730/2021: La sezione — Coniuge e familiari a carico

Per i contribuenti con coniuge, figli o altri familiari a carico è prevista una detrazione d’imposta.

I seguenti soggetti: 

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; 
  • i figli anche se naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati;

e, se conviventi con il contribuente oppure nel caso in cui lo stesso corrisponda loro assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, i seguenti altri familiari (cosiddetti “altri familiari a carico”): 

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato, 
  • i discendenti dei figli, 
  • i genitori (compresi quelli adottivi), 
  • i generi e le nuore, 
  • il suocero e la suocera, 
  • i fratelli e le sorelle, anche unilaterali, 
  • i nonni e le nonne;

sono considerati fiscalmente a carico a condizione che nel corso del 2020 abbiano posseduto un reddito complessivo inferiore a euro 2.840,51.

ATTENZIONE. A partire dal 2020, sono considerati a carico i figli di età non superiore ai 24 anni che hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Anche se non concorrenti alla formazione del reddito complessivo, i seguenti redditi sono rilevanti fiscalmente ai fini dell’eventuale attribuzione delle detrazioni: 

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni; 
  • retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari e Missioni, dalla Santa Sede, dagli Enti gestiti direttamente da essa e dagli Enti Centrali della Chiesa Cattolica; 
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto lavorativo da soggetti residenti nel territorio dello Stato; 
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità; 
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime per le nuove attività produttive.

ATTENZIONE. Ai fini della determinazione del limite di euro 2.840,51, il reddito del familiare deve essere assunto al lordo di eventuali oneri deducibili.

ATTENZIONE. Il superamento del limite di euro 2.840,51 (o euro 4.000 per i figli minori di 24 anni), comporta la perdita del diritto all’intera detrazione, qualunque sia il momento dell’anno in cui lo stesso venga superato.

ATTENZIONE. Le detrazioni per coniuge e figli a carico spettano anche se questi non convivono con il contribuente e non risiedono in Italia.

La detrazione teorica prevista per il coniuge a carico è:

a) euro 800,00 se il reddito complessivo non supera euro 15.000,00;

b) euro 690,00 se il reddito complessivo è superiore a euro 15.000,00 ma non a 40.000,00;

c) euro 690,00 se il reddito complessivo è superiore a 40.000,00 ma non a euro 80.000,00.

Le detrazioni ai punti a) e c) sono teoriche in quanto la detrazione effettivamente spettante diminuisce all’aumentare del reddito. La detrazione di cui al punto b) spetta invece in misura fissa, ma per i contribuenti con un reddito complessivo compreso tra 29.000 e 35.200 euro, è aumentata di un importo che varia da 10 a 30 euro.

La detrazione teorica per ciascun figlio a carico è di euro 950,00 sostituita da:

  • euro 1.220,00 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni; 
  • euro 1.350,00 per ciascun figlio portatore di handicap di età superiore a tre anni; 
  • euro 1.620,00 per ciascun figlio portatore di handicap di età inferiore a tre anni.

Nel caso in cui i figli a carico siano più di tre le predette detrazioni sono aumentate di euro 200,00 per ciascun figlio e pertanto risultano pari a: 

  • euro 1.150,00 per ciascun figlio di età superiore a tre anni; 
  • euro 1.420,00 per ciascun figlio di età inferiore a tre anni; 
  • euro 1.550,00 per ciascun figlio portatore di handicap di età superiore a tre anni; 
  • euro 1.820,00 per ciascun figlio portatore di handicap di età inferiore a tre anni.

Le detrazioni effettivamente spettanti diminuiscono all’aumentare del reddito, secondo la tabella sotto riportata.

Se l’altro coniuge manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si ha diritto in alternativa, se è più conveniente, alla detrazione prevista per il coniuge a carico.

ATTENZIONE. Se per un figlio si verificano contemporaneamente più condizioni tra quelle previste, il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconoscerà la detrazione più favorevole.

ATTENZIONE. Il soggetto che presta l’assistenza fiscale riconosce un’ulteriore detrazione di 1.200,00 euro se il numero dei figli a carico è superiore a tre (vedere casella 38).

