Le detrazioni per figli a carico

A partire dalla dichiarazione dei redditi 2020 relativa ai redditi 2019, si considerano a carico anche i figli fino a 24 anni e con redditi fino a 4.000 €.

Resta fermo il precedente limite di 2.840,51 € per i figli di età superiore a 24 anni (anche se i 25 anni dovessero essere compiuti il 31/12 dell’anno e dunque, il figlio dovesse trascorre quasi tutto l’anno come ventiquattrenne) e per gli altri soggetti (coniuge o altri familiari) che hanno le condizioni per essere considerati a carico.

  1. Nel caso di figli che abbiano frequentato un asilo nido pubblico o privato è possibile detrarre il 19% delle rette, fino ad un massimo di 632 €, ma solo se non si è beneficiato per le stesse rette del bonus nido.
  2. Si ha diritto ad una detrazione del 19% sulle spese sostenute per le scuole di infanzia, primarie e secondarie, fino ad un massimo di 800 € per ogni figlio.
  3. E’ inoltre possibile detrarre il 19% sulle spese sostenute per la frequenza di corsi universitari.
  4. Un altro 19% è possibile detrarre per le spese relative all’affitto degli studenti fuori sede, fino ad un massimo di 2.633 €.
  5. E’ possibile, inoltre, detrarre il 19% delle spese sostenute per acquistare strumenti utili all’apprendimento per studenti con DSA.
  6. E’ infine possibile detrarre il 19% su una spesa massima di 210 € per le attività sportive dei figli tra i 5 ed i 18 anni.

Limiti di reddito per essere considerati fiscalmente a carico

Nel limite di reddito di 2.840,51 € o 4.000 € che il familiare deve possedere per essere considerato fiscalmente a carico, vanno computate anche le seguenti somme, che non sono comprese nel reddito complessivo:

  • il reddito dei fabbricati assoggettato alla cedolare secca sulle locazioni;
  • le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari, missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica;
  • la quota esente dei redditi di lavoro dipendente prestato nelle zone di frontiera (frontalieri) da parte di soggetti residenti;
  • il reddito d’impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva (regime forfettario).

Invece non devono essere prese in considerazione le seguenti tipologie di reddito:

  • redditi esenti ai fini IRPEF (es. borse di studio; pensione di invalidità, ecc.);
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte (es. redditi da attività sportiva dilettantistica fino a 10.000 € annui).

L’importo della detrazione per i figli a carico

Il contribuente che ha figli fiscalmente a carico, quindi, ha diritto a una detrazione dall’Irpef: l’ importo di tale detrazione varia in funzione del suo reddito complessivo.

La legge ha stabilito detrazioni di base (o teoriche): l’importo effettivamente spettante diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro.

La detrazione di base per i figli a carico è attualmente pari a:

  • 950 euro per ciascun figlio di età pari o superiore a 3 anni;
  • 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni;
  • 400 euro di detrazione aggiuntiva per ciascun figlio portatore di handicap ai sensi della legge n. 104 del 1992;
  • 200 euro di detrazione aggiuntiva per ciascun figlio a partire dal primo per i contribuenti con più di 3 figli a carico (art.1, c. 483, L. n. 228/2012).

Il calcolo delle detrazioni effettive

Per determinare la detrazione Irpef effettiva è necessario moltiplicare la detrazione teorica (indicata nella precedente tabella) per il coefficiente che si ottiene dal rapporto tra 95.000, diminuito del reddito complessivo, e 95.000.

Nel reddito complessivo non va considerata l’abitazione principale e le relative pertinenze. Va compreso, invece, il reddito dei fabbricati locati assoggettato al regime della cedolare secca.

detrazione teorica * (95.000 € — reddito complessivo) / 95.000 €

Il coefficiente della formula va assunto nelle prime quattro cifre decimali e arrotondato con il sistema del troncamento.

Se i figli sono più di uno, l’importo di 95.000 euro indicato nella formula va aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Pertanto, sarà pari a 110.000 euro nel caso di due figli a carico, a 125.000 per tre figli, a 140.000 per quattro, e così via.

La ripartizione tra i genitori

La detrazione per i figli va ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati. In alternativa, e se c’è accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato.

Questa facoltà consente a quest’ultimo, come per esempio nel caso di “incapienza” dell’imposta del genitore con reddito più basso, il godimento per intero delle detrazioni.

N.B.: Si ha incapienza quando l’importo complessivo delle detrazioni, di cui un contribuente può beneficiare, è maggiore all’imposta lorda. In queste situazioni, l’importo eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, né è possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. In sostanza, parte delle detrazioni spettanti vanno perse.

Per i genitori separati o divorziati la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario, salvo il caso di affidamento congiunto che comporta l’imputazione al 50%.

Se l’affidatario o uno dei due affidatari non riesce a fruire della detrazione per limiti di reddito, la detrazione è assegnata all’altro che a sua volta dovrà riversarla all’altro genitore integralmente o al 50% in caso di affidamento congiunto.

Alla maggiore età del figlio la detrazione va ripartita al 50% anche se precedentemente il figlio era stato affidato in maniera esclusiva ad uno solo dei genitori.

La detrazione per figli a carico può spettare anche se il figlio è coniugato.

La detrazione fiscale non spetta per i figli del coniuge (a differenza dell’ ANF).

NORMATIVA

  • Legge — 24/12/2012 n. 228
    “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013).”
    Si veda in particolare: [ art. 1, comma 483 ]
  • Legge — 27/12/2006 n. 296
    “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato(legge finanziaria 2007)”
    Si veda in particolare: [ art. 1 comma 6 ]
  • Circolare Ministeriale — Ministero delle Finanze 01/02/2002 n. 15/E
    “Legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002). Primi chiarimenti. Disposizioni varie.”
    Si veda in particolare: [ punto 1 ]
  • Legge — 28/12/2001 n. 448
    “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2002).”
    Si veda in particolare: [ art. 2 comma 1 ]
  • Decreto del Presidente della Repubblica — 22/12/1986 n. 917
    “Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.”
    Si veda in particolare: [ art. 12 ]

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