16 Dicembre: Scadenza versamento saldo IMU — ANNO 2020

Il 16 dicembre 2020 scade il termine per il versamento mediante modello F24 del saldo IMU (l’imposta sugli immobili che non sono abitazione principale, e non sono di categoria A1/A8/A9), mentre non vi sarà Tasi da pagare, dato l’accorpamento che si è avuto proprio con l’IMU a partire dal 1° Gennaio 2020.

E’ bene sottolineare che, a meno che il Comune in delibera non abbia disposto diversamente, non è dovuto alcun versamento se l’imposta non è superiore ai 12 euro, cifra, questa, da intendere come imposta totale sul periodo di possesso nell’intero arco dell’anno e non come rata singola di acconto o di saldo.

Il pagamento mediante F24 intestato al titolare del versamento e debitamente compilato in base all’utilizzo dell’immobile, al periodo e alla singola quota di possesso, è da effettuarsi materialmente in banca o alla posta, a meno che il contribuente non abbia voluto farsi fare l’addebito online.

Nel caso in cui si è residenti all’estero, per i versamenti occorre contattare direttamente il comune beneficiario per ottenere le relative istruzioni e il codice IBAN del conto sul quale accreditare l’importo dovuto. In questo caso, qualora il residente all’estero fosse titolare di un c/c in Italia presso una delle banche convenzionate con l’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche, previa registrazione ai servizi telematici della stessa Agenzia, compilare il Modello F24 ed eseguire il pagamento tramite il software F24 online.

Ai fini del saldo è comunque fondamentale attenersi alla delibera del Comune, se esistente (altrimenti va da sé che varrebbe quella dell’anno precedente o quella prima ancora): cioè il Comune, rispetto all’acconto già pagato a giugno, potrebbe aver deliberato un’aliquota diversa, e magari anche più alta, visto lo sblocco sul caro aliquote che ha rimesso in moto dal 2019 la possibilità per le giunte locali di modulare al rialzo i prelievi. Così, nel caso in cui l’aliquota dovesse essere diversa si dovrà provvedere a ricalcolare da capo il tributo, tarandolo sui 12 mesi, o comunque sul periodo di possesso effettivo nell’arco di tutto l’anno, sottraendo infine l’acconto versato a giugno. Sarà quindi sul saldo IMU di Dicembre che gli eventuali aumenti deliberati dai Comuni si farà sentire, ovviamente. E’ importante però tenere presente che quest’anno la legge di conversione del decreto di proroga dell’emergenza Covid-19, prevede che ai Comuni sia concesso più tempo per modificare le aliquote: fino al 31 dicembre. Ciò significa che i contribuenti che hanno immobili nei Comuni che usufruiranno di tale proroga, dovranno pagare un conguaglio entro il 1 marzo 2021 o chiedere un rimborso nel caso di maggiore imposta versata.

Importantissimo è anche tenere presente che il Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020) ha cancellato la seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui svolgono le loro attività le categorie interessate dalle restrizioni (elencate nell’allegato 1 dello stesso Decreto), a condizione che i proprietari siano anche i gestori delle attività ivi esercitate.

Un altro aspetto importante da tener presente potrebbe essere l’eventuale cambio d’uso dell’abitazione nel corso dell’anno. Quindi, se, ad esempio, fino a giugno si aveva una seconda casa affittata che invece adesso è vuota, è evidente che per il saldo non si dovrà più fare riferimento all’aliquota sulle seconde case locate, bensì a quella che il Comune prevede su quelle a disposizione, ammesso ovviamente che ci sia una distinzione di aliquota fra seconde case locate e libere. Oppure il contrario.

E’ necessario anche fare attenzione a un’altra possibile differenza di aliquota, cioè quella per le case in affitto con canone libero e quella per gli affitti concordati.

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