La detrazione teorica prevista per ogni altro familiare è di euro 750,00. Tale detrazione, nei casi in cui l’obbligo del mantenimento fa capo a più persone, va suddiviso in misura uguale tra gli aventi diritto.

Barrare la casella nel caso in cui il dichiarante sia coniugato e non separato.

Barrare la casella “C” e indicare il codice fiscale del coniuge.

ATTENZIONE. Il codice fiscale del coniuge va indicato anche se questi non è a carico o non viene presentata dichiarazione congiunta.

ATTENZIONE. Non deve essere indicato il codice fiscale del coniuge nei casi di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e di separazione legale ed effettiva.

Indicare il numero dei mesi (da 1 a 12) durante i quali il coniuge è stato effettivamente a carico e per il quale spetta la detrazione. Scrivere “12” se il coniuge è stato a carico per tutto il 2020. Se si tratta di coniuge non fiscalmente a carico, la casella non dovrà essere compilata.

ATTENZIONE. Se il reddito annuale del coniuge supera il limite di euro 2.840,51, il dichiarante perde il diritto all’intera detrazione, qualunque sia il momento dell’anno in cui venga superato tale limite.

In caso di matrimonio, decesso, separazione legale ed effettiva, scioglimento o annullamento del matrimonio o cessazione dei suoi effetti civili nel corso del 2020, scrivere il numero di mesi per i quali il coniuge è stato a carico. Per la determinazione del numero dei mesi da indicare nella presente casella si dovrà considerare (per intero) il mese in cui si è verificato l’evento che ha fatto sorgere (celebrazione del matrimonio) o venir meno (separazione legale, decesso del coniuge) il diritto alla detrazione per il coniuge a carico.

Esempi.

  • In caso il matrimonio sia contratto il 27 marzo 2020 ed il coniuge possieda redditi per euro 2.065,83, il dichiarante deve indicare “10” nella casella “Mesi a carico”. 
  • In caso il matrimonio venga contratto il 31 marzo 2020 ed il coniuge possieda redditi propri per euro 2.995,45, il dichiarante deve lasciare in bianco la casella “Mesi a carico” perché non fiscalmente a carico. 
  • Nel caso in cui il coniuge possieda redditi per euro 2.995,45, percepiti totalmente nel mese di dicembre, il dichiarante deve lasciare in bianco la casella “Mesi a carico” perché, pur avendo superato il limite di euro 2.840,51 solo nell’ultimo mese, è da considerare comunque non fiscalmente a carico. E’ errato indicare in questo caso “11” nella casella in oggetto.

Barrare la casella “F1” per il primo figlio a carico, intendendo per tale quello anagraficamente di maggiore età.

Barrare la casella “F” se si tratta di figli, compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, fiscalmente a carico successivi al primo.

Si deve barrare la casella “D” (disabile) se si tratta di un figlio portatore di handicap. Qualora venga barrata questa casella non è necessario barrare la casella “F”.

ATTENZIONE. E’ considerato portatore di handicap la persona riconosciuta come tale ai sensi della legge 5 febbraio 1992 n. 104.

Si deve barrare la casella “A” se si tratta degli altri familiari fiscalmente a carico e cioè: 

  • il coniuge legalmente ed effettivamente separato; 
  • i discendenti dei figli; 
  • i genitori (compresi quelli adottivi) 
  • i generi e le nuore; 
  • il suocero e la suocera; 
  • i fratelli e le sorelle, anche unilaterali; 
  • i nonni e le nonne;

purché siano conviventi con il contribuente oppure lo stesso corrisponda loro un assegno alimentare non risultante da provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Nella casella “Codice fiscale” corrispondente al rigo 2 scrivere il codice fiscale del primo figlio.

ATTENZIONE. Se il reddito complessivo del figlio o altro familiare supera il limite di 2.840,51, (4.000 se di età inferiore ai 24 anni) il dichiarante perde il diritto all’intera detrazione, qualunque sia il momento dell’anno in cui viene superato tale limite.

