciuto per famiglie numerose);
  • in Casella 2 indicare il punto 370 della CU 2017 (credito riconosciuto per canoni di locazione).

Rigo F12 — Restituzione bonus

Il Rigo F12 deve essere compilato solo da coloro che hanno indebitamente percepito:

  • il “bonus fiscale” con riferimento ai redditi nell’anno 2006
  • il “bonus straordinario” con riferimento al reddito complessivo del nucleo familiare relativo all’anno 2007 o 2008.

Rigo F13 — Pignoramento presso terzi

Il Rigo 13 va utilizzato per riportare i dati relativi alle ritenute subite in relazione ai redditi percepiti tramite la procedura di pignoramento presso terzi.

In particolare, il Rigo va utilizzato dal terzo creditore (che percepisce i redditi da dichiarare nel Quadro di riferimento) per indicarvi le ritenute subite.

Inoltre, nello stesso Rigo va riportata anche la tipologia del reddito percepito tramite pignoramento presso terzi (indicato nel Mod. 730/2017) sul quale sono state applicate le ritenute.

Casella 1 “Tipo di reddito”: qui si dovrà indicare uno dei seguenti codici relativi alla tipologia di reddito percepito tramite pignoramento presso terzi:

  • COD. 1. — reddito di terreni,
  • COD. 2. — reddito dei fabbricati;
  • COD. 3. — reddito di lavoro dipendente;
  • COD. 4. — reddito di pensione;
  • COD. 5. — redditi di capitale;
  • COD. 6. — redditi diversi.

Casella 2 “Ritenute”: qui si dovrà indicare l’ammontare delle ritenute subite da parte del terzo erogatore in relazione al tipo di reddito indicato nella Casella 1.

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