ATTENZIONE. Il codice fiscale del primo figlio deve essere comunque indicato, anche se non si fruisce delle relative detrazioni, quando queste sono attribuite interamente ad un altro soggetto.

ATTENZIONE. Il primo figlio non fiscalmente a carico di nessun contribuente, a differenza del coniuge, non dovrà essere indicato nel presente quadro.

ATTENZIONE. E’ necessario indicare il codice fiscale anche per i figli a carico residenti all’estero.

I cittadini extracomunitari che richiedono le detrazioni per familiari a carico devono essere in possesso di una documentazione attestante lo status di familiare che può essere alternativamente sostituita da: 

  • documentazione originale rilasciata dall’autorità consolare del Paese d’origine, tradotta in lingua italiana e asseverata da parte del prefetto competente per territorio; 
  • documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti provenienti dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione l’Aja del 5 ottobre 1961; 
  • documentazione validamente formata nel paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano nel paese di origine.

Casi particolari di compilazione della casella F1 del prospetto.

Utilizzo di due modelli 730/2021.

Esempio 1: presenza di due figli fiscalmente a carico, di cui il primo abbia contratto matrimonio il 31 luglio 2020 e da tale data sia divenuto a carico del proprio coniuge. In questo caso il secondo figlio, minore di età, per i primi sette mesi riveste la qualifica di “secondo figlio”, mentre per i successivi cinque mesi assume la veste di “primo figlio”. Ai fini della compilazione del rigo F1 bisogna utilizzare due distinti modelli 730/2021: nel primo modello si descrive la situazione del primo periodo e quindi nel rigo F1 deve essere indicato il codice fiscale del figlio che ha contratto matrimonio ed il numero dei mesi (7) per i quali è rimasto a carico. L’altro modello serve per rappresentare la situazione del secondo periodo, dove come “primo figlio” bisogna indicare il codice del figlio rimasto fiscalmente a carico ed il numero dei mesi (5).

Esempio 2: presenza di un unico figlio fiscalmente a carico al 50% per i primi 4 mesi ed al 100% per i successivi 8 mesi dell’anno. Occorre procedere come precisato nel caso precedente e, quindi, utilizzare due distinti prospetti, ciascuno corrispondente ai diversi periodi. Va indicato in entrambi il codice fiscale del figlio fiscalmente a carico e nella casella F1 relativo al primo prospetto, il numero di mesi (4) e la relativa percentuale di spettanza (50%) e nella casella F1 relativo al secondo prospetto, il numero di mesi (8) e la relativa percentuale di spettanza (100%)

Indicare il numero dei mesi dell’anno (da 1 a 12) durante i quali il primo figlio è stato effettivamente a carico e per i quali spetta la detrazione. Scrivere “12” se il primo figlio è stato a carico per tutto il 2020; se, invece, è stato a carico solo per una parte del 2020, scrivere il numero dei mesi corrispondenti.

Esempi. In caso di primo figlio nato il 28 febbraio 2020, il dichiarante deve indicare “11” nella Casella “mesi a carico”.

ATTENZIONE. L’omessa indicazione dei mesi per i quali spetta la detrazione, diversamente da quanto previsto per il coniuge, è considerato un errore formale e non consente al soggetto che presta assistenza fiscale di liquidare le imposte.

Indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il primo figlio a carico ha avuto un’età inferiore a 3 anni.

Esempi. Per un figlio che ha compiuto 3 anni il 25 marzo 2020, indicare “3”. Per un figlio nato il 20 aprile 2020, nella casella scrivere “9”.

ATTENZIONE. L’ulteriore detrazione per ciascun figlio di età inferiore ai tre anni non spetta per il primo figlio a cui è riconosciuta la detrazione per coniuge a carico.

Ai fini della compilazione della presente casella bisogna indicare sempre la percentuale di detrazione spettante, a meno che per il primo figlio non spetti la detrazione pari a quella per il coniuge a carico per l’intero anno, nel qual caso va indicata la lettera “C”.

ATTENZIONE. La detrazione per figli a carico non può essere ripartita liberamente tra entrambi i genitori. Se i genitori non sono legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico deve essere ripartita nella misura del 50% ciascuno. Tuttavia i genitori possono decidere di comune accordo di attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito complessivo più elevato per evitare che la detrazione non possa essere fruita in tutto o in parte dal genitore con il reddito inferiore. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione spetta, in mancanza di accordo tra le parti, nella misura del 100% al genitore affidatario ovvero in caso di affidamento congiunto nella misura del 50% ciascuno.

ATTENZIONE. Se il contribuente non fruisce delle detrazioni per un figlio, in quanto attribuite interamente ad un altro soggetto, indicare “0” nella casella “percentuale”.

ATTENZIONE. La detrazione per figli a carico di cui all’art. 12 del TUIR deve essere considerata unitariamente per tutti i figli dei medesimi genitori e, pertanto, l’eventuale attribuzione della detrazione al genitore con reddito più elevato deve interessare necessariamente tutti i figli degli stessi genitori. Solo in presenza di figli nati da differenti genitori, la detrazione può essere applicata in misura diversa. (Circ. 20/E del 13/05/2011).

La detrazione per figli a carico spetta per intero (100%) ad uno solo dei genitori nel caso in cui: 

  • l’altro genitore sia fiscalmente a carico;

e nei seguenti altri casi: 

  • figli del contribuente rimasto vedovo/a che, risposatosi, non si sia poi legalmente ed effettivamente separato; 
  • figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente, se questi è coniugato e non è legalmente ed effettivamente separato.

La detrazione per il primo figlio è pari a quella spettante per il coniuge a carico (“C”) e per gli altri figli spetta l’intera detrazione (100%) nei seguenti casi: 

  • quando l’altro genitore manca perché deceduto e il contribuente non si è risposato o, se risposato, si è legalmente ed effettivamente separato; 
  • quando l’altro genitore non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato; 
  • figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente se lo stesso non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato.

Si deve ritenere che la mancanza del genitore sia ravvisabile, oltre che nell’ipotesi di figlio naturale non riconosciuto, solo nel caso di decesso e non semplicemente quando il genitore manca perché separato o divorziato.

ATTENZIONE. L’esistenza in vita dell’altro genitore impedisce la possibilità di usufruire di tale deduzione (circ. 55 del 14/06/2002).

ATTENZIONE. Se per il primo figlio spetta la detrazione per coniuge a carico per un periodo inferiore all’intero anno occorre compilare il rigo 2 per i mesi in cui spetta la detrazione come figlio e il rigo 3 per i mesi in cui spetta la detrazione come coniuge.

Esempio: contribuente con due figli rimasto vedovo del coniuge fiscalmente a carico nel corso del mese di luglio 2020. In questo caso per il primo figlio possono spettare nel corso dell’anno due detrazioni diverse: quella relativa al primo figlio per il periodo in cui il coniuge è in vita e quella relativa al coniuge (C) per il periodo successivo al suo decesso. Nella compilazione del prospetto “Coniuge e familiari a carico”, nel rigo riservato al coniuge, deve essere indicato il suo codice fiscale e il numero dei mesi in cui è stato in vita: 7 nella casella “mesi a carico”. Per il primo figlio occorre invece compilare due righi diversi: nel rigo F1 si indicano i mesi in cui è stato a carico come figlio: 7 nella casella “mesi a carico” e 100 come “percentuale di detrazione”. Nel secondo rigo i mesi saranno quelli successivi al decesso del coniuge: 5 e nella casella “percentuale di detrazione” andrà riportata la lettera C. Per il secondo figlio, invece, deve essere compilato un unico rigo in cui va riportato il numero “12” quale numero dei mesi a carico, e 100 come percentuale di detrazione.

ATTENZIONE. Si precisa che, se si usufruisce per il primo figlio della detrazione prevista per il coniuge a carico, non si ha diritto, per lo stesso figlio, all’ulteriore detrazione per i minori di tre anni.

Esempi. Nel caso in cui il contribuente conviva con persona priva di reddito, ed i due conviventi abbiano a carico un figlio naturale riconosciuto da entrambi, il contribuente non ha diritto per tale figlio alla detrazione nella misura prevista per il coniuge a carico perché non ricorre l’ipotesi di mancanza dell’altro genitore.

ATTENZIONE. La detrazione per i figli compete indipendentemente dalla circostanza che gli stessi abbiano o meno superato determinati limiti di età, che siano o non siano dediti agli studi o a tirocinio gratuito. Pertanto ai fini dell’attribuzione della detrazione i figli non passano mai nella categoria di altri familiari.

La casella va barrata nel caso di affidamento esclusivo, congiunto o condiviso dei figli, dal genitore che fruisce della detrazione nella misura del 100 per cento.

Si ricorda che la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.

Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori.

Se il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non può usufruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, la detrazione è conseguentemente assegnata per intero al secondo genitore.

Indicare il codice fiscale del figlio successivo al primo o dell’altro familiare fiscalmente a carico rilevabile dal tesserino rilasciato dall’amministrazione finanziaria.

Per ulteriori informazioni vedere la casella: “Codice fiscale primo figlio”.

Indicare il numero dei mesi dell’anno (da 1 a 12) durante i quali il figlio successivo al primo o il familiare è stato effettivamente a carico e per il quale spetta la detrazione. Scrivere “12” se il familiare è stato a carico per tutto il 2020; se, invece, è stato a carico solo per una parte del 2020 scrivere il numero dei mesi corrispondenti.

Per ulteriori informazioni vedere la casella: “Codice fiscale primo figlio”.

Indicare il numero dei mesi dell’anno durante i quali il figlio a carico successivo al primo ha un’età inferiore a 3 anni.

Esempi. Per un figlio che ha compiuto 3 anni il 25 marzo 2020, indicare “3”. Per un figlio nato il 20 aprile 2020, nella casella scrivere “9”.

In questa casella bisogna indicare sempre la percentuale di detrazione spettante. Per dettagli sui figli, si rimanda alla casella 31.

Se si è barrata la casella “A”.

Indicare la percentuale di spettanza della detrazione, nel caso in cui essa spetti a più soggetti, in proporzione all’effettivo onere sostenuto da ciascuno.

ATTENZIONE. La detrazione per gli altri familiari a carico va suddivisa fra i contribuenti che sono obbligati al loro mantenimento.

ATTENZIONE. Se come relazione di parentela è stata barrata la casella “A”, per potere liquidare l’imposta, non può essere indicata la lettera “C” nella presente casella.

Ai contribuenti che hanno più di tre figli spetta una detrazione è pari a 1.200 euro che deve essere ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati.

Non è possibile scegliere di comune accordo una diversa ripartizione come previsto per le detrazioni ordinarie.

Nel caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro la detrazione compete per intero.

ATTENZIONE. Se uno solo dei genitori è in possesso dei requisiti (ad esempio in presenza di due figli avuti da diverse persone) l’ulteriore detrazione gli spetta per intero, anche se il coniuge non è a suo carico (circ. n. 19/E del 2012).

ATTENZIONE. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio la percentuale di detrazione è quella spettante in proporzione agli affidamenti stabiliti dal giudice.

L’importo riconosciuto non varia se il numero dei figli è superiore a quattro.

L’agevolazione spetta anche nel caso in cui l’esistenza di almeno quattro figli a carico sussista solo per una parte dell’anno. Qualora l’ulteriore detrazione per figli a carico risulti superiore all’imposta lorda diminuita di tutte le altre detrazioni, l’importo pari alla quota della ulteriore detrazione che non ha trovato capienza verrà considerato nella determinazione dell’imposta dovuta e, pertanto, comporterà un maggior rimborso o un minor importo a debito.

Indicare il numero dei figli in affido preadottivo per i quali nel prospetto dei familiari a carico non è stato indicato il codice fiscale, al fine di salvaguardare la riservatezza delle informazioni ad essi relative.